martedì 15 aprile 2014

Gita a milano


Data: 7 - 14 aprile 2014
Luogo di partenza: Marrakech
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: Milano (malpensa)....e ritorno!
Km percorsi:
Spesa giornaliera:
Way points:

Resoconto
La mattina del giorno 7 aprile , sveglia ore 6. Devo partire dal camping alle 6,45 per arrivare in aeroporto alle 7, due ore prima del volo, per lasciare le chiavi e i documenti del quad nell'ufficio dogana , vidimare la carta di imbarco del volo easyjet al check in e recarmi all'imbarco per tempo.
Il taxi che Jerome mi ha prenotato ieri ha un autista che parla anche italiano e che, molto gentilmente, mi ha accompagnata nell'ufficio doganale, al fine di spiegare nella loro lingua, la questione dei documenti. Doveva essere proprio un pezzo grosso quello dell'ufficio in citta' , perché l'uomo dietro al banco aveva un appunto con il mio nome e, appena arrivata , sorridendo , si e' ricordato dell'appunto del suo superiore e ha preso i documenti, li ha infilati in una busta sigillandola e mi ha rilasciato un numero di pratica che servirà , una volta rientrata a Marrakech, per riavere chiavi e libretto e foglietto verde, sempre presso questo ufficio. Mi ha chiesto se avevo compilato la fiche di uscita e me ne ha data una , timbrandola sul retro. Finito le pratiche doganali, ho salutato il tassista , dandogli appuntamento per il giorno del mio ritorno e sono andata al banco bagagli easy jet, fatta la fila, anche se non avevo valige, mi hanno posto un timbro sulla carta di imbarco prestampata che avevo preparato. Ultima fila per passare lo sportello della dogana e controllo passaporti dove mi hanno ritirato la fiche pre compilata di uscita e timbrato il passaporto e poi giro nei duty free dell'aeroporto che ha negozi , come di consueto, con tutte le cianfrusaglie tipiche del Paese e altri con sigarette, profumi, liquori ecc.. Alle 8,30 puntuali l'imbarco ed alle 9 il decollo dell'aereo. Il velivolo e' pieno zeppo e io, nelle ultime file, sono posizionata fra un signore arabo, in giacca e cravatta, molto garbato, salvo il fatto che si e' impossessato del bracciolo di sinistra e si allarga anche sulla mia area , per leggere il giornale, costringendomi a scrivere il resoconto con le braccine strette al corpo e , una signora altrettanto distinta sulla mia destra che, tremendamente influenzata, continua a tirare su con il naso e a sputacchiare microbi in un consunto fazzoletto di carta!
Per il resto, volo tranquillo salvo bambinetti frignanti qualche fila più indietro e italiani dal tono di voce elevato che chiacchierano ad alta voce non lasciando scampo a chi volesse riposare !
Una volta a Malpensa, al terminal 2, devo prendere il bus navetta per recarmi al terminal 1 da dove parte il treno per Cadorna che ferma anche alla stazione di Bovisa, la mia destinazione.
Una mezz'ora di passeggiata dalla stazione fino a casa in una giornata calda e piacevole , che non ha nulla da invidiare alla temperatura di Marrakech. Dopo un po' di tempo, anche se la vita su HW e' decisamente confortevole, e' piacevole tornare in un ambiente gradevole ,come la propria casa: tutto ti e' famigliare e , anche se sei sola, ti senti protetta, ti senti a...casa!
La ragione per la quale sono dovuta tornare a Milano, e' stata di salute: il mio papa' ha subito un intervento impegnativo che fortunatamente e' andato bene, ed io ho preferito essere presente, approfittando di questa occasione poco piacevole, per condividere un po' di tempo con lui.
La mia settimana, quindi, e' stata un andirivieni dall'ospedale a casa; ho anche avuto modo di vedere alcuni amici , mentre altri li ho sentiti solo telefonicamente, per mancanza di tempo, ma ringrazio tutti per gli inviti e la solidarietà. Mio papa' e' in via di guarigione (lui vorrebbe che fosse più rapida ma il post operatorio richiederà un po' di tempo) e i medici, che lo stanno curando in maniera esemplare oltre che con spirito cordiale, mi hanno assicurato che tutto sta procedendo ottimamente. Ho quindi deciso di rientrare a Marrakech dove Davide e i bimbi pelosi mi aspettano a zampe aperte, per riprendere, insieme, il girovagare in Marocco, per un altro mese, prima del rientro definitivo in Italia.
