lunedì 31 marzo 2014

Tinerhir - verso il Dades

Data: 31 marzo 2014
Luogo di partenza: Tinerhir
Luoghi intermedi: gole todrha, Ait-Hani,Agoudal
Luogo di arrivo: sosta per la notte:N31 53,546 W 5 40,973
Km percorsi: Km 111
Spesa giornaliera: 0
Way points: gole todrha: N 31 34,775 W 5 35,072
camping: N 31 40,014 W 5 33,158
sosta pranzo: N 31 59,361 W 5 31,067
sosta per la notte: N 31 53,546 W 5 40,973

Resoconto
Non e' facile salutare tutta la famiglia di Abdul e Hamid: prima la mamma con Layla, poi l'altra sorella, alla fine Hamid, il papa' e Abdul perche', gli altri, non li abbiamo visti . Promettiamo di ripassare a trovarli e di scrivergli e, verso le 10, partiamo. Ripercorriamo la strada verso nord che passa le gole del Todrha che abbiamo gia' visitato ieri, comodamente con il quad. Ci sono meno bancarelle rispetto a ieri che era domenica e anche un po' meno turisti ma , comunque, rimane una fra le piu' frequentate attrazioni paesaggistiche. Superate le gole, senza fermarci, continuiamo a percorrere la strada asfaltata, comoda e scorrevole verso nord. Il paesaggio merita decisamente di affrontarla perche' le montagne, tutt'intorno, prendono forme e colori molto variegati. Come di consueto, filmiamo la maggior parte del percorso con le telecamere del truck . Verso la meta' della strada fra l'imbocco delle gole e Agoudal, cittadina dove la nostra direzione mutera' verso sud ovest, esiste una strada che taglia perpendicolarmente quella che stiamo percorrendo e quella che andremo a prendere piu' avanti. Si tratta di uno sterrato che attraversa le montagne, a detta della popolazione del luogo, abbastanza impegnativo, che accorcia decisamente la strada per chi, visitate le gole del Todrha , desidera passare sull'altra strada e vedere quelle del Dades, accorciando di molti chilometri il tragitto che invece abbiamo deciso di percorrere noi. Per imboccare questa scorciatoia , dalla strada che stiamo affrontando, ci sono due ingressi che si incontrano e sono entrambi indicati, sulla strada, da cartelli, scritti a mano, indicanti "pista dades". Noi continuiamo con il nostro itinerario. Ci siamo imposti, come tempo massimo per effettuare tutto il percorso, due giorni ma, il primo tratto asfaltato corre veloce e senza problemi, offrendo sempre la vista delle montagne a volte scure, altre tinte di rosa e rosso, per i minerali contenuti al loro interno. Si tratta di montagne molto alte perché , la strada, supera i 2600 mt, in alcuni tratti. All'altezza degli imbocchi della scorciatoia, ci sono diverse strutture alberghiere, ristoranti e camping e si attraversano piccoli agglomerati edilizi, tipicamente berberi. Giunti a Agoudal, dove abbandoniamo la strada asfaltata che conduce a Imilchil, comincia il tratto verso le gole del Dades . Si tratta di una pista sterrata in quota, di terra battuta, sufficiente a far passare una macchina anche se, nella parte iniziale, corre in una pianura dove e' possibile uscire dalla traccia. La strada e' una sola, senza deviazioni e molto ben segnata quindi , non si puo' sbagliare. Incontriamo lungo il tragitto, alcune case berbere con qualche pastore e le pecore. Sempre gentili, ci salutano e ci chiedono al massimo se abbiamo da fumare o da bere. Alcuni bambini scalzi corrono incontro a noi, sulla ghiaia e mi dispiaccio di avere solo delle caramelle e non un paio di scarpe da lasciare loro.
Verso le 13 facciamo una pausa pranzo in uno slargo, dopo il villaggio e, mentre ci stiamo preparando il caffe' , giungono un gruppo di 4 motociclisti spagnoli, ai quali offriamo di condividere la bevanda. Ovviamente , felici, accettano : un buon caffe' caldo quando hai percorso strade come queste, in quota, col freddo...non ha veramente prezzo. Preparo, per uno di loro, un cappuccino e lui, estasiato, non finisce di ringraziarmi, anzi fotografa anche la tazza e promette di inviarci lo scatto. Conclusa per tutti la sosta, ripartiamo. Gli spagnoli ci hanno avvisato che , piu' avanti la strada e' in costa e presenta alcuni tratti stretti, con neve e fango. Fino a questo momento, la pista non ha rappresentato un problema perche' non abbiamo viaggiato con dirupi da un lato nonostante godessimo di panorami mozzafiato. Purtroppo, ben presto, scopriamo che la situazione sta per cambiare , quantomeno per la percorribilita' , con un truck, di questa pista che, con un fuoristrada, puo' ricordare l'emozione di percorrere la "via del sale" in liguria. Gli ampi spazi a fianco della pista cominciano a diminuire sempre di piu' fino a quando ci troviamo a percorrere un sentiero che sale, sale sempre di piu' , senza nessuna protezione e, dove a destra hai la montagna e a sinistra lo strapiombo. Chi soffre di vertigini, a questo punto, avrebbe cominciato a non sentirsi a proprio agio e, se non avessimo gia' fatto scuola, nei percorsi effettuati con amici del club ligure 4WDPromotion (a proposito,vi voglio bene e ci mancate!), saremmo decisamente entrati in crisi. Quando le ruote a destra del truck, cominciano a calpestare i sassi a monte per cercare di avere piu' spazio possibile e il mezzo sobbalza in maniera preoccupante , dondolando anche se hai una marcia ridotta innestata e i segni dei pneumatici delle ruote a valle, distano pochi centimetri dal ciglio del dirupo...bhe, le ginocchia cominciano un po' a tremare. Il mio compito e' di guardare che non ci siano sassi dove passano le ruote mentre Davide, alla guida, cura la strada davanti e gli specchi per assicurarsi che le gomme posteriori rimangano nella carreggiata. Finalmente arriviamo dove c'e' uno slargo sufficiente per poterci fermare: un vero colpo di fortuna perche' proprio in questo frangente arrivano due Land di inglesi dietro di noi e un fuoristrada con la cellula, in senso inverso ! Pazzesco, fino ad ora non avevamo ancora incrociato nessuno. Lasciamo passare tutti i veicoli che procedono piu' veloci di noi , ci prendiamo qualche secondo per rilassarci dallo stress di affrontare strade cosi' impegnative con il truck e poi, proseguiamo per il nostro cammino. Meglio compiere ancora qualche chilometro, visto che l'andatura e' estremamente lenta e c'e' ancora luce. Davide che guida, non puo' vedere che , sulla carta che ho sul monitor davanti a me, la strada, piu' avanti, segna alcuni tornanti. Non vi nego che sono un po' preoccupata ma...indietro non si torna! Sono le 17 e fuori la temperatura scende decisamente. Abbiamo affrontato alcuni tratti dove c'erano circa 20 centimetri di neve sulla pista e alcuni tratti dove , la neve , che si e' sciolta, ha lasciato il posto all'ancor piu' insidioso fango. Le tracce dei pneumatici del camion , con le sue 12 tonnellate, sono ben evidenti sul terreno e Davide che comincia ad essere stanco a causa della tensione, dice che sente un po' scivolare il mezzo, anche se poi , ammette che forse, e' solo una sensazione ma, sapete, quando da un lato c'e' il nulla....cominci decisamente a temere per la tua incolumita'. Provo a fare con mio marito cio' che faccio sempre quando ho un alunno' di un corso fif, in macchina con me: lo rassicuro dicendo che sta guidando benissssssimo, con voce calma e suadente, anche se mi sto cag...sotto! Finalmente ci appare uno slargo segnalato da un cippo e decidiamo che e' giunto il momento di fermarci per la notte. Sono le 17,30 ma sicuramente non vogliamo affrontare il tratto con i tornanti, che vedo in mappa, senza luce, quindi ci sistemiamo in questo punto, mettiamo dei sassi per pareggiare la cellula e giriamo la chiave su off. Il truck pero' non e' perfettamente in piano ma pende un po' da un lato e, quando provo ad aprire il frigo per prendere da bere, la confezione delle uova, che aveva una posizione instabile, si apre lasciando cadere, una dopo l'altra , con effetto a rallentatore, cinque delle sei uova contenute al suo interno, tutte sul tappeto nuovo! Presa da raptus di incazzatura prendo l'ultimo uovo residuo e la scatola che lo contiene e lancio, anche quello, per completare l'opera ! I gusci rotti in piu' pezzi lasciano uscire i tuorli gialli che, alcuni sani altri rotti, si allargano sul kilim mentre l'albume gelatinoso si allarga, viscido , inondando il tappeto con la sua consistenza flaccida e trasparente. Rimango basita, immobile , senza sapere esattamente cosa fare. Davide interviene cercando di raccogliere quella poltiglia sguisciolenta con un coltello per la carne, rompendo i pochi tuorli ancora integri che, gocciolanti e fluidi, colorano di giallo-arancio nuovi angoli del tappeto. Usiamo una ciotola per raccogliere gusci , tuorli e albume che i cani divorano ghiottissimi, incuranti del fatto che siano caduti per terra e noi, tamponiamo con uno straccio imbevuto di acqua, l'intera superficie del tappeto macchiato. Davide prova anche a dire che , dopo questa azione riparatrice, i colori del tappeto sembrano ravvivati, ma poi, guardando la mia espressione , si corregge aggiungendo la frase, -"forse perche' e' bagnato"!-. Decisamente , il truck era in pendenza, ma non e' colpa di nessuno, comunque mi sono sentita un po' stupida perche' mi sono limitata a guardare le uova cadere senza neppure tentare di afferrarle! Va beh, che dire, domani sara' una giornata interessante: sapremo se, una volta asciutto, e' bastata l'acqua a pulire il tappeto e se riusciremo con HW, a superare i tornanti che incontreremo sulla nostra strada.
Leggeteci domani, per scoprirlo!
Ps: qui, nel nulla piu' totale.....abbiamo la connessione internet!


Luoghi di interesse: paesaggio
Percorso in sintesi: strada a nord verso Imilchil fino a Agoudal poi verso sud ovest verso gole Dades
Condizione delle strade: primo tratto verso nord asfalto in buono stato una corsia per senso marcia normale. Secondo tratto verso sud ovest pista sterrata battuta stretta con ampi spazi piani seguito da zona montana dove lo sterrato e' coperto di neve o fango molto stretto per camion con pochissime zone di slargo
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): presenti lungo la strada nel primo tratto
Indirizzi utili:-



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domenica 30 marzo 2014

Sosta alle gole Todrha

Data: 30 marzo 2014
Luogo di partenza: gole del Todrha
Luoghi intermedi:
Luogo di arrivo:
Km percorsi:
Spesa giornaliera:
Way points:

Resoconto
Non posso non raccontarvi della serata di ieri sera prima di dirvi di oggi. Dopo aver scritto il resoconto, essendo gia' le venti , abbiamo deciso di andare a mangiare presso i due ragazzi che ci hanno fatto parcheggiare vicino alla loro casa. Per quanto ci avessero detto loro che era un ristorante, non erano preparati alla nostra visita, probabilmente non si aspettavano che andassimo . Con un gran sorriso, prima ci hanno fatto visitare la casa che ha grandi saloni allestiti per le cene, con i soliti tappeti e cuscini e poi, visto che faceva freddo, ci hanno introdotto alla cucina e, a fianco ai fornelli, hanno posizionato ,in un angolo , due sedie e un tavolo di plastica , con una tovaglia viola. Si tratta di una famiglia composta da padre e madre sulla settantina e undici figli che lavorano piu' o meno tutti qui. Senza tanti formalismi e senza chiederci cosa volevamo, come se fossimo di casa, una delle sorelle ha cominciato a cucinare sostituita poi da uno dei fratelli maggiori che ha fatto abbrustolire dei peperoni per togliere la pelle, ha tagliato pomodori, cipolle e peperoni a fettine e ha infilato tutto in un tajine insieme a delle uova, per farle cuocere. Ci hanno quindi servito una insalata e poi un tajine di verdure cotte e uova, tipo frittata berbera. Mentre noi mangiavamo, Osama , il figlio di una sorella , di circa cinque anni, faceva capriole in cucina e il papa' tentava di far passare il cavo della tv, dalla cucina al salotto, attraverso un buco praticato nel muro, per poterla vedere anche nell'altra stanza. Solamente che , per farlo passare, aveva legato il cavo ad uno spiedino e lo spingeva dentro al foro, che era storto. Davide si e' subito prodigato per aiutarlo come ha fatto anche dopo cena, montandogli una spina che ha sottratto dalle mani dell'anziano signore, prima che facesse scoppiare un corto circuito. Terminata la cena ci hanno invitato a sederci in soggiorno dove gia' la madre e Layla, una sorella piu' giovane, si coprivano sul divano, riscaldandosi sotto una coperta di lana. Abbiamo tentato di dire che avevamo sonno ma hanno insistito affinché' stessimo li ed hanno cominciato a suonare e cantare melodie in marocchino mentre, la tv , accesa, trasmetteva un programma di musica etnica. Insomma un gran casino , ma il ritmo non mancava. Hanno fatto provare sia me che Davide a suonare i tamburi , con scarsi risultati e poi hanno continuato con ritmi sempre piu' complessi e ritmati. Tutti avevano uno strumento, chi il tamburo grande, chi il piccolo, una sorella aveva un tamburello mentre il fratello piu' grande seguiva il ritmo con i bicchierini da the.
Il padre e la madre cantavano e battevano le mani e tutta la stanza era musica e suoni. Solo verso le undici siamo riusciti ad andare a letto promettendo che questa mattina saremmo stati un po' qui.
Infatti, al risveglio, siamo andati sulla loro terrazza per fare delle riprese video e foto e poi abbiamo atteso uno dei fratelli che aveva promesso di portarci alla citta' vecchia , ma si era dileguato. Nel frattempo, un'altra sorella Aisha, divorziata e madre di Osama, mi ha chiesto in gran segreto, di scriverle una lettera in spagnolo per il suo spasimante segreto che ha conosciuto solo telefonicamente ma non ha mai incontrato . La fanciulla, una poderosa ragazza molto ridanciana, non sa scrivere e quindi, fatta la traduzione di quello che mi spiegava , con gogle, dall'italiano allo spagnolo, ho trascritto il testo a penna, su un foglio di carta che ho firmato per lei, infilando il tutto in una busta che lei ha nascosto nel vestito. Una famiglia di folli la potevamo incontrare solo noi! Sono ormai le dodici e trenta quando, con il quad , decidiamo di andare, da soli, alle gole che distano meno di dieci chilometri, per poterle fotografare, senza problemi di trovare parcheggio. Oggi, essendo domenica, c'e' molta gente in giro e i pullman scaricano decine di turisti curiosi, di tutte le razze, nei pressi di queste famose gole. In effetti sono veramente bellissime. Le montagne, dei monoblocchi giganteschi, si innalzano racchiudendo,nel mezzo, un torrente ricco di acqua gelata, nella quale i piu' folli, mettono i piedi a mollo. C'e' chi fa anche dell'arrampicata su roccia o chi ti propone un giro con il cavallo. Decine di bancarelle di souvenir berberi occupano tutto il bordo strada, lasciando passare le auto o le corriere, molto lentamente. Questa strada che prosegue verso nord, e' percorribile per circa 90 chilometri, fino ad arrivare ad una cittadina dove la strada si interseca con quella che scende verso sud, fino alle gole del Dades. Ci hanno detto che la strada e' molto panoramica e bella; sale fino ai 2400 mt ma ieri ha nevicato quindi non sappiamo se e' comodamente agibile. Tornati verso la base dove abbiamo lasciato parcheggiato HW , veniamo accolti nuovamente da tutti i fratelli che ci chiedono se vogliamo pranzare. Sono le 15 e accettiamo di mangiare degli spiedini di tacchino e delle verdure cotte. I due bambini, Osama e sua cugina piu piccola, non ci mollano un secondo e vanno con Davide a fare un giro in quad. L'intera famiglia desidera provarlo e quindi inizia la sequela di mini tour con il quad in due, o anche in tre. Cerchiamo di salutarli per partire ma insistono affinché, questa sera, rimaniamo per fare una grande festa in musica e non accettano ragioni. Aspettiamo il tramonto per fare un giro nel palmeto e raggiungere la citta' vecchia. Nulla di particolare, e' piu' bella a distanza , mentre il palmeto e' molto rigoglioso. Questa sera non ceniamo perche' dopo il pranzo delle 16 siamo ancora satolli e quindi viene meno la "grande festa musicale". Ci limitiamo a bere un the e fare quattro chiacchiere scherzose fino alle undici con Abdul , le due sorelle e la mamma, sempre davanti al gracchiante televisore acceso su un canale di musica.
Buon inizio settimana a tutti !

Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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Meski-Tinerhir (gole todrha)

Data: 29 marzo 2014
Luogo di partenza: Meski
Luoghi intermedi: Er-Rachidia,Rich,Mzizel,Amellago,Goulmina
Luogo di arrivo: Tinerhir
Km percorsi: km 280
Spesa giornaliera: 0
Way points: lago: N32 00,075 W 4 29,349
gole: N 32 04,911 W 4 23,006
tunnel legionario: N 32 10,290 W 4 22,065
cicogne: N 32 15,515 W 4 30,631
gole: N 31 55,611 W 4 58,745
ksar goulmina: N 31 41,369 W 4 56,545
sosta per la notte: N 31 31,854 W 5 32,938


Resoconto
Oggi, come gia' capitato in altre giornate, il resoconto deve tentare di descrivere le bellezze del paesaggio piu' che qualche accadimento in particolare, in quanto abbiamo trascorso quasi l'intera giornata in truck, guidando lentamente e ammirando il mondo che ci si presentava con miraggi diversi ,ad ogni curva. Partiti verso le dieci del mattino dopo aver salutato gli amici del campeggio di Meski , con la promessa di non far trascorrere altri sette anni prima di ritornare a trovarli, abbiamo preso la strada verso nord, in direzione Er - Rachidia, cittadina non particolarmente interessante, che abbiamo superato senza soste, dirigendoci verso nord, per poter ammirare un paesaggio che ci ha stupito per la sua bellezza. Dopo una serie di curve in salita, in mezzo a montagne rocciose dal color ambrato, improvvisamente, siamo stati folgorarti dall' azzurro cristallino delle acque del lago artificiale che si e' formato in questa zona, grazie ad una diga. Una serie di isolette pietrose galleggiavano in mezzo all'acqua che, illuminata dai raggi del sole, sembrava quasi quella del mare di sardegna e si mischiava con l'azzurro del cielo. La profondita' dell'immagine che ci ha deliziato, e' stata arricchita da alcune nuvole che, prima hanno disegnato il paesaggio quasi a farlo sembrare un dipinto, poi pero' , hanno oscurato i raggi del sole, negando luminosita' ai colori che , improvvisamente si sono come spenti. Siamo comunque scesi fino alla riva del lago con una strada sterrata che dalla via asfaltata scende leggermente piu' in basso e abbiamo fatto giocare Hogan e Niky che, come fanno sempre, si sono lanciati in folli corse, con la seria intenzione di bagnarsi. Richiamati immediatamente sia perche' la temperatura oggi e' fredda (ci sono 14 gradi), sia perche' c'e' corrente e i nostri cani non sono provetti nuotatori, dopo alcuni minuti siamo risaliti su HW, per continuare l'itinerario. Poco piu' avanti le meravigliose gole du ziz ci si sono parate davanti a noi ad anticipare la visione che si puo' godere passando attraverso il tunnel del legionario: una breve galleria che, come in un mirino, ti mostra il paesaggio fantastico di queste montagne, come da un obbiettivo di una macchina fotografica. Ovviamente, con le telecamere del truck abbiamo filmato tutto e non mancheremo di metterlo in rete, appena torneremo in Italia. Purtroppo siamo sfortunati: le nuvole bianche che prima si limitavano a rendere piu' disegnato il cielo, ora lo stanno completamente coprendo e un vento abbastanza forte, sta portando verso di noi nuvoloni grigi carichi di pioggia. Vi sara' capitato migliaia di volte di osservare i colori quando , davanti a voi si prepara il temporale ma, nascosto da qualche parte, il sole riesce ancora a regalare colori virati al paesaggio...bhe questa e' la visione che abbiamo davanti, mentre ci dirigiamo verso Rich. I campi verdi e le montagne ocra, cambiano i loro colori diventando verde acido e rosa, mentre il cielo e' in alcuni tratti ancora azzurro ed in altri di un cupo impressionante. Comincia a gocciolare mentre superiamo la cittadina per invertire il senso di marcia da nord verso sud ovest, allo scopo di raggiungere Goulmina prima e, l'imbocco delle gole du Todrha , poi. Un primo tratto di strada che non puo' competere con il fascino di quella appena percorsa, lascia dopo un po' di chilometri, spazio ad un altro tratto di viaggio, diversamente interessante.Davide ha battezzato questo luogo con il nome di "valle del nulla" perche', intorno a noi, a vista d'occhio, solo una vallata piatta in mezzo a montagne disegnate , senza vedere nulla di altro, isolata, come nel nulla e come se intorno non dovesse esistere altro. Ma dell'altro ci attendeva piu' avanti: ancora magnifiche gole e verdi palmeti fra i monti , ogni volta diversi, ogni volta piu' belli. Giungiamo a Goulmina e, seguendo l'indicazione di un cartello, imbocchiamo una via stretta che ci conduce fino all'entrata dello Ksar che qui, a differenza della maggior parte delle altre citta' ,e' ancora in buono stato ed abitato da molte persone. Veniamo subito fermati da un passante che si offre come guida ma sono le 17 e desideriamo arrivare fino alle gole del Todrha , per questa sera, prima che faccia buio. Rinunciamo alla visita ma ci appuntiamo il wp per il nostro prossimo viaggio in Marocco. Prevedo gia' che, se dovessimo tornare in questo magnifico paese, la prossima volta' sara' per sei mesi, durata max del visto (rinnovabile uscendo dal paese e rientrando). La strada che da Goulmina porta verso Tirnehir, prima delle gole che visiteremo domani, e' poco interessante: scura e piatta ma a percorrenza veloce quindi copriamo i finali 50 chilometri in una oretta. Quando troviamo il cartello che indica le gole, imbocchiamo la strada e , mentre ormai la luce sta svanendo, rimaniamo colpiti da uno scorcio panoramico che ci folgora. Le case arroccate sulla montagna, tutte di colori che spaziano fra il rosa, il tortora e il panna, si mimetizzano perfettamente con la montagna stessa . Sembra trattarsi di un paesaggio naturale senza opere umane, come se fosse stato creato cosi' ,tanta e' la sua bellezza. La luce e' ormai scarsa e forse questo aiuta a rendere tutto omogeneo ma non possiamo che fermarci qui a trascorrere la notte, aspettando domani, per fare delle foto incredibili e riportarvele. Un ragazzo che ha un ristorante ci offre di parcheggiare a lato del suo locale e ci chiede se abbiamo bisogno di acqua o elettricita' . Ci chiede se ci va di andare a mangiare nel suo ristorante ma senza farci sentire in obbligo. Sempre estremamente educati e gentili, offrono ospitalita' in cambio di sorrisi e di quattro chiacchere. Qui ci si sente ...a casa; anche se dormi sul lato di una strada, ti senti sicuro e non hai mai la sensazione di essere minacciato ma, quasi protetto e coccolato perche' tutti o quasi, sono pronti a darti una mano ! Dovremmo tornare ad imparare da loro perché, purtroppo, noi ci siamo dimenticati cosa vuol dire" fare qualcosa per nulla". Oggi ringrazio il cielo, ringrazio Dio, qualunque Dio, di qualunque religione, per aver regalato a noi umani un mondo cosi' bello, sciupato solo da noi stessi, dalla nostra stupidita', dalla nostra sporcizia. Un mondo che dovremmo imparare a conservare di piu' ricordandoci che, anche se siamo lontani dalla nostra patria, noi siamo cittadini del mondo e non italiani o tedeschi o francesi o americani. Noi siamo cittadini di tutto il mondo; ovunque noi ci troviamo , quello e' il nostro mondo, per cui ...preserviamo per noi stessi e per chi verra' dopo !
Scusate la manfrina ma, l'unica cosa che stonava oggi, in un paesaggio ideale, era la plastica variopinta delle buste che , purtroppo, sventolano agganciate agli arbusti, come tristi bandiere o dei contenitori abbandonati dopo l'uso che giacciono sul terreno. Purtroppo la spazzatura viene ammucchiata in discariche fuori dai villaggi e bruciata, ma il vento, quando non lo fa l'uomo,talvolta, disperde i materiali in giro e questi rimangono per l'eternita' a insudiciare la bellezza del paesaggio, senza che nessuno si prenda cura di porci rimedio. Il piu' delle volte sono le persone del posto a fare questo ma non sono mancate le occasioni in cui i turisti, autorizzati dal fatto di non essere a casa propria, oppure che gli africani lo fanno per primi, gettino la loro immondizia in giro, come se questo posto non appartenesse anche a loro. Mi permetto quindi di dire a tutti noi viaggiatori, io per prima, di tentare di preservare la bellezza di cio' che vediamo e apprezziamo e di insegnare a chi non lo fa perche' non lo capisce, che una carta la si puo' conservare anche in tasca, fino a quando non si trova il luogo adatto per buttarla.
Buon we ...ecologico!