Ieri sera rientrata dall'ospedale, ho dovuto fare un po' di giardinaggio , montando, con non poche difficoltà , data la mia imbranataggine in tutto ciò che e' manuale, la centralina per l'irrigazione automatica per i vasi in casa e nel terrazzo del piano sotto. I poveri gelsomini che ora dovrebbero cominciare ad avere i primi boccioli, hanno terribilmente sofferto a causa del tempo, prima freddo e poi caldo. Probabilmente, a causa della mancanza di acqua, si sono quasi seccati , come tutta l'edera cadente che copriva il balcone del barbecue.
Dopo essere riuscita nell'intento del montaggio e aver pulito il terrazzo dalle tante foglie secche cadute ed, infine, essere stata attaccata fisicamente dalla moltitudine di formiche che scorrazzavano libere (non temete le ho sterminate senza pietà, con un apposito spray e le superstiti le ho annegate con l'acqua della canna, quando ho lavato per terra), era troppo buio per fare la programmazione. Questa mattina, puntata la sveglia alle 6,30, dopo la colazione al bar, ho ultimato il lavoro, leggendo le istruzioni dei due diversi impianti , programmando la frequenza dell'irrigazione e verificando che gli ugelli non fossero intasati dal calcare, azionando un primo ciclo manuale. Verso le 9,30 , ultima visita al Papy prima di partire e rientro per ora di pranzo, a casa . L'aereo parte alle 17,30 ma dovendo prendere il trenino in Bovisa e il bus per cambiare terminal, non voglio rischiare di perdermi qualche coincidenza e arrivare tardi. Alle 13, 10 con passo cadenzato, mi dirigo alla stazione , approfittando di una panetteria lungo il tragitto , per comperare un pezzo di focaccia al pomodoro, come pasto.
A parte la multa presa questa mattina per il parcheggio che pensavo corretto ma, che al contrario prevedeva il disco orario, tutto sembra filare liscio. Riesco ad arrivare alla stazione in tempo (2 minuti, per esattezza) per prendere il treno delle 13,33 e, dopo 30 minuti, giunti al terminal 1, il bus era pronto per condurmi al terminal 2 , senza attese. Sono quindi giunta in aeroporto in largo anticipo sulle due ore richieste , non dovendo neppure lasciare il bagaglio e avendo la carta di imbarco elettronica nel mio ipad. Ad ogni modo, aspettare a casa o sulle comode, si fa per dire, poltrone della Malpensa...e' lo stesso. Meglio non rischiare di arrivare in ritardo! Perdo un po' di tempo a guardare i negozi e, ogni volta rimango basita da quanto facciano spendere di piu' in aeroporto ,rispetto ad un normale bar cittadino , se vuoi mangiare o bere qualcosa. Il tempo passa veloce e finalmente mettono il numero del gate da dove devo imbarcarmi. Giunta al controllo polizia, la easy jet mi chiede di mettere la borsa nel bagaglio a mano. E' la loro regola, ma quando tento di aprire la zip del mio vecchio (e scassatissimo) trolley, mi si impiglia la chiusura e , tentando di sforzare, mi rimane in mano il gancio metallico che serve per tirare. Impietosito il controllore, con un ghigno sotto i baffi, constatato il fatto, mi fa passare ugualmente ( tanto tutti, una volta passato il controllo, ritirano fuori le borse dalle valige) . Imbarco veloce , sono la prima della mia fila; posto finestrino, questa volta ! Almeno avrò solo un "vicino"....speriamo bene....!
Giunge una coppia di mezza eta' che, dal passaporto , deduco essere della svizzera francese. Lui siede a fianco a me:...fantastico e' magro , ...mi lascia il bracciolo così posso scrivere più agevolmente e, dal finestrino, scattare bellissime foto del paesaggio che si vede sotto di noi: prima bella campagna verde con un fiume e poi le innevate montagne: magnifiche illuminate dal sole. Poi tutto blu: credo stiamo volando sul mare della Francia o della Spagna. Il volo dura tre ore e mentre il decollo e' stato un po' "sobbalzante", durante la crociera, non ci sono stati vuoti d'aria. All'arrivo a Marrakech dovrò andare all'ufficio dogana per ritirare i documenti del quad , parcheggiati li il giorno della partenza e poi, con il taxi che Davide dovrebbe aver chiamato, giungere in una ventina di minuti all'Ourika Camp. Ho mandato un messaggio a mio marito chiedendo - "cosa si mangia , questa sera?" - ma non mi e' giunta risposta, prima della partenza. Chissà se mi farà trovare qualcosa oppure se, dopo i saluti e i baci ai pelosi , mi toccherà cucinare ? Ve lo svelerò domani, nel resoconto che leggerete dopo di questo!
Ps: davide nel frattempo ha trascorso una settimana nell'Ourika camp ...dice a fare le pulizie ma, secondo me, aveva qualche tresca con le vegliarde del camping.


Luoghi di interesse: Ufficio dogana aeroporto (entrando sulla dx dietro le porte arrivi)
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:


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domenica 6 aprile 2014

Nuova sosta a Marrakech 2

Data: 5 - 6 aprile 2014
Luogo di partenza: sosta a Marrakech
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: -
Spesa giornaliera:
Way points:

Resoconto
Come accennato ieri, siamo nuovamente qui, nel Ourika Camp di Marrakech: ricordate quel favoloso campeggio con piscina e praticello fiorito, ottimo ristorante e piazzole spaziose con ogni servizio disponibile ? Beh visto che io devo rientrare temporaneamente a Milano, Davide godra' di tutte le comodita' che si possono avere in un campeggio, compresa la simpatica compagnia dei proprietari. Ma oggi, visto che sono ancora qui, ci dedichiamo alla pulizia del truck, o meglio della cellula abitativa, perche' la cabina spetta a Davide che fa finta di dimenticarsene ! Carichiamo acqua e cominciamo con tre , quattro lavatrici delle lenzuola e coprimaterasso, asciugamani e vestiario ; continuiamo lavando, ad acqua fredda con la pompa e dell'aceto, tutti i tappeti che Nikita, insieme a me con le uova, aveva contribuito a sporcare, sentendosi poco bene qualche giorno fa. C' e un magnifico sole e la temperatura e' sufficientemente elevata per asciugare tutto, in un attimo, compreso i kilim che, dopo il lavaggio, invece che perdere colore, si sono ravvivati, accentuando i toni che , da tenui sono divenuti quasi forti esaltando il giallo e rosso e smorzando il panna che e' quasi del tutto scomparso ! Osservato il risultato, credevo che i tappeti fossero ancora bagnati quando li ho visti così vivaci ma, al tatto , ho constatato che non si trattava di questo ma semplicemente , avevano mutato le tonalita' e la brillantezza. Poco male, mi piacevano di piu' prima ma si intonano comunque benissimo all'ambiente e, se non altro, sono puliti. Continuiamo il cleaning day aspirando tutto l'abitacolo con la nostra fantastica aspirapolvere portatile Dyson, acquisto meglio indovinato di tutti, e laviamo i sanitari e la doccia. Davide approfitta per mettere ordine anche nelle casse esterne e, solo dopo piu' di tre ore di lavoro, ci diamo tregua. Oggi desidero anche prendermi cura di me stessa perche', questo tipo di vita, un po' tuareg, porta talvolta a trascurare la cura della propria persona. Mentre per la ceretta approfitterò' di essere a Milano , ( non ce lo vedo ancora Davide ad aiutarmi con le strisce depilatorie !), ho una fantastica maschera per capelli, la magica cream CC della Collistar, che oltre a nutrire il capello, dona ad esso una leggera colorazione in diverse nuance, a scelta (io ho preso castano nocciola), che dona brillantezza e colore e copre i capelli bianchi (se