Luoghi di interesse: Lago artificiale, Gole du ziz, tunnel legionario, tutta la strada panoramica da Rich fino a Er Rachidia, strada da Amellago fino a goulmina. Ksar goulmina
Percorso in sintesi: straordinario percorso panoramico che continua la strada di ieri dalle gole du ziz a salire verso nord . Magnifico lago artificiale pochi chilometri do Er Rachidia seguito dalle gole e dal tunnel del legionario. Da Rich verso sud bello ma non particolare. Riprende interesse nel tratto fra Amellago e goulmina. La strada statale N10 da Goulmina fino all'imbocco della strada per le gole del Todrha non presenta interesse . Magnifico il panorama nel punto sosta x la notte.
Condizione delle strade: asfaltate in buono stato.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): frequenti
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sabato 29 marzo 2014

Erfoud - Meski

Data: 28 marzo 2014
Luogo di partenza: Erfoud
Luoghi intermedi: oasi du ziz
Luogo di arrivo: Meski (souce bleu)
Km percorsi: km 66
Spesa giornaliera: dh 64= euro 5,69
Way points: negozio fossili: N31 27,047 W 4 13,568
panorama: N 31 47,394 W 4 14,320
source blu (campeggio): N 31 51,403 W 4 16,908


Resoconto
Partiti tardi questa mattina,verso le ore 12, abbiamo deciso di prendere verso nord la strada che giunge ad Er-rachidia, percorrendo le oasi du ziz, un percorso estremamente panoramico caratterizzato da montagne rocciose su entrambi i lati e tutta una serie di oasi con palmeti e vecchi ksar in mezzo. Sul tratto a nord di Erfoud, abbiamo riconosciuto il negozio di fossili dove, nel 2007, avevamo acquistato il lavandino montato nella nostra casa di bologna. Si tratta di un lavandino in marmo contenente molte conchiglie fossili che avevo costretto Davide a comperare, lottando con tutte le forze per caricarlo sul pajero corto che, all'epoca, trasportava noi due e Hogan, di sei mesi! La zona e' quella dove e' facile trovare manufatti del genere e, nel caso , su richiesta, questi negozianti che hanno il laboratorio, possono eseguire i lavori con misure e disegni particolari. Inoltre, un lavandino che all'epoca pagai 300 euro, in europa e' introvabile e costerebbe moltissimo. Accostiamo sul ciglio della strada ma poi decidiamo di non entrare perche' non dobbiamo acquistare nulla e sarebbe solo una perdita di tempo fermarci nel negozio. La zona piu' a nord , e' molto verde ed oltre alle palme si trovano anche diverse coltivazioni di grano. Ci sono alcuni punti panoramici decisamente interessanti ; uno in particolare in cui la montagna, sui due lati, si avvicina fino a stringersi e formare un canale contorto, mi ha ricordato il colorado river negli USA, solo che qui, invece che l'acqua, sul fondo ci sono le palme.
Un tragitto veloce grazie alla strada asfaltata nuova che corre a fianco di quella vecchia che, piu' bassa, costeggiava le palme. Giunti a Meski, abbiamo voluto fare un salto a rivedere la sorgente blu che si trova all'interno del campeggio del villaggio. Conosciamo questo posto sempre grazie alla nostra prima visita e ci ricordiamo di un marocchino, proprietario di un negozio, qui, presso il camping e del suo giovane figlio, Mohamed. Scesi al campeggio dopo aver comperato il pane e delle noccioline da un simpaticissimo vecchietto sdentato che ha il negozio sulla strada sopra il camping e che, prendendomi in simpatia, mi ha donato una manciata di ottimi datteri, chiediamo ai negozianti di Mohamed anche se, essendo trascorsi sette anni e' difficile che lo riusciamo a riconoscere o che lui si ricordi di noi.
Inoltre, differentemente da quanto ricordavo, ci sono piu' negozi in campeggio, uno a fianco all'altro ma, mentre stavo parlando con un giovane all'interno di uno di questi negozi, entra un ragazzo alto e smilzo, mi guarda e mi dice che lui, si ricorda di me. Io gli rimembro di Hogan e del fatto che eravamo andati con suo papa' nel deserto e lui si ricorda che suo papa' era dovuto stare dietro sdraiato con hogan perche avevamo solo due posti nel pajero! Incredibile! Come fa un ragazzo , che all'epoca aveva quindici anni, a ricordarsi di noi due che siamo stati qui, solo per tre giorni ! Ci fa una festa incredibile e ci invita per un the nel negozio e per un tajine a cena. Non era nelle nostre intenzioni fermarci qui a dormire ma, ad un salto nel passato, ad un "amarcord" di momenti sereni , non si puo' rinunciare. Sono le 16 e parcheggiamo nel campeggio che ospita la sorgente dove si trova anche una piscina con le sue acque e dove i ragazzi, d'estate, si divertono a tuffarsi e a rinfrescarsi dalla calura. Ora la temperatura e' fresca,anche perche' la giornata e' nuvolosa e ci costringe a ritirare fuori il maglione che pensavamo non avremmo piu' indossato; d'altronde sento che in italia il tempo e' pessimo e le temperature sono tornate basse. Dopo i baci e abbracci con il figlio, giunge anche il padre e la cerimonia di benvenuto, si ripete. Sono persone molto ospitali e disponibili e parlano italiano abbastanza bene. Oltre al negozio che e' la loro base operativa, ora organizzano una serie di tour, non solo nel deserto, ma in giro per il marocco e collaborano con tour operator italiani specializzati per i viaggi in camper o off road. Se qualcuno avesse bisogno di una guida vi consigliamo di rivolgervi a loro perche' sono onesti e molto competenti ed inoltre, parlando la nostra lingua, diventa piu facile capirsi.
Proviamo a guardare nel loro negozio dove e' possibile trovare tutta una serie di oggettistica berbera e tappeti, per il terzo tappeto che vorrei mettere sul truck ,ma visto che ho un'idea precisa di cosa desidero, purtroppo, non ho trovato nulla che si avvicinasse a cio' che cercavo anche se i tappeti che mi hanno mostrato, sono fantastici e ad un prezzo interessantissimo. Decidiamo di fare una passeggiata sulla stradina nel palmeto del villaggio fra tutte le sorgenti, nei campi coltivati, verso la kasba. Ci sono palme ovunque e pare quasi una foresta. Donne lavano la lana nell'acqua mentre altre tagliano le foglie secche delle palme . Tutto e' molto rigoglioso e ricco e il rumore delle sorgenti che fanno scorrere le loro acque, pure e limpide, nei canali, sono deliziose.Giunte le 19 andiamo a cena a casa di Mohamed, nel villaggio. La casa e' bellissima e organizzata per ospitare, in grandi sale, cene anche con 50 persone. La mamma di Mohamed cucina egregiamente e dopo un'ottima e freschissima insalata mista dove, per la prima volta c'era anche una simil lattiga, il tajine che ci hanno offerto era speciale: ricco di papate, carote, fagiolini, fave e pollo, con un gusto speziato particolare, forte, dove prevaleva il cumino, uno dei migliori assaggiato fino ad ora, insieme a quello preso a merzouga , che pero' era piu' delicato.
Dopo cena siamo rientrati al buio in campeggio, che dista qualche centinaio di metri dalla casa e, fortunatamente, abbiamo evitato la pioggia che, poco dopo, ha cominciato a scrosciare . Bella giornata! Peccato non fermarci di piu'...

Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi: strade panoramiche lungo il fiume ziz con palmerai fino a giungere a Meski famosa per le sorgenti.
Condizione delle strade: strada asfaltata in buone condizioni che costeggia la vecchia strada a fianco alle palme
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): frequenti nei centri abitati

Indirizzi utili: Per organizzazione tour nel deserto e in giro x marocco+ negozio: camping Source bleue Meski - Depot Berbere- sig. Najjari Abdelhadi- Ksar Meski Errachidia. email: abdelmeski@gmail.com tel 00212 6 62351811 fax 00212 535882520
Fb: Mohamed Najjari momobleue@hotmail.com


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venerdì 28 marzo 2014

Merzouga - Erfoud

Data: 27 marzo 2014
Luogo di partenza: merzouga
Luoghi intermedi: Rissani
Luogo di arrivo: Erfoud
Km percorsi: km 94
Spesa giornaliera: Dh 1916,55= euro 175,17
Way points: sosta x la notte : N 31 25,640 W 4 17,507

Resoconto
La circumnavigazione dell' erg Chebbi non presenta particolari problemi se si costeggiano le dune, rimanendo fuori da esse. Abbiamo seguito le tracce del file francese ma non e' difficile compiere questo tragitto, anche senza indicazioni. Esiste una pista larga e di sabbia compatta, senza dune che ti porta a girare tutto intorno alle dune piu' alte. Devo dire che la zona piu' bella dell'erg Chebbi, a nostro parere, e' quella dove ci eravamo fermati noi, a pochi chilometri dal paese di Merzouga perche' presentava dune alte ma anche piu' basse e agibili con il quad . Questa zona piu' remota, invece, presenta dune molto alte , sul tipo dell' Algeria e , a fianco, dunette bassissime, di quaranta cinquanta centimetri, tipo dossi, con vegetazione ad arbusti, abbastanza diffusa. La pista che abbiamo percorso, nella parte terminale, conduce sia a Rissani che, prolungando il tratto in fuoristrada, a Erfoud, ma si tratta , sul finire, di una pista di sterrato duro e nero, con nulla di particolare da vedere. Abbiamo preferito prendere, all'altezza di Rissani, l'asfalto che, velocemente ci ha condotto fino a destinazione, per pausa pranzo. Volendo fare il pieno di acqua, occorre anche fare gasolio, altrimenti i benzinai, non ti permettono il rifornimento quindi, dopo aver prelevato , abbiamo fatto il pieno e deciso di fermarci ad assaggiare, in un ristorantino sulla via di passaggio, la pizza berbera che puo' essere al pollo, alla carne o vegetariana. Il proprietario del ristorante mi ha anche condotto a vedere,il forno dove la preparano e , il risultato e' ( noi abbiamo preso quella al pollo), una specie di focaccia, una torta salata di pane, farcita con pollo, spezie, patate, cipolle ...molto saporita e gustosa...decisamente buona. Dopo pranzo siamo stati condotti dal proprietario del locale, al mercato che si trova proprio vicino al ristorante, ad acquistare, presso il negozio di suo padre, una serie di spezie . Il negozio era molto ben strutturato, con centinaia di barattoli in vetro contenenti spezie di ogni tipo, colore ed aroma. Vassoi ben allestiti con le spezie non tritate venivano proposti in bella mostra : raccoglievano l'insieme delle spezie da mettere nel the oppure quelle medicinali o quelle per cucinare....veniva voglia di comperare tutto. Ci siamo limitati ad acquistare il cumino , in marocco usato moltissimo nelle pietanze, un mix di spezie piccanti e un altro mix, il piu' pregiato, fatto con 41 spezie differenti che puo' essere usato sia per cucinare ma anche curativo, per i reumatismi o con il miele...insomma una variante, al piu' commerciale "olio 21" che la maggior parte delle fanciulle conosceranno, in italia.
Alla fine, visto che non abbiamo mercanteggiato sul prezzo, cosa incredibile per noi e per loro, il proprietario dell'emporio, ci ha fatto, di sua spontanea volonta' , uno sconto di 5 dh e un omaggio di un sacchettino contenente spezie balsamiche per aiutare la respirazione, quando si ha il raffreddore. Tornati al truck abbiamo preso la strada per uscire dal paese al fine di cercare una sistemazione tranquilla per la notte, ma con internet. La zona non offre location di particolare interesse paesaggistico e non vogliamo allontanarci troppo dal villaggio per non perdere la connessione. Ci accontentiamo di stare a bordo strada, in uno slargo ampio e battuto in terra sabbiosa, dove i cani possono correre un po' e io dedicarmi a preparare la cena ....questa sera .......pasta e fagioli,....in busta ...."segreti della nonna" della Knorr ! Beh, non strabuzzate gli occhi, qui i fagioli non li vendono e poi, non sono neanche tanto male ! A domaniiiiiiiiii

Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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mercoledì 26 marzo 2014

Sosta a merzouga

Data: 25 - 26 marzo 2014
Luogo di partenza: sosta a merzouga
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: km 10 (quad)
Spesa giornaliera: Dh 159 = Euro 14,14
Way points:

Resoconto
Pubblico un unico resoconto per la giornata di ieri e quella di oggi poiche',la sosta nel deserto ,porta ad un idilliaco relax: le ore passano veloci , senza fare nulla di particolare se non trastullarsi nei propri pensieri e sensazioni. Abbiamo montato il tendalino di HW , il tavolo e le sedie ponendo, sotto, la stuoia (finalmente anche Davide ha ammesso che e' stato un utile acquisto), e ci godiamo il silenzio e la quiete che il deserto ti puo' regalare , se sei in pace con te stesso. Le ore del mattino sono le piu' fresche ed e' piacevole fare colazione fuori, osservando i cammelli girovagare lenti fra le dune mentre la Niky li osserva in assetto da caccia. Per esempio, proprio ora, eludendo la sorveglianza di Davide, con passo da giaguaro, si e' furtivamente avvicinata ad un cammello che , distaccato dal gruppo, camminava lento, da solo, mentre Hogan, con due calzini sulle zampe a causa di una leggero arrossamento dei polpastrelli, si e' rifugiato in cabina a sonnecchiare.
Unica attivita' della giornata e' la passeggiata in quad ,di una ventina di minuti, verso il paese di Merzouga in cerca della connessione internet, per fare le consuete chiamate . Ieri siamo saliti su una duna ma , dopo la prima chiamata, un vento abbastanza forte, sembra aver spostato il segnale, tanto da non riuscire piu' a chiamare. Funzionano le mail e fb quindi, almeno , riceviamo qualche notizia. La passeggiata di ieri, sulla via del ritorno, ci ha portato a sostare in un piccolo accampamento-ristoro, indicato sulla pista con un cartello azzurro e la scritta "area di riposo". Si tratta di tende berbere e un allestimento con cuscini e seggiolini, molto gradevole. E' suddiviso in varie zone, in funzione di vari gruppi di clienti e, un'area di queste, presenta anche uno spazio cucina tradizionale, con un forno per il pane e un braciere per cucinare il tajine o grigliare le broschette. Un altra tenda, allestita con materassi, serve per ospitare clienti per la notte e la presenza di un pozzo di 11 metri, con una pompa, garantisce acqua per lavarsi e per il wc. Il titolare, ha posto al centro del campo, una piccola fontanella per dar da bere agli uccelli che, con i suoi zampilli di acqua, sembra una piccola cascatella. Una cucina con fornelli e frigo alimentati da pannelli solari,un grande spazio per il falo' con sgabelli tutt'intorno e l'orto per le verdure, completano la struttura che, come ci racconta il proprietario, e' per poca gente, tranquilla e, garantisco personalmente, i piatti che servono, sono ottimi ! Noi abbiamo provato il tajine di pollo e quello di kefta che ci sono stati serviti con patatine fritte, piatto di melanzane e ceci, le solite olive speziate, e macedonia di mela e arancia. Il posto di ristoro dista circa 500 mt da dove ci siamo fermati con il truck, sembra quindi il nostro 'ristorante" sotto casa! Il pomeriggio ha le ore piu' calde, almeno fino alle 16,30-17, quando il sole comincia ad abbassarsi, colorando le dune con toni dall'ocra al rosa. Davanti al nostro campo c'e' quella che chiamano la montagna nera, una collinetta alta piu' o meno trecento metri rispetto alla nostra posizione (siamo a 703 mt), dove e' possibile salire per ammirare lo splendido paesaggio che la circonda. Le mosche, sono l'unico elemento di disturbo, fino al tramonto. Continuano incessanti a ronzarti attorno e infastidirti con il loro tocco e il loro ronzio; se si alza un po' di vento, diminuisco ma, appena l'aria si ferma, tornano a dar noia, a noi e ai cani! Quando la temperatura diminuisce, spariscono come per incanto! Quando il sole cala dietro alle dune piu' alte, tutto e' decisamente immobile . Come si sta bene seduti sulle nostre seggiole da campo per un aperitivo, prima di rientrare nel truck. Il deserto puo' destare varie emozioni, lo si puo' amare od odiare, si puo' avere paura di lui o tuffarsi nella serenita' che ognuno di noi puo' ritrovare in questo ambiente. Non c'e' bisogno di fare nulla qui, solo gustare questo ambiente magari leggendo un buon libro o rompendo il silenzio con il rombo del quad, mentre voli sulle dune piu' alte per guardare un universo fatto di sabbia dove ogni punto e' diverso dagli altri e, sempre in movimento, danza formando figure morbide e voluttuose, che non ritroveremo mai piu' uguali ,quando le osserveremo una seconda volta.


Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
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Sosta a merzouga

Data: 25 - 26 marzo 2014
Luogo di partenza: sosta a merzouga
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: km 10 (quad)
Spesa giornaliera: Dh 159 = Euro 14,14
Way points:

Resoconto
Pubblico un unico resoconto per la giornata di ieri e quella di oggi poiche',la sosta nel deserto ,porta ad un idilliaco relax: le ore passano veloci , senza fare nulla di particolare se non trastullarsi nei propri pensieri e sensazioni. Abbiamo montato il tendalino di HW , il tavolo e le sedie ponendo, sotto, la stuoia (finalmente anche Davide ha ammesso che e' stato un utile acquisto), e ci godiamo il silenzio e la quiete che il deserto ti puo' regalare , se sei in pace con te stesso. Le ore del mattino sono le piu' fresche ed e' piacevole fare colazione fuori, osservando i cammelli girovagare lenti fra le dune mentre la Niky li osserva in assetto da caccia. Per esempio, proprio ora, eludendo la sorveglianza di Davide, con passo da giaguaro, si e' furtivamente avvicinata ad un cammello che , distaccato dal gruppo, camminava lento, da solo, mentre Hogan, con due calzini sulle zampe a causa di una leggero arrossamento dei polpastrelli, si e' rifugiato in cabina a sonnecchiare.
Unica attivita' della giornata e' la passeggiata in quad ,di una ventina di minuti, verso il paese di Merzouga in cerca della connessione internet, per fare le consuete chiamate . Ieri siamo saliti su una duna ma , dopo la prima chiamata, un vento abbastanza forte, sembra aver spostato il segnale, tanto da non riuscire piu' a chiamare. Funzionano le mail e fb quindi, almeno , riceviamo qualche notizia. La passeggiata di ieri, sulla via del ritorno, ci ha portato a sostare in un piccolo accampamento-ristoro, indicato sulla pista con un cartello azzurro e la scritta "area di riposo". Si tratta di tende berbere e un allestimento con cuscini e seggiolini, molto gradevole. E' suddiviso in varie zone, in funzione di vari gruppi di clienti e, un'area di queste, presenta anche uno spazio cucina tradizionale, con un forno per il pane e un braciere per cucinare il tajine o grigliare le broschette. Un altra tenda, allestita con materassi, serve per ospitare clienti per la notte e la presenza di un pozzo di 11 metri, con una pompa, garantisce acqua per lavarsi e per il wc. Il titolare, ha posto al centro del campo, una piccola fontanella per dar da bere agli uccelli che, con i suoi zampilli di acqua, sembra una piccola cascatella. Una cucina con fornelli e frigo alimentati da pannelli solari,un grande spazio per il falo' con sgabelli tutt'intorno e l'orto per le verdure, completano la struttura che, come ci racconta il proprietario, e' per poca gente, tranquilla e, garantisco personalmente, i piatti che servono, sono ottimi ! Noi abbiamo provato il tajine di pollo e quello di kefta che ci sono stati serviti con patatine fritte, piatto di melanzane e ceci, le solite olive speziate, e macedonia di mela e arancia. Il posto di ristoro dista circa 500 mt da dove ci siamo fermati con il truck, sembra quindi il nostro 'ristorante" sotto casa! Il pomeriggio ha le ore piu' calde, almeno fino alle 16,30-17, quando il sole comincia ad abbassarsi, colorando le dune con toni dall'ocra al rosa. Davanti al nostro campo c'e' quella che chiamano la montagna nera, una collinetta alta piu' o meno trecento metri rispetto alla nostra posizione (siamo a 703 mt), dove e' possibile salire per ammirare lo splendido paesaggio che la circonda. Le mosche, sono l'unico elemento di disturbo, fino al tramonto. Continuano incessanti a ronzarti attorno e infastidirti con il loro tocco e il loro ronzio; se si alza un po' di vento, diminuisco ma, appena l'aria si ferma, tornano a dar noia, a noi e ai cani! Quando la temperatura diminuisce, spariscono come per incanto! Quando il sole cala dietro alle dune piu' alte, tutto e' decisamente immobile . Come si sta bene seduti sulle nostre seggiole da campo per un aperitivo, prima di rientrare nel truck. Il deserto puo' destare varie emozioni, lo si puo' amare od odiare, si puo' avere paura di lui o tuffarsi nella serenita' che ognuno di noi puo' ritrovare in questo ambiente. Non c'e' bisogno di fare nulla qui, solo gustare questo ambiente magari leggendo un buon libro o rompendo il silenzio con il rombo del quad, mentre voli sulle dune piu' alte per guardare un universo fatto di sabbia dove ogni punto e' diverso dagli altri e, sempre in movimento, danza formando figure morbide e voluttuose, che non ritroveremo mai piu' uguali ,quando le osserveremo una seconda volta.


Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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Rissani - Merzouga

Data: 24 marzo 2014
Luogo di partenza: Rissani
Luoghi intermedi: circuito turistico
Luogo di arrivo: wp: N 31 03,576 W 3 58,770
Km percorsi: km 67
Spesa giornaliera: Dh 13 = euro 11,16
Way points: Merzoua : N 31 05,776 W 4 00,779
gasolio: N 31 08,190 W 4 03,115
acqua: N 31 16,264 W 4 14,567
riad : N 31 16,242 W 4 14,504
acqua: N 31 14,400 W 4 13,361


Resoconto
Il luogo scelto per la notte, come sempre, si e' rivelato tranquillo e silenzioso e nessuno e' venuto a disturbarci. Questa mattina, verso le dieci siamo ripartiti, in direzione Merzouga. Abbiamo completato il giro del circuito turistico, una strada asfaltata che gira sotto Rissani per qualche chilometro, in mezzo ai palmeti, attraversando un paio di villaggi. Lungo il percorso siamo rimasti colpiti da un riad in ristrutturazione e ci siamo fermati per visitarlo. Presenta alcune parti in buono stato e altre decisamente in disuso, un pozzo, alcune porte tutte intarsiate e alcune stanze finite. Continuato il nostro giro, abbiamo scoperto che la pista che intendevamo prendere, al posto della strada asfaltata, correva , nella parte iniziale, in mezzo a delle case ma, ci sembravano molto ravvicinate e rischiavamo di non riuscire a passare. Abbiamo quindi optato per imboccare la via asfaltata che, in una quarantina di chilometri, ci ha portato a Merzouga. Il paesaggio e' curioso: sulla destra montagne rocciose scure e, sulla sinistra , in lontananza, si cominciano a vedere, dune gialle di sabbia, alte e ondulate come a contorcersi, in un movimento di danza. Man mano che ci avvicinavamo alla localita' le dune divenivano decisamente piu' alte ma dal monitor del gps, sulla foto satellitare, potevamo vedere che l'erg chebbi e' una area abbastanza piccola, rispetto al deserto a sud di Zagora. Esiste anche una pista che, seguendo il confine con Algeria unisce le due localita' ma, non avendo notizie in merito a quest'ultima, abbiamo preferito non affrontarla da soli. Giunti a Merzouga abbiamo constatato che si tratta di un villaggio molto turistico: alberghi, camping, ristoranti a iosa e per tutti i gusti. Non c'e' tantissima affluenza in questo momento ma, abbiamo appena evitato una delle tappe del raid delle gazzelle che si spostava da qui a Zagora. E' l'ora di pranzo e ci,accostiamo alla sabbia per fermarci e preparare da mangiare. Oggi una pietanza veloce, due uova sbattute con pomodoro, olive piccanti e una pagnotta appena acquistata fresca e fragrante. Macedonia di arance e banane e il solito caffè con la moka. Terminato il pranzo la temperatura esterna e' troppo elevata e ci dedichiamo a un riposino. Qui, in paese, c'e' la connessione internet ma allontanandoci viene meno. Verso le 15 , ci spostiamo su una pista battuta che gira intorno alle dune alte e passa fra queste e una montagna nera, di pietra lavica. Circa a meta' della circumnavigazione del perimetro dell'erg, individuiamo uno spiazzo fra alcune dune piu' basse dove poter fare campo con il truck per un paio di giorni, usando il quad per gli spostamenti e per giocare sulle dune, dove e' decisamente impossibile salire con qualsiasi altro mezzo motorizzato. Montiamo il tendalino di HW e sfoderiamo , per la prima volta, la nuova stuoia sulla quale posizioniamo tavolo e sedie. Abbiamo preparato proprio un bel campo e solo più tardi ci renderemo conto che non abbiamo portato neppure una luce da esterno, per illuminare fuori.
Prendiamo il quad e cominciamo a fare dei giri sulle dune. La sabbia e' diversa rispetto al deserto di Zagora ma la potenza del mezzo ci porta anche sulle dune piu' alte. Cominciamo a scattare foto, a noi e al paesaggio e dopo una oretta, torniamo alla base. Mi viene in mente di usare il panasonic portatile per sfruttare la connessione guidando il quad , per ritornare verso Merzouga e, di corsa perche' il sole e' gia' tramontato, percorriamo la via per cercare internet. Il segnale pero' e' molto debole e non ci consente un buon collegamento per inviare materiale o telefonare . Ritenteremo domani, in mattinata, tornando al villaggio mentre, velocemente, perche' ormai e' buio, ripercorriamo la pista a ritroso per ritrovare il truck, senza luce.
Vediamo in lontananza le bande luminose e ci direzioniamo mentre, sulla nostra stessa pista, corrono altri quattro fuoristrada, diretti con i turisti in qualche campo limitrofo. Hogan e Niky ci aspettano piagnucolosi e ci inondano di baci quando gli apriamo la porta. Metto in forno una lasagna per una mezzora e mi dedico al resoconto giornaliero cosi, tanto per ingannare l'attesa ! Buona cena a tutti!