ne hai pochi). Non si tratta di una tinta, non ne ho mai fatte, ma di un trattamento che dura 4 o 5 lavaggi e poi svanisce, del tutto innocuo e che ti permette anche di "giocare" con i toni dei colori e fare esperimenti divertenti , cambiando sfumature in maniera non definitiva. Si usa come una crema, dopo lo shampoo, la si lascia agire per 15 minuti e poi si sciacqua. Carini anche i guantini neri forniti nella confezione, che non inquietano come quelli bianchi quando stai compiendo il trattamento perché' , essendo scuri, non mostrano il colore della maschera : per le fanciulle che hanno mai provato a fare queste cose con i guanti bianchi , semi trasparenti, non vi fa un certo effetto quando vedete che si macchiano di colore, il piu' delle volte completamente differente da quello che vi aspettate sui capelli, ma con tendenze a color prugna o violaceo ??? Ad ogni modo, e' la prima volta che la provo questo prodotto Collistar e devo ammettere che il risultato e' molto valido: colore brillante e molto naturale ( sembra proprio il mio) e.... capelli bianchi svaniti! Piu' avanti, fanciulle, vi diro' quanto effettivamente dura! Tornando ad argomenti piu' consoni a tutti, il pomeriggio mi dedico una oretta al sole ma poi, comincio a preparare la cena. Per sdebitarci con i proprietari ma anche perche' sono molto simpatici, li abbiamo invitati a mangiare con noi. La sorella di Jerome e il marito sono vegetariani quindi preparero' due primi differenti. Per noi tortellini in brodo della Maria, mentre per chi non mangia carne, un buon risotto alle fragole con una grattatina di parmigiano. Come secondo piatto opto per delle uova in camicia, ottime con qualche goccia di aceto balsamico di modena, quello vero, invecchiato piu' di trentacinque anni , che custodiamo gelosamente da quando il nostro carissimo amico Christian, ce lo ha regalato, qualche mese fa( vedi Christian, il tuo pensiero ci accompagna sempre !). Di contorno mix di cipolle, pomodori, peperoni e spezie cucinati con il Tajine , da Davide , che ha curato la cottura splendidamente ! Biscotti marocchini per concludere e limoncello del mio padrino, anche questo un nettare che offriamo solo agli amici e che e' ...finito!!! (Elena , devi dire a tuo papa' che non credo legg fb, di cominciare la produzione e di riservarci una bottiglia di mandarino e una di limoncello! Non possiamo vivere senza!) . La cena e' stata innaffiata da un buon rose' , offerto dagli ospiti e si e' chiusa con un caffe' fatto con la bialetti e... tante risate.

Ps: solo questa sera abbiamo scoperto che anche in Marocco c'e' l'ora legale, come in Italia ! Noi abbiamo vissuto una settimana con un'ora sbagliate ...ecco perche' ci sembravano , sempre tutti in anticipo!!! Meno male che ci siamo accorti, altrimenti avrei perso l'aereo lunedi!

Ps2: per continuare a prendermi cura di me , oggi, giorno 6 aprile, domenica, non faro' assolutamente nulla, salvo prendere il sole e pubblicare questo resoconto ! Baciiiiiii

Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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Nuova sosta Marrakech

Data: 4 - aprile 2014
Luogo di partenza: sosta a Marrakech
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: km 45
Spesa giornaliera:
Way points: dogana: N 31 39,041 W 8 03,633
centro commerciale: N 31 40,041 W 8 00,662
centro commerciale: N 31 40,142 W 8 00,688
elettronica: N 31 38,563 W 8 01,148


Resoconto
Questa mattina, dopo un sonno ristoratore e una buona colazione, ho appreso che, per problemi personali, dovro' assolutamente fare un salto a Milano , la prossima settimana. Per fare cio' , avendo un mezzo, il Quad, sul mio passaporto, e non riportandolo indietro con me, in quanto prendero' un aereo, occorre andare in dogana a chiedere il permesso per poterlo lasciare qui, temporaneamente. Queste operazioni sono necessarie per evitare che, persone losche, importino dei mezzi, magari rubati, in paesi stranieri e poi tornino indietro, dopo averli venduti. Il problema si pone quando , per esempio ti rubano il mezzo all'estero oppure, come nel mio caso, devi rientrare in italia senza di esso, lasciandolo nello stato in cui ti trovi. La giornata di oggi, quindi, prevede un tour in dogana che si trova dalla parte opposta della citta', accompagnati dal gentilissimo Jerome , il proprietario dell'Ourika camp, un ragazzo canadese che parla perfettamente francese ed inglese oltre ad altre lingue, il quale si e' prestato a darci un aiuto, non parlando noi francese. Jerome, si e' procurato un appuntamento con il capo della dogana, in ufficio, e siamo andati a parlare per vedere se riuscivamo a lasciare il quad in campeggio, magari facendolo passare sul passaporto di Davide. Una volta arrivati li, abbiamo scoperto che il capo dei doganieri parlava molto bene inglese e quindi non sarebbe stato necessario far perdere tutta la mattinata al premurosissimo Jerome ma , ormai era fatta. Spiegato il problema, non ci hanno concesso di passare il quad sul passaporto di Davide perche' prevedo di tornare in marocco il 14 aprile ma, invece che piobare il mezzo, si sono accontentati, in via del tutto eccezionale perché mio marito rimane qui, di lasciarmi depositare le chiavi e il libretto, quando andro' in aeroporto e, di ritirarle al mio rientro, dopo sette giorni. Questo obbligherà Davide a doversi muovere con il truck, se necessitasse di farlo, ma ci evitera' , quantomeno, di dover ritornare negli uffici doganali a ritirare i documenti. Ringraziamo il doganiere che mi lascia il suo nominativo, in caso di bisogno, e torniamo verso il campeggio. Lungo la strada cerchiamo di verificare presso alcuni negozi di elettronica, se sono disponibili le cartucce della nostra stampante che, ormai da qualche giorno, ha esaurito l'inchiostro. Scopriamo che in Marocco le due marche piu' commercializzate sono hp e Canon mentre Epson e' poco distribuita. Inoltre la nostra stampante e' uno degli ultimi modelli e qui, non e' ancora ancora arrivata. Rinunciamo quindi alla ricerca e torniamo al campeggio. A pranzo abbiamo aderito al consueto Cous Cous del venerdi' che degustiamo,in quanto prelibato accompagnato da un ottimo dolce alle mele. Il pomeriggio ci vede in fase di relax e , verso le 17, decidiamo di andare nuovamente a fare un giro in quad alla ricerca di cricchetti per legare il quad: uno di quelli che avevamo, si e' rotto. Sembra che questo articolo, da noi facilmente reperibile anche dai benzinai, in Marocco sia quasi del tutto assente, salvo qualche modello di piccole dimensioni, per noi inutile. Delusi anche da questa ricerca, rientriamo in campeggio nel tardo pomeriggio, rischiando di rimanere a piedi perche' non avevamo fatto il pieno nel quad, che era in riserva e, arrivando dal benzinaio, per il rotto della cuffia.
La serata non prevede nulla di particolare: abbiamo mangiato molto a pranzo e quindi ci accontentiamo di un the con dei biscotti e un po' di yogurt alla fragola.

NB:
Durante il nostro giro pomeridiano in quad , abbiamo approfittato per fare una sosta in Gendarmerie, la polizia locale, per informarci in merito al visto delle persone, in quanto per i mezzi, sul foglietto verde che ci hanno rilasciato all'ingresso in Marocco, abbiamo visto che ci hanno concesso il visto per sei mesi, il massimo previsto in un anno , mentre, per le persone fisiche, il permesso e' di tre mesi, rinnovabile. Essendo arrivati nel Paese il 25 gennaio, avremmo il visto fino al 25 di aprile. Per poterlo rinnovare e' necessario uscire dal paese e rientrare, come nel mio caso oppure, come faremo per Davide, farsi rilasciare da un campeggio, essendo noi con il camper (o da un hotel, per un viaggiatore non provvisto di camper) , una fiche di residenza e di andare dalla polizia per ottenere l'estensione di altri tre mesi. Ad ogni modo, un veicolo non puo' rimanere piu' di 180 giorni per anno, nel paese e, dopo l'uscita, devono trascorrere almeno altri 180 giorni. Se si usufruisce di un periodo minore, come per esempio noi che stiamo in Marocco con i veicoli solo 40 giorni, possiamo tornare e trascorrere nel Paese, entro il 25 gennaio 2015, la rimanenza .
Siamo quindi giunti alla conclusione che , in caso decidessimo di ritornare in Marocco la prossima volta, trascorreremo qui 6 mesi, quindi tutto il periodo a disposizione, per ammortizzare il costo del viaggio in nave che rappresenta la spesa maggiore (oltre al gasolio ovviamente).


Luoghi di interesse: Dogana e centri commerciali
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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venerdì 4 aprile 2014

Teloued - Marrakech


Data: 3 aprile 2014
Luogo di partenza: teloued
Luoghi intermedi: Aguelmous, Ait Ourir
Luogo di arrivo: Marrakech
Km percorsi: km 131
Spesa giornaliera: dh 581,50= euro 53,15
Way points: acqua: N31 32,934 W 7 36,415

Resoconto
Il nostro itinerario di oggi prevede di percorrere la strada del passo Tiz n Tachka che collega Ouarzazate a Marrakech. E' sicuramente la strada piu' battuta per collegare queste due citta' marocchine anche se, in alternativa, c'e' il passo che abbiamo percorso verso sud, il Tiz n Test, e anche una strada piu' a est, ma sterrata, che non abbiamo mai provato e che ci riserviamo di percorrere la prossima volta, anche se non tocca Ouarzazate. Ieri ci eravamo fermati qualche chilometro dopo Teloued, in un territorio selvaggio, ma non troppo distante da un villaggio ,visto il passaggio di auto durante la notte sullo sterrato secondario che avevamo imboccato. La prima parte del viaggio di questa mattina, copre la distanza per imboccare la N9 , la strada principale del passo . Raggiungeremo questa strada prima di giungere al culmine che si trova a circa 2400 mt. ed e' riconoscibile da una serie di negozietti , uno spiazzo sufficientemente grade per la sosta anche dei camion e delle corriere e sopratutto dalla presenza di una targa riportante il nome del passo. Diversi negozi di souvenir marocchini come piatti in ceramica, tappeti, fossili, si trovano lungo tutta la strada , per dar modo ai turisti di fare qualche sosta e comperare oggettistica. Tutto l'itinerario, sopratutto in quota, e' molto panoramico e, in questa occasione, ci sono le montagne circostanti, tutte innevate, visto il mal tempo dei giorni scorsi. Scendendo a valle, il paesaggio diviene sempre piu' lussureggiante e verde; coltivazioni di grano coprono tutta l'area ricca di ruscelli e cascatelle. Una volta in pianura, forse perche' i nostri occhi si sono abituati a meraviglie, cio' che vediamo intorno a noi, sembra quasi consueto perche' non presenta particolari attrattive paesaggistiche ma , ritengo sia comunque molto gradevole attraversare tutta questa zona che , in primavera, e' estremamente vitale. Il percorso e' molto trafficato sia da camion che da corriere e, nonostante la carreggiata sia di buon asfalto, non e' larghissima in alcuni punti e occorre fare molta attenzione. Non distanti dalla nostra meta, facciamo una deviazione rispetto alla strada principale che ci condurrebbe in citta' e, giriamo verso sud ovest prendendo una strada secondaria che ci condurra' direttamente alla via del campeggio Ourika, dove siamo gia' stati ospiti nelle settimane passate e dove faremo una breve sosta per fare un po' di bucato . La temperatura e' piu' fredda rispetto ad un mese fa, quando siamo stati a Marrakech la prima volta , anche se, a detta di Jerome , il proprietario del camping, quella era una temperatura non consona alla stagione. Ad ogni modo , oggi serve il maglione mentre un mese fa andavamo in piscina! Accolti con entusiasmo dal personale del campeggio, tutti molto gentili e affabili, dopo esserci sistemati nel posto 62 , ycome la volta precedente, andiamo con il quad a fare un po di spesa al centro commerciale , per rifornire il nostro frigo che, quando lo apriamo, ulula !
Tornati dopo le sette, non ci resta che prepararci una ottima cena con del tacchino piccante appena acquistato e due fette di millefoglie per concludere, in "dolcezza" ,la giornata.

Luoghi di interesse: Passo Tiz n Tachka
Percorso in sintesi: 6802 da teloued fino al passo poi N9 fino a Ait Ourir a seguire deviazione verso sud ovest per campeggio
Condizione delle strade: primo tratto fino al passo asfalto in brutte condizioni poi asfalto discreto ma traffico intenso ultimo tratto dopo deviazione nuovamente brutto asfalto fino ad immettersi sulla strada del camp.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): scarsi sulla strada del passo
Indirizzi utili:


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giovedì 3 aprile 2014

Valle delle rose - Tizi n tachka

Data: 2 aprile 2014
Luogo di partenza: valle delle rose
Luoghi intermedi: El Kella Mgouna, Skoura, Ouarzazate, Ait Ben Addou, Teloued
Luogo di arrivo: sosta x la notte:wp N 31 15,880 W 7 15,753
Km percorsi: km 193
Spesa giornaliera: dh 1180,09= euro 107,86
Way points: Kasbah Armidhil: N31 02,758 W 6 34,841
Kasbah: N 30 57,006 W 6 52,421
Kasbah Taourit: N 30 55,237 W 6 53,958
studios ouarzazate: N 30 56,307 W 6 58,014
panorama: N 30 58,131 W 7 05,179
panorama: N 31 00,952 W 7 06,385
Ait Ben Addou: N 31 02,674 W 7 07,945
panorama: N 31 12,560 W 7 08,028
Kasbah Teloued: N 31 17,394 W 7 14,178
sosta x la notte: N 31 15,880 W 7 15,753

Resoconto
Ripercorsi i km lungo la strada della valle delle rose, abbiamo preso la statale che ci ha condotto molto velocemente a Skoura, una serena cittadina con un palmeto molto grande di km 25x3 che vanta la presenza di una kasbah del 1600, molto ben tenuta e restaurata, famosa per essere la protagonista delle banconote da cinquanta dh . La Kasba di Amridhil e' visitabile e c'e' anche una guida parlante italiano. Hanno girato alcuni film minori in questa costruzione che, al suo interno, ha 4 cucine, la sala per la preghiera, la stanza per il padrone e la favorita, la tomba e la stanza del imman e un bel giardino interno con alberi e un pozzo per l'acqua. La Kasbah vanta una collezioni di arnesi di vario tipo, originali dell'epoca e porte e soffitti sono, per la maggior parte , ancora del 1600 (e sono migliori di quelli nuovi). Vale sicuramente la pena di fermarsi per una visita anche per il panorama che si gode dalla terrazza sul oued , ora in secca ma solitamente con molta acqua, nel mese di ottobre