Luoghi di interesse: Merzouga, deserto
Percorso in sintesi: circuito turistico asfaltato nella palmerai seguito da strada asfaltata fino a merzouga. Poi seguire pista che aggira le dune in senso antiorario fino ad arrivare fra la grande duna e la duna nera.
Condizione delle strade: buone
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati e a merzouga
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): tantissimi a merzouga
Indirizzi utili:



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domenica 23 marzo 2014

Timasla -Rissani

Data: 23 marzo 2014
Luogo di partenza: Timasla
Luoghi intermedi: Igdaoun, Oulad Atmane, Nekob, Tazzarine, Alnif
Luogo di arrivo: Rissani
Km percorsi: km 258
Spesa giornaliera: Dh 54 = euro 4,80
Way points: strada stretta: N 30 35,669 W 6 08,339
passaggio: N 30 37,270 W 6 09,932
Nekob: N 30 52,178 W 5 51,723
Alnif: N 31 06,426 W 5 10,582
sosta x la notte : N 31 16,000 W 4 17,123


Resoconto
Il villaggio di Timasla offre qualche possibilita' per fare delle riprese video e quindi, questa mattina, approfittiamo per fare un breve giro, accompagnati dai bambini del paese. Oggi e' domenica e le donne sono tutte a fare il bucato al fiume. Insieme ai bimbi c'e' anche un ragazzo di diciotto anni che parla francese e pare particolarmente attratto dalla sottoscritta (che posso essere sua madre!). Il giovinastro, tenta di condurmi distante da Davide,che e' preso dai bimbi e mi chiede di scattarci foto insieme, con il suo cellulare e, in maniera discreta, poggia la sua guancia a fianco della mia e mi abbraccia, approfittando per poggiare la sua mano sui miei fianchi ("burrosi", come dice la mia amica Mary). Una volta, due volte, poi gli spiego che mio marito e' geloso ed evito di appartarmi perche' non vorrei che eccedesse nelle sue attenzioni e mi dovessi trovar costretta a riportarlo alla ragione, con un manrovescio. Ovviamente Davide , che si e' accorto, sogghigna malizioso affermando che, per come sono vestita io, rispetto alle donne del posto, e' come se fossi nuda e chissà quali fantasie ho scatenato nella giovane mente del fanciullo, e suggerisce ipotesi sconce su cosa se ne fara' delle foto ! Finito il tour del paese e lasciato l'indirizzo mail al mio nuovo spasimante per poterci scrivere, partiamo. La strada della pista pero', si rivela ben presto troppo stretta per il truck e siamo costretti a tornare indietro per qualche chilometro da Timasla, per imboccare la strada pavimentata che costeggia il fiume e passare dall'altra parte, sulla via principale asfaltata. Da qui procediamo verso nord e scegliamo di non andare a visitare due villaggi famosi per il loro ksar e kasba perche' ci costringerebbero ad un avanti-indietro di cinquanta chilometri, puntando subito verso la meta finale: Rissani.
Imbocchiamo la strada R108 e passiamo da Nekob, un villaggio pieno di kasba visitabili, poi proseguiamo fino a Tazzarine e Alnif, senza fermarci. Quest'ultimo villaggio e' famoso perche' e' il luogo dove si trovano piu' facilmente i trilobiti, fossili di era preistorica e, i molti negozietti lungo la strada, ne sono la testimonianza. Da questo villaggio prendiamo la N12 che ci condurra' a Rissani. La strada e' piatta, in una valle circondata da montagne in pietra ma non particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico. Scarsa vegetazione in un terreno piatto e pietroso dai colori monotoni, come la valle: un trasferimento non esaltante ma necessario per raggiungere la zona desertica dell'erg chebbi, vicino a Merzouga, che migliora solo una ventina di chilometri da Rissani, dove i colori scuri e piatti, si ravvivano grazie alle tinte calde della sabbia, ulteriormente ravvivate
dalle sfumature rossastre, dell'ora del tramonto. Questa sera, pernotteremo appena fuori dal villaggio di Rissani, per poter godere della connessione internet, sulla strada in mezzo alle palmerai, denominata circuito turistico: un anello che gira a sud del villaggio, molto verde e ricco di palme.
Sono quasi le 19, le 20 in Italia e, terminato il resoconto, mentre Niky e Hogan si scatenano in una corsa folle, io vi auguro buona cena e buon inizio di settimana !



Luoghi di interesse: Timiderte , Tamnougalt (non visitati), Nekob (kasba), Alnif(trilobiti)
Percorso in sintesi: dal villaggio di Timasla presa strada asfaltata che costeggia il fiume tornando qualche chilometro indietro e poi attraversato per andare su N9 direzione nord . Presa strada sfaltata verso Tazzarine Rissani. Non di particolare interesse il paesaggio
Condizione delle strade: asfalto discreto a una corsia x senso di marcia , non trafficate in piano.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati maggiori
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati maggiori
Indirizzi utili: -



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Zagora - valle del draa

Data: 22 marzo 2014
Luogo di partenza: Zagora
Luoghi intermedi: Tissergate,Benizouli, Akhellouf, Tinzouline
Luogo di arrivo: Timasla
Km percorsi: km 53
Spesa giornaliera: Dh 3 = euro 0,27
Way points: wp beni zouli: N 30 26,517 W 5 53,836
Ksar:N 30 26,801 W 5 54,450
sosta pranzo: N 30 27,230 W 5 56,234
wp tafraoust: N 30 27,612 W 5 57,054
panorama: N 30 29,044 W 6 00,543
wp ez zeorgane: N 30 29,341 W 6 01,558
sosta x la notte : N 30 34,683 W 6 07,765

Resoconto
Voi non ci crederete ma, anche questa mattina l'abbiamo passata a Zagora, nel truck! Dopo la colazione, facendo le pulizie giornaliere, Davide si e' accorto che uno dei due kilim comperati al quale non avevamo fatto fare le treccine annodate di chiusura, si sfilava . Abbastanza contrariati abbiamo preferito tornare dal negoziante e , con fare un po' imperioso, abbiamo preteso che lo mettesse a posto . Tutto cio' ha comportato un paio d'ore di lavoro, pertanto, le abbiamo trascorse ad attendere che il lavoro fosse ultimato, controllando che fosse ben fatto.
Verso mezzogiorno abbiamo imboccato nuovamente la strada verso la valle del Draa, percorrendo un bello sterrato in mezzo alle palme, talvolta un po' stretto per il truck, ma piacevole e verdissimo. Per la sosta pranzo ci siamo fermati subito dopo un ponte che ci avrebbe permesso di passare sulla strada asfaltata, parallela, che abbiamo preferito non imboccare tenendo la variabile sterrata. Purtroppo, il secondo tratto di pista si e' trasformato in un tratto pietroso, lento e spostato piu' verso la montagna che verso il fiume. Abbiamo proseguito attraversando diversi villaggi, tutti caratterizzati dalle costruzioni in terra, per lo piu' diroccate, ma con un pittoresco impatto visivo. Questa zona e' conosciuta per la presenza di ksar e fortezze e per le palmeraie. La gente che incontriamo e' sempre molto cordiale e i bambini impazziscono di curiosita', sorridendo e salutando vistosamente.
Ci fermiamo per la notte prima che diventi buio in un villaggio che e' toccato dal fiume e, approfittiamo per far bagnare i cani, ai quali piace molto, giocare con l'acqua. Gli abitanti del villaggio osservano discretamente il truck e ci augurano buona notte quando gli chiediamo se e' un luogo tranquillo per fermarci per dormire. Questa sera, si cena con polpettine di carne, comperata ieri in citta' e a pranzo, presi da italica nostalgia culinaria, ci siamo pappati i tortelloni di ricotta, fatti dalla suocera , con sugo di pomodoro fresco.
Buona cena a tutti !

Luoghi di interesse: Prima parte del percorso
Percorso in sintesi: da zagora presa parallela sterrata alla N9 che costeggia dall'altra parte del fiume Draa, la valle. Interessante il primo tratto fra le palme fino alla sosta pranzo dove possibile attraversamento per andare sulla strada asfaltata parallela. Continuato sullo sterrato che diventa pietroso e lento . Poco interessante no contatto vicino a fiume.
Condizione delle strade: sterrato primo tratto buono un po stretta per truck; secondo tratto pietroso lento.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):assenti
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): no
Indirizzi utili:-



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sabato 22 marzo 2014

Sosta a zagora

Data: 21 marzo 2014
Luogo di partenza: zagora
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: Sosta per la notte : N 30 21,875 W 4 47,326 (zagora)
Km percorsi: km 12
Spesa giornaliera: Dh1927= euro 171,43
Way points: -

Resoconto
Oggi e' stata una giornata decisamente...noiosa . Beh non si puo' sempre avere giornate ricche di emozioni, divertenti, avventurose ; qualche volta occorre mettere in conto giornate noiose. Avevamo previsto di ritornare all'officina per far rimontare la barra paraincastro che dovevano riparare e prevedevamo di riuscire a fare il tutto abbastanza velocemente ma, dimenticavamo di essere in Africa ! I tempi, in Africa, non sono mai quelli dichiarati (davide dice che io sono un po' africana perche' dico 5 minuti e arrivo dopo quindici !).
Giunti in officina alle 10 , il meccanico ci ha detto che, per il pezzo, ci volevano ancora un paio di ore (almeno) e poi, dovevamo considerare i tempi per rimontarlo! Questa bella news e' stata appresa dopo aver suscitato le ire di una anziana signora, vicina di casa dell'officina, perché avevo parcheggiato, secondo indicazioni di uno dei meccanici, sul suo lato della strada e, il peso del truck, aveva sfondato quel poco di asfalto buttato sulla terra, che faceva sembrare la via, pavimentata. Fortunatamente in Marocco, all'inizio, fanno molta "scena" ma poi si aggiustano sempre fra di loro, concludendo la discussione con pacche sulla spalla o, in questo caso, baciamano da parte del meccanico alla "sciura". Ricordo ancora quando, nel 2007, dopo una giornata lunghissima a bordo del pajero, durante il quale avevamo percorso più di 500 km e, arrivando in una citta', in fase di parcheggio, per stanchezza e distrazione, avevo inserito la retromarcia e, premendo sull'acceleratore in maniera un po' eccessiva, ero entrata nel cofano dell'auto parcheggiata dietro, con il gancio traino. Non vi dico il casino ! Era l'unica auto praticamente nuova nel raggio di chilometri ed io ero proprio riuscita a beccare quella ! Frotte di marocchini urlanti, che avevano osservato l'accaduto, si erano riversati sulla strada e, in pochi secondi, mi avevano accerchiata, parlando tutti insieme. Solo dopo alcuni minuti, il proprietario dell'auto, era apparso facendo l'ennesima sceneggiata, urlando contro di me, in arabo. Io cercai di spiegare che ero molto dispiaciuta ed essendo assicurata, avrei rimediato al problema, ma nessuno mi ascoltava. Finalmente un marocchino che viveva in Italia intervenne nella discussione, facendo da intermediario e traduttore e, alla fine , dopo aver discusso fra di loro per qualche minuto , mi dissero che era tutto ok , di non preoccuparmi, che erano cose che capitavano, liquidandomi con un "benvenuti in marocco", pacche sulle spalle ec ec e senza voler fare alcuna dichiarazione di assicurazione o pretendere soldi ! Incredibile ! Dal volermi linciare eravamo diventati amico i! ...anche questo e' Marocco!
Tornando alla giornata odierna, pacificata la situazione ed appreso del ritardo, siamo andati in giro per la via principale della citta', comperato della carne e pasticcini per il the e poi ci siamo recati a pranzo in uno splendido albergo ristorante a pochi metri dall'officina, sulla stessa via. Il posto incantevole con un giardino curatissimo pieno di piante di diverso tipo, uccelli e fontane : cibo gustoso e prezzo giusto hanno reso, questo locale , decisamente appetibile !
Nel pomeriggio Davide ha giocato con i bambini della strada, che ci hanno donato degli animaletti fatti con le foglie secche delle palme e osservato le procedure di lavorazione dell'officina che rispondono, perfettamente, a tutte le norme di sicurezza anti infortuni e di qualita', tipiche dell'europa. Solo verso le cinque del pomeriggio, siamo riusciti a spostarci per trovare un posto x la notte, entrambi, annoiati della giornata. Usciti appena dalla citta', ci siamo fermati sulla pista che vogliamo prendere domani mattina , la quale costeggia la strada principale della valle du Draa, al di la' del fiume. Desideriamo visitare tutti gli ksar presenti lungo questo tratto. Abbiamo scartato l'ipotesi di prendere la pista che costeggia il confine con l'Algeria perche' non la conosciamo ed essendo lunga, non vorremmo incappare in qualche problema percorrendola da soli. Questa sera si cena con fagioli all'uccelletta e boccancini di pollo speziati .
Buon we!



Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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giovedì 20 marzo 2014

Mhamid -Zagora

Data: 20 marzo 2014
Luogo di partenza: Mhamid
Luoghi intermedi: Tamegroute, Zagora
Luogo di arrivo: wp: N 30 19,703 W 5 48,751(Zagora)
Km percorsi: km 101
Spesa giornaliera: Dh 1759 = euro 160,77
Way points: tappeto: N30 19,572 W 5 50,346
officina: N 30 19,372 W 5 50,320 (2 officine diverse sulla stessa strada)


Resoconto
Oggi, possiamo dire, che ci siamo occupati di HW.
Da un po' di tempo, desideravo acquistare una stuoia che ci permettesse di tenere piu' pulita l'area intorno alla scaletta ed evitare di portare la sabbia, dentro la cellula. Inizialmente Davide non era d'accordo ma, quando eravamo fermi in campeggio, ha avuto modo di apprezzare la comodita' di questo tappeto per esterni e, quando siamo passati, questa mattina, da Tamgroute e abbiamo visto un negozio che le vendeva, abbiamo approfittato. Evitando i colori sgargianti tipo il blu a righe azzurre , che qui e' molto diffuso, abbiamo preferito comperarla di color sabbia con disegni romboidali marroni, per farla sembrare meno " plasticosa "e piu' etnica. I colori sono quelli del deserto e anche se non sono in tinta con il grigio e il rosso di Hw e del quad, si intonano bene con l'ambiente. Dovendo poi comperare, una volta rientrati in Italia, le sedie per il tavolo da pranzo, verificheremo di acquistarle con la tela marrone, per fare pandan (si scrive così ???).
Cinque metri per due e' la dimensione , a coprire buona parte della lunghezza della cellula, ma forse potevamo anche abbondare un po' di piu' e fare sei metri ...ma ormai e' fatta! Il venditore ha tagliato la dimensione richiesta e poi si e' messo ad annodare i fili terminali di entrambi i bordi per evitare che si sfilacciassero, come si fa per i tappeti. Comperata un po' di frutta al mercato, abbiamo proseguito verso Zagora su una strada asfaltata abbastanza anonima, senza particolare interesse paesaggistico. Ci sono bellissimi alberghi e camping essendo alle porte del deserto, per ospitare i turisti che vengono qui, per fare gite sulla sabbia.
Arrivati a Zagora, siamo andati a mangiare al ristorante perche' avevamo voglia di carne: so che alcuni amici sono curiosi di sapere cosa abbiamo scelto e vi accontento: dopo il tipico antipastino con olive di vario tipo e pane, io ho scelto spiedini di pollo mentre Davide il tajine di Kefta (polpette di carne e uovo cotte nella pentola tradizionale)...prezzo totale, compreso di 1 litro di acqua gassata, dh 78,00 ( meno di sette euro ) , bel ristorante , con tovaglia e tovaglioli e il cameriere in divisa !
Vicino a dove abbiamo parcheggiato l'auto, il classico venditore berbero, ci chiede di entrare a guardare il suo negozio...oltre alla stuoia e' da tempo che guardo i tappeti kilim da mettere come passatoia nel corridoio di HW, ma il prezzo mi ha sempre fatto desistere. Oggi pero' abbiamo visto cio' che veramente ci sarebbe stato bene e, trattando sul prezzo ( penserete che sono di genova o svizzera, ma....non sono "stacchiona",... qui si usa cosi'!), ho portato a casa una fantastica passatoia lunga due metri e quaranta che abbiamo fatto tagliare in due, sulle misure necessarie, ricreando i nodini di chiusura, come gia' fatto questa mattina, per la stuoia. Bellissimo! Ora posso togliere il tappeto che avevo preso in prestito in Unicat e il tappeto di spugna assorbente adatto se c'e' pioggia o brutto tempo e, sostituirli, con i piu' "fashion" tappeti kilim.
A differenza dei colori della stuoia, i toni dei due tappeti interni si intonano perfettamente con l'ambiente della cellula. Beige chiaro con inserti rosso cupo e rifiniti in nero, sono perfetti con il pavimento e i mobili in teak , la parete rossa dei monitor e i divani in pelle nera. Troppo "glamour" !
Ora, guardandomi intorno, ci starebbe benissimo un altro kilim posizionato nella zona living, sotto il tavolo, fra i divani....pero' lo vorrei su base rosso cupo e inserti beige e neri, per far contrasto con gli altri due che si trovano su un livello diverso. Domani torno a dare una occhiata nel negozio o, nei prossimi giorni guardero' in giro se trovo quello che desidero. HW e' la mia casa e, come tale, pian piano la stiamo addobbando per personalizzarla e sentirci sempre piu' a nostro agio.
Dopo l'acquisto, siamo andati a trovare il proprietario di una officina che si trova a poche centinaia di metri dal negozio di tappeti. In occasione del primo nostro viaggio in marocco, nel 2007, eravamo passati da qui e, ci faceva piacere tornare a trovarlo. Incredibile, si ricordava ancora di noi e, insieme a tanti altri, ci mostra l'adesivo del club CNF, il nostro club di fuoristrada, che avevamo messo sul muro, sette anni fa. Facciamo lavare il camion, vogliamo che sia bellissimo, dentro e fuori e, ci accorgiamo che a causa delle vibrazioni della pista, abbiamo perso un bullone particolare, che teneva una delle barre che blocca un serbatoio. Ci rifanno il pezzo e, visto che, lavoro porta lavoro, chiediamo anche il costo per riparare il danno che Davide aveva fatto alla barra paraincastro, nei primi giorni di soggiorno in Marocco. La spesa e' ridicola rispetto a quanto ci chiederebbero in Italia o in Germania e, lavoreranno questa sera per addrizzare la barra e riverniciarla, potendola cosi' rimontare, domani mattina. Decidiamo di far fare il lavoro e, essendo gia' l'imbrunire, ci dirigiamo appena fuori dal centro per sistemarci per la notte. Mentre lavavano il truck, abbiamo rifatto il pieno di acqua nei serbatoi, quindi non ci serve il campeggio. E' troppo buio per cercare un posto piacevole quindi ci accontentiamo di uscire dalla zona trafficata e fermarci in uno slargo tranquillo, dove poter riposare, al riparo dai rumori.
Sono le 20,30 .....cosa mangiamo ? Vi lascio con questa curiosita' e preparo qualcosa !
A domani!






Luoghi di interesse: Zagora
Percorso in sintesi: strada asfaltata N9
Condizione delle strade: asfalto una corsia . Poco traffico
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili: officina Iriki Zagor. Av. Atlas Zaouiate El Baraka 45900 Zagora +212 06 66663083
06 67736655 e mail: garage_iriki@yahoo.fr ( chez aziz )
Officina Sahara Zagora Av. Atlas Zaouiate El Baraka 47900 Zagora +212 06 70020059
E mail : toyota_garage@yahoo,fr



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mercoledì 19 marzo 2014

Deserto - Mhamid

Data: 19 marzo 2014
Luogo di partenza: wp: N 29 50,458 W 6 12,008
Luoghi intermedi: oasi omar, oasi sacra
Luogo di arrivo: wp: N 29 49,567 W 5 41,907 (Mhamid)
Km percorsi: km 58
Spesa giornaliera: dh 33 = euro 3,02
Way points: oasi omar:N 29 52,779 W 6 08,755
oasi sacra: N 29 52,796 W 6 07,175
sosta pranzo: N 29 49,959 W 5 50,562


Resoconto
Oggi si riparte per tornare verso la civilta'. Non che ne abbiamo una gran voglia di ricadere nella trappola di internet e telefoni ma, ormai da tre giorni non diamo notizie di noi non essendo, in alcun modo, raggiungibili e temiamo che i genitori vadano in paranoia ( anche se sono stati preallertati quando stavamo entrando nell'area desertica).
Cominciamo il nostro tragitto sulla pista di sabbia compatta, dove HW si muove agevolmente e senza problemi. Azzardiamo anche qualche passaggio sulle dune sabbiose, optando sempre per le marce manuali e approfittiamo per fare riprese tecnico- meccaniche con la go-pro, posta in diverse posizioni, sotto il telaio del truck. Le telecamere della cabina di guida, riprendono la strada e la go-pro riprende, in che modo, il mezzo, risponde agli ostacoli sul terreno. Sara' interessante guardarli appena avremo modo di pubblicarli e constatare con voi, anche se non dal vivo, che il veicolo risponde benissimo ed e' perfettamente funzionale come "casa" e come mezzo per gli spostamenti.
Durante la prima mezz'ora di tragitto, incontriamo, che camminava solingo nel deserto, un marocchino. Ci fermiamo, come di consueto, per verificare che tutto vada come deve e gli offriamo un passaggio. E' diretto alla sua oasi, a 3 km di distanza. Arrivati sul posto, ci racconta che e' un militare in pensione e da 6 anni sta costruendo questa oasi, nel bel mezzo del nulla, per dare ristoro ai turisti. Essendoci anche un pozzo, grazie ad una pompa, l'acqua non manca e lui ha creato un impianto di irrigazione per tenere verdi le palme e le altre pianti presenti nelle mura che cingono la proprieta'. Vi e' gia' una grande cucina e un patio dove i turisti possono sdraiarsi al riparo dalla calura, gustando un buon pranzo o semplicemente un the. Nei suoi programmi futuri c'e' di costruire alcune camere, bagni e docce e un ristorante vero e proprio...se dio vorrà...ripete più volte. Lui, qui, e' da solo, mente la sua famiglia, abita nel paese di Mhamid per permettere ai figli di andare a scuola.
Ci offre un the in cambio del passaggio ma vorrebbe che ci fermassimo per il pranzo, anche lui, specificando, che saremmo suoi ospiti. Ringraziamo, accettiamo il the, scambiamo quattro chiacchiere con la solita promessa di ripassare, un giorno, a trovarlo, ma poi procediamo verso la nostra meta serale .Battezziamo questa oasi con il nome del suo proprietario, Omar, e annotiamo il wp: non si sa mai nella vita!
Da qui in poi la pista comincia ad essere piu' sassosa e quindi, piu' lenta e noiosa; l'andatura e' di 20-30 km/h e dobbiamo stare attenti al terreno duro e alle vibrazioni che possono nuocere al truck.
Piu' avanti incontriamo l'oasi sacra, un altro luogo suggestivo, ma decisamente piu' turistico. Lo conosciamo gia' essendoci passati, sempre, in occasione della gara di orientamento,nel dicembre 2012. Preferiamo non fermarci e procediamo nel nostro cammino. Ci fermiamo invece , per il pranzo : e' prevista una insalata di pomodori e cipolle per me e un piatto tonno fagioli e cipolle per Davide che, questa sera, vuole lanciare la sfida del secolo...lascio a voi intendere per che cosa!
Finalmente giungiamo alle porte della cittadina di Mhamid ,nel primo pomeriggio. Internet attivo, diversi campeggi, ristoranti e agenzie di viaggi che organizzano tour nel deserto di ogni tipo, ci fanno capire che siamo tornati al mondo "civile". Fatta un minimo di spesa, consistente in 9 banane, 2 limoni, 10 arance da spremere e 2 grosse da mangiare, 6 uova e 2 pagnotte , il tutto per la consistente cifra di 3 euro ( !!! ), ci dirigiamo fuori dal centro abitato per identificare un luogo dove trascorrere la notte. E' facile perche' ci troviamo ancora in una zona abbastanza isolata, con un po' di dune intorno, e spostandoci di un paio di chilometri, sembra di essere tornati nel deserto. Il sole e' sul calare ma, chiamati i genitori per rassicurarli, ci godiamo un altro tramonto in compagnia dei nostri cagnacci!

Ps: siamo divenuti fan su fb della pagina ufficiale della nostra motrice, " MAN truck & bus italia " che riportera' le nostre avventure in una rubrica particolare.....Visitatela e fateci sapere cosa ne pensate : la vostra opinione ci sta molto a cuore ! Aspettiamo richieste, consigli, suggerimenti e qualsiasi critica costruttiva che possa aiutarci a crescere e pubblicare sul nostro sito materiale interessante, divertente, utile a viaggiatori, fuoristradisti, fruitori di truck o....ditecelo voi! Ricordate che potete scriverci su fb o inviarci una mail a info@hungrywheels.com . Promesso che risponderemo...connessione permettendo !



Luoghi di interesse: Oasi omar, oasi sacra
Percorso in sintesi: pista che conduce a Mhamid
Condizione delle strade: pista sabbia dura con qualche duna bassa e zone piatte . Ultimo tratto dopo oasi omar pista dura con piccoli sassi.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): Mhamid
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): possibilita' campi nel deserto e nei centri abitati
Indirizzi utili: -



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Foum Zguid - Zagora 3

Data: 18 marzo 2014
Luogo di partenza: wp: 29 54,288 W 6 25,027
Luoghi intermedi: pranzo :N 29 54,753 W 6 16,495
Luogo di arrivo: sosta notte :N 29 50,458 W 6 12,008
Km percorsi: km 38
Spesa giornaliera: 0
Way points: -

Resoconto
Questa giornata e' dedicata alla guida su sabbia. E' la prima vera esperienza alla guida di HW su sabbia del deserto in quanto, il mese scorso, la sabbia sulla quale lo abbiamo testato, era sabbia di mare, essendo a bordo oceano. Inizialmente, confesso che il timore di fermarci bloccati da una duna, mi faceva titubare ma, visto come la motrice della MAN risponde perfettamente ai comandi, sia in automatico che in manuale, (il secondo preferibile sulla sabbia al fine di decidere come e quando scalare),ci siamo lanciati sulla pista, divertendoci un mondo. Mentre io guidavo HW, Davide faceva riprese a bordo del quad mentre, nel pomeriggio, ci siamo dati il cambio per permettere anche a lui di provare questa esperienza. La cabina perfettamente ammortizzata permette una guida "felpata", con il differenziale centrale bloccato e una quinta lunga, aumentabile fino alla settima sui tratti piu' pianeggianti. Certo, i consumi fanno paura...meglio non guardare quell'indicatore che oscilla fra, l'1 e il 2 km/l, altrimenti perdi la poesia del divertimento pensando al costo del gioco.
Anche la cellula della Unicat si muove perfettamente trainata dalla motrice, compiendo, quando necessario, torsioni per i passaggi sulle dune o in leggere pendenze laterali. Pur rispettando le regole della guida su sabbia che abbiamo praticato piu' volte con i fuoristrada, la sensazione di guidare un truck 4x4 e' del tutto diversa. La posizione di guida , molto piu' elevata, mostra l'ostacolo da un punto di vista differente e cio' che con l'auto sembra dover provocare un certo effetto, con il truck ne provoca un altro. Per esempio, una pendenza che il fuoristrada avrebbe percepito in maniera piu' vistosa, con HW non l'ho neppure sentito, mentre un dosso che con gli ammortizzatori piu' rigidi del Defender avrei percepito piu' secco, con il truck sembra decisamente piu' molleggiato grazie alle sospensioni della cabina. Vi confesso che vorrei provare una motrice della MAN preparata per correre nel deserto e non con la cellula abitativa che la rende decisamente piu' pesante . Se poi non dovessi preoccuparmi dei possibili danni che si potrebbero provocare schiacciando il piede sull'acceleratore...beh sicuramente andrei un bel po' piu' forte!
Procedendo sulla pista, chilometro dopo chilometro, prendiamo sempre piu' confidenza e, i 38 chilometri percorsi oggi, in un paio d'ore di guida, ci hanno permesso un primo assaggio delle vere dune del deserto. Incontriamo qualche fuoristrada di turisti, lungo il cammino, in prossimità di campi tendati posti fra le dune . Verso le 15,30 ci fermiamo anche se la temperatura esterna supera i 30 gradi, per fare campo fra le dune in quanto, piu' avanti, esse lasceranno il posto nuovamente alla pista sassosa. Accendiamo il condizionatore che, in pochissimi minuti, rinfresca l'ambiente interno alla cellula portandolo ai 24 gradi impostati. Approfittiamo per guardare le immagini video girate e scrivere un po' di resoconto mentre, piu' tardi, quando rinfrescherà, ci regaleremo un giretto sulle dune in quad: devo migliorare la mia postura che e' troppo rigida; a causa di tanti anni di equitazione infatti, sembra che io sia a cavallo davanti ad una crocetta e non su un mezzo motorizzato davanti ad una duna ( davide afferma, in maniera colorita, che sembra che io abbia un manico di scopa infilato su per la schiena!). Non nascondo che ho sempre preferito la macchina alla moto o al quad ma cio' non significa che non posso migliorare ....e cosi', inoltre, ho la scusa per poter guidare io ! Hi hi hi !

Luoghi di interesse: deserto
Percorso in sintesi: pista verso zagora
Condizione delle strade: tratto sabbioso ma duro con presenza di piccole dune sulla pista e dune alte a sud.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): assenti
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): campi tendati
Indirizzi utili: -



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Foum zguid - Zagora 2

Data: 17 marzo 2014
Luogo di partenza: sosta nel deserto
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 15 km (quad)
Spesa giornaliera: 0
Way points: -

Resoconto
Anche la notte , nel deserto, ha il suo fascino: ieri sera, con la luna piena, e senza l'inquinamento delle luci artificiali, i nostri occhi vedevano quasi, come fosse giorno. Le stelle brillavano e l'alone intorno alla luna la faceva sembrare una lampada da comodino. Il silenzio totale e il disegno delle dune intorno a HW rendevano tutto piu' estatico. Nessun rumore ha disturbato il nostro riposo ma questa mattina alle 7,30 un rombo insolito ha squarciato il silenzio. Un elicottero, sollevando un sacco di sabbia, e' atterrato distante poche dune da noi, scaricando a terra alcuni turisti. Un campo, li aspettava in mezzo alla sabbia, allestito con tende berbere, per creare una fittizia atmosfera selvaggia. La nostra postazione non dista piu' di cinque o sei chilometri dall'unico villaggio presente su questa pista fra Foum Zguid e Zagora a circa 80 km, e quindi alcuni marocchini transitano, incuriositi, non lontani dal nostro truck per andare a controllare i cammelli nel deserto. Due di questi, su una moto, si sono avvicinati e si sono fermati a chiacchierare, accettando una coca cola e spiegandoci che quelli giunti con l'elicottero, sono turisti, molto ricchi, di una azienda francese, che pagano circa 2000 euro a testa x una notte nel deserto (!). I viandanti ci hanno comunque tenuto a specificare che si tratta di un campo "di lusso", per gente ricca !!
A noi pare impossibile che ci siano persone che paghino così tanto per venire da Ouarzazate fin qui in elicottero e venir abbandonati sulle dune, per dormire, scomodi, sulla sabbia e provare l'ebrezza di essere nel deserto sahariano (cinque dune dalla pista principale!).
A mezzogiorno ci dirigiamo con il quad verso il villaggio che ospita circa 30 famiglie. Si tratta di una serie di capanne in fango e paglia, strutturate tutte con hammam collegato alla casa, senza elettricita' o acqua. Nel villaggio c'e' la moschea e la scuola con ben due maestri, che insegnano alle 6 classi, come ci ha spiegato uno dei due insegnanti, anche lui ospite per il pranzo dall'imman del villaggio. La famiglia del prete mussulmano e' composta da lui, la moglie Aisha, e tre figli,due maschi , di due e sette anni, e una femmina di sei anni. Ci fanno accomodare in una stanza della casa dove si premurano di stendere delle coperte e dei cuscini , per terra. Un tavolino di plastica viene,poggiato nel centro e, poco dopo viene servito il the accompagnato da un uovo al pomodoro, cotto in padella e dei wafer con noccioline,talmente dure, da procurar lavoro ad ogni dentista ( sempre che ce ne sia uno nel raggio di cento km!). Cerchiamo di comunicare ma la lingua rappresenta il solito problema fino a quando non sopraggiunge il maestro che parla un buon inglese e comincia a tradurre per noi e per loro, ogni discorso. Il padrone di casa e' un personaggio veramente brillante. Molto arguto e spiritoso, scherza facendo battute in arabo che vengono tradotte dall'insegnante , in inglese. Piu' volte ci offrono di fare l'hamman prima del pranzo (forse puzziamo ?), mostrandomi uno stanzino buio, senza finestre, chiuso da un telo in plastica che funge da porta sul cortile, dove , all'interno, c'e' un forte calore dovuto al vapore che fuoriesce da una pentola piena di acqua posta sul fuoco, acceso all'esterno, sotto di essa. Ringraziamo ma rifiutiamo l'invito, sapendo di aver fatto la doccia proprio ieri sera e di non aver sudato tanto da essere maleodoranti!
Il bimbo piu' piccolo, subisce il trattamento di pulizia da parte di sua mamma che poi ce lo riporta, tutto coperto da vestiti puliti, subito prima dell'arrivo dei due ragazzi piu' grandi dalla scuola. I fanciulli, molto educatamente, vengono a salutarci con il baciamano, cosa che lascia stupito Davide che, per un attimo, fa volare il pensiero ai ragazzini italiani che, per la maggior parte, fanno fatica a dirti "ciao".
Ben presto viene servito in tavola a noi ospiti e al padrone di casa, uno splendido piatto di cous cous con carote, fave e pezzi di pollo e caprone. Spero non si tratti di quelli che avevo visto attaccati ad un filo ad essiccare, fuori dalla porta. Mi torna, simpaticamente, il pensiero a Nadia, la moglie di Enzo con i quali abbiamo condiviso un paio di giorni a Marrakech: mai e poi mai avrebbe accettato di pranzare con questa famiglia ! Sarebbe morta piuttosto che pensare di cibarsi di quella carne appesa al filo ....!!!
Il gusto e' buono e, come mi dicevano sempre i vecchi, "ciò che non strozza...ingrassa"! Sono anche fiera di mio marito che fino a qualche anno fa, come Nadia, non avrebbe mai assaggiato pietanze che non conosceva e che non gli aveva cucinato la sua mamma!
Armati di cucchiaio e senza acqua in tavola per deglutire, ci lanciamo tutti sul piatto e , ognuno comincia a scavare la sua piccola cava nella montagna di cous cous e verdura. I bambini e la moglie non sono ammessi alla tavola degli ospiti, ci spiegano, per una ragione di rispetto e mangiano in un altro ambiente, dopo di noi. Ci sembra strana questa cosa ma poi torniamo col pensiero ai nostri bambini schiamazzanti alle tavole delle case o dei ristoranti, che piangono, giocano o si alzano creando trambusto e...capiamo perche' qui, quando ci sono ospiti, li fanno mangiare da un'altra parte .
Neanche abbiamo terminato il pranzo che gia' insistono per averci anche a cena e a dormire in casa loro. Con fermezza, Davide, declina l'invito : non che non ci faccia piacere ma, anche noi abbiamo bisogno di godere della nostra liberta' e di tornare fra le dune a rilassarci godendoci un tramonto con i piedi affondati nella sabbia ancora calda; e poi HW e' la nostra casa. Il padrone di casa pero' , in cambio della sua ospitalita' , ci chiede di mostrare il truck alla moglie e vorrebbe poter fare un giro con il nostro quad. Per accontentarli torniamo a prendere HW e iniziamo la processione delle visite. Tutti rimangono stupiti dai confort presenti sul truck e, quando vedono la doccia con l'acqua corrente e la lavatrice ....capiscono perche' non abbiamo accettato di fare l'hammam o di restare a dormire da loro.
Prima di congedarci, la padrona di casa desidera lasciarci un regalo e ci porge un portatelefono in lana e delle presine realizzate da lei. Come sempre, la loro ospitalita' e generosita', ci lascia piacevolmente basiti. Ci scambiamo i contatti e poi, grandi baci e abbracci con la promessa di tornare a trovarli se mai dovessimo ripassare da qui. Ci dirigiamo verso il deserto, io alla guida del truck e davide a quella del quad e, giunti alla duna scelta per la sosta, lasciamo HW e ci concediamo una corsa con il quad, per andare a dar noia, ai turisti arrivati con l'elicottero. A poche centinaia di metri, nascosti in un bacino , ecco i tendoni bianchi e un paio di marocchini a guardia dell'accampamento, uno dei quali ci fa cenno di andare dall'altra parte per non disturbare i clienti che stanno camminando sulla cresta di una duna, mentre l'altro, ci saluta sorridendo. Che tristiiiii! Hanno due grandi tendoni dove probabilmente mangeranno e dormiranno e uno piccolo, tutto chiuso, che immagino, funga da bagno ! Ridendo, torniamo verso il nostro mega accessoriato veicolo da spedizione: liberiamo i cagnacci, per farli scorazzare in giro, posizioniamo due sedie su una duna, prendiamo una birra e le patatine "salt & vinegar" e, infilando i piedi scalzi nella sabbia tiepida, ci godiamo un tramonto indimenticabile!
Considerazione: c'e' chi paga 2000 euro per una notte, in una triste e finta tenda nel deserto, per provare una irreale esperienza che non e' altro che una trovata commerciale e noi, abbiamo pranzato in una vera casa del luogo, in compagnia di una reale famiglia marocchina , godendo della loro ospitalita' e sincera amicizia....assolutamente gratis!
Questa bellissima sensazione e' quello che tanto abbiamo anelato negli ultimi anni e che auguriamo di provare, almeno una volta nella vita, a tutti quelli che sono in grado di poterla capire ed apprezzare.
Ti riempie il cuore e ti fa sentire ricco!


Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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Foum Zguid - Zagora 1

Data: 16 marzo 2014
Luogo di partenza: wp: N 29 59,191 W 6 50,517
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: wp: N29 54,288 W 6 25,027
Km percorsi: km 60
Spesa giornaliera: 0
Way points: -

Resoconto
Oggi Davide si e' domandato : "ma non avevano paura dei cani?"...mentre viaggiavamo sulla pista che si inoltra nel deserto pietroso e unisce Foum Zguit a Zagora, anche se presi dall'estasi di questo ambiente misterioso e selvaggio, abbiamo visto in lontananza alcune moto ferme e tre persone, armeggiare intorno ad esse. Preso il cannocchiale, ci siamo accertati che si trattasse di quanto pensavamo e abbiamo deciso di avvicinarci perche' in questi ambienti , il mutuo soccorso, e' fondamentale e doveroso. Tre marocchini si stavano adoperando per aggiustare un motorino che presentava qualche problema. Alla nostra domanda se necessitavano di aiuto, ci hanno chiesto un po' di acqua e qualcosa da mangiare. In un secondo tempo ci hanno chiesto se avevamo della benzina da dargli perche' temevano di non riuscire a raggiungere il loro villaggio, distante circa 30 km. Quando gli abbiamo dato quanto desideravano, dopo grandi ringraziamenti, pacche sulla spalla e sorrisi, il piu' smaliziato si e' presentato come il musciadin di un villaggio, dicendo che gli altri due erano, suo zio e suo nipote. Ovviamente, per ringraziarci dell'aiuto, ci ha invitato a pranzo domani, specificando "tutto gratis", temendo che noi potessimo pensare ad un invito di un commerciante. Per spiegarci dove si trova il suo villaggio, questo che dovrebbe essere uno dei "pastori" della religione mussulmana, e' salito sul camion e ci ha mostrato sulla cartina nello schermo, il luogo esatto del suo villaggio, assolutamente non spaventato da Hogan e Niky che, curiosi, gli si avvicinavano per leccarlo, ma accarezzandoli confidenzialmente. E allora torniamo a domandarci :" ma non avevano paura dei cani....per loro,non erano animali impuri?". Boh non ci capisco piu' nulla ma, anche Jamal, la guida delle cascate di Setti Fatma, ci aveva confessato che la maggior parte dei mussulmani marocchini, beve alcool e si comportano , come li definisco io, da mussulmani moderni.
Non possiamo essere che felici del fatto che ci sia questa "apertura " nei confronti della religione e questo cambiamento, ci confermano, sta avvenendo grazie al re che dal 1999, ha succeduto il padre il quale, suo opposto, era un regnante despota, tradizionalista e molto rigido.
Tornando al racconto della giornata, si potrebbero scrivere pagine e pagine per cercare di descrivere la magnifica sensazione di liberta' che, a noi, regala il deserto. La prima parte della pista, ad dir il vero, a causa dei sassetti e del fondo molto duro, non e' particolarmente gradevole per le sospensioni del truck che, fortunatamente lavorano in maniera egregia, smorzando gli urti e gli effetti negativi sulle nostre schiene. Ma la sensazione di immensita' data dal non avere nulla intorno, e' unica! Quando poi, la pista sassosa lascia il posto ad una spianata enorme,per darvi una idea,liscia come una pista di pattinaggio sul ghiaccio, grande a perdita d'occhio, dove il piede, come fosse divenuto piu' pesante, puo' affondare sul pedale dell'acceleratore e il veicolo, vola sospeso e leggero, dimenticandosi delle sue 12 tonnellate...beh, solo chi ama la guida in off-road, puo' capire, esattamente, quello che ho provato ! Fantastico, .....indimenticabile, ......cosi' eccitante da urlare per liberare emozioni represse e provare quegli attimi che io definisco, di assoluta felicita'.
Intorno al truck, come in un miraggio, ecco l'alone delle montagne, da una parte e il movimento ondoso delle dune di sabbia, dall'altra. Ci fermiamo per immortalare, in alcune riprese video, questa sensazione. Non puo' essere lo stesso che viverle ma tentiamo di riportare una visione di cio' che ci sta intorno.
Sono solo le quattro del pomeriggio quando decidiamo di fermarci, dirigendoci piu' vicini alle prime dune di sabbia ma non troppo distanti dal villaggio dove, domani ci recheremo per il pranzo. E' l'ora del the pomeridiano con qualche biscottino acquistato ieri in una pasticceria...."The nel deserto"... Mi viene in mente il titolo di questo film che non ricordo di aver visto. Seduti sulle nostre sedie da campo, con un tavolino improvvisato, creato poggiando il tagliere sulla scaletta, ci godiamo l'aroma della menta fresca messa nella bevanda calda. I nostri cani si adagiano mollemente sulla sabbia, vicino a noi, nella speranza di fare anche loro, merenda. Improvvisamente un uccello che sembra una rondine, comincia a volare intorno a HW, stuzzicando i cani, come ad invitarli a prenderla. Inizialmente il suo volo sembra casuale ma poi, gira che ti rigira, sembra proprio che la rondine inviti Hogan e Niky a rincorrerla. Gli vola rasente e, quando Niky raccoglie la sfida, cominciando a seguirla, sembra proprio stia giocando con lei. Hogan, ben presto, si stanca e si sdraia mentre, sua sorella, non demorde e insiste nella vana speranza di catturare l'uccello, come riesce a fare con le mosche che le danno noia, inghiottendole, una volta catturate. Dopo circa 5 o 6 minuti di corse intorno al truck, la rondine si allontana lasciando il mio cane assolutamente spompato, con la lingua fuori, per la folle corsa. Inusuale questo connubio tra animali cosi' diversi ma qui, in un ambiente cosi' affascinante, anche il mondo animale partecipa a rendere, tutto, piu' incredibile.
Davide prende il quad e gioca un po' sulle dune mentre io termino questo resoconto, prima di dargli il cambio ! Divertiamoci un po'...oggi e' domenica !

Ps: qui non c'e' internet quindi, leggerete il resoconto, quando lo ritroveremo .

Luoghi di interesse: deserto
Percorso in sintesi: pista nel deserto inizialmente pietroso fino a giungere in un bacino piatto duro
Condizione delle strade: la prima parte pietrosa e tulle ondule andatura media 30 km/h a seguire piatto duro, andatura media 60 km/h.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): -
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): -
Indirizzi utili: -



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Foum Zguid - Zagora 1

Data: 16 marzo 2014
Luogo di partenza: wp: N 29 59,191 W 6 50,517
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: wp: N29 54,288 W 6 25,027
Km percorsi: km 60
Spesa giornaliera: 0
Way points: -

Resoconto
Oggi Davide si e' domandato : "ma non avevano paura dei cani?"...mentre viaggiavamo sulla pista che si inoltra nel deserto pietroso e unisce Foum Zguit a Zagora, anche se presi dall'estasi di questo ambiente misterioso e selvaggio, abbiamo visto in lontananza alcune moto ferme e tre persone, armeggiare intorno ad esse. Preso il cannocchiale, ci siamo accertati che si trattasse di quanto pensavamo e abbiamo deciso di avvicinarci perche' in questi ambienti , il mutuo soccorso, e' fondamentale e doveroso. Tre marocchini si stavano adoperando per aggiustare un motorino che presentava qualche problema. Alla nostra domanda se necessitavano di aiuto, ci hanno chiesto un po' di acqua e qualcosa da mangiare. In un secondo tempo ci hanno chiesto se avevamo della benzina da dargli perche' temevano di non riuscire a raggiungere il loro villaggio, distante circa 30 km. Quando gli abbiamo dato quanto desideravano, dopo grandi ringraziamenti, pacche sulla spalla e sorrisi, il piu' smaliziato si e' presentato come il musciadin di un villaggio, dicendo che gli altri due erano, suo zio e suo nipote. Ovviamente, per ringraziarci dell'aiuto, ci ha invitato a pranzo domani, specificando "tutto gratis", temendo che noi potessimo pensare ad un invito di un commerciante. Per spiegarci dove si trova il suo villaggio, questo che dovrebbe essere uno dei "pastori" della religione mussulmana, e' salito sul camion e ci ha mostrato sulla cartina nello schermo, il luogo esatto del suo villaggio, assolutamente non spaventato da Hogan e Niky che, curiosi, gli si avvicinavano per leccarlo, ma accarezzandoli confidenzialmente. E allora torniamo a domandarci :" ma non avevano paura dei cani....per loro,non erano animali impuri?". Boh non ci capisco piu' nulla ma, anche Jamal, la guida delle cascate di Setti Fatma, ci aveva confessato che la maggior parte dei mussulmani marocchini, beve alcool e si comportano , come li definisco io, da mussulmani moderni.
Non possiamo essere che felici del fatto che ci sia questa "apertura " nei confronti della religione e questo cambiamento, ci confermano, sta avvenendo grazie al re che dal 1999, ha succeduto il padre il quale, suo opposto, era un regnante despota, tradizionalista e molto rigido.
Tornando al racconto della giornata, si potrebbero scrivere pagine e pagine per cercare di descrivere la magnifica sensazione di liberta' che, a noi, regala il deserto. La prima parte della pista, ad dir il vero, a causa dei sassetti e del fondo molto duro, non e' particolarmente gradevole per le sospensioni del truck che, fortunatamente lavorano in maniera egregia, smorzando gli urti e gli effetti negativi sulle nostre schiene. Ma la sensazione di immensita' data dal non avere nulla intorno, e' unica! Quando poi, la pista sassosa lascia il posto ad una spianata enorme,per darvi una idea,liscia come una pista di pattinaggio sul ghiaccio, grande a perdita d'occhio, dove il piede, come fosse divenuto piu' pesante, puo' affondare sul pedale dell'acceleratore e il veicolo, vola sospeso e leggero, dimenticandosi delle sue 12 tonnellate...beh, solo chi ama la guida in off-road, puo' capire, esattamente, quello che ho provato ! Fantastico, .....indimenticabile, ......cosi' eccitante da urlare per liberare emozioni represse e provare quegli attimi che io definisco, di assoluta felicita'.
Intorno al truck, come in un miraggio, ecco l'alone delle montagne, da una parte e il movimento ondoso delle dune di sabbia, dall'altra. Ci fermiamo per immortalare, in alcune riprese video, questa sensazione. Non puo' essere lo stesso che viverle ma tentiamo di riportare una visione di cio' che ci sta intorno.
Sono solo le quattro del pomeriggio quando decidiamo di fermarci, dirigendoci piu' vicini alle prime dune di sabbia ma non troppo distanti dal villaggio dove, domani ci recheremo per il pranzo. E' l'ora del the pomeridiano con qualche biscottino acquistato ieri in una pasticceria...."The nel deserto"... Mi viene in mente il titolo di questo film che non ricordo di aver visto. Seduti sulle nostre sedie da campo, con un tavolino improvvisato, creato poggiando il tagliere sulla scaletta, ci godiamo l'aroma della menta fresca messa nella bevanda calda. I nostri cani si adagiano mollemente sulla sabbia, vicino a noi, nella speranza di fare anche loro, merenda. Improvvisamente un uccello che sembra una rondine, comincia a volare intorno a HW, stuzzicando i cani, come ad invitarli a prenderla. Inizialmente il suo volo sembra casuale ma poi, gira che ti rigira, sembra proprio che la rondine inviti Hogan e Niky a rincorrerla. Gli vola rasente e, quando Niky raccoglie la sfida, cominciando a seguirla, sembra proprio stia giocando con lei. Hogan, ben presto, si stanca e si sdraia mentre, sua sorella, non demorde e insiste nella vana speranza di catturare l'uccello, come riesce a fare con le mosche che le danno noia, inghiottendole, una volta catturate. Dopo circa 5 o 6 minuti di corse intorno al truck, la rondine si allontana lasciando il mio cane assolutamente spompato, con la lingua fuori, per la folle corsa. Inusuale questo connubio tra animali cosi' diversi ma qui, in un ambiente cosi' affascinante, anche il mondo animale partecipa a rendere, tutto, piu' incredibile.
Davide prende il quad e gioca un po' sulle dune mentre io termino questo resoconto, prima di dargli il cambio ! Divertiamoci un po'...oggi e' domenica !

Ps: qui non c'e' internet quindi, leggerete il resoconto, quando lo ritroveremo .

Luoghi di interesse: deserto
Percorso in sintesi: pista nel deserto inizialmente pietroso fino a giungere in un bacino piatto duro
Condizione delle strade: la prima parte pietrosa e tulle ondule andatura media 30 km/h a seguire piatto duro, andatura media 60 km/h.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): -
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): -
Indirizzi utili: -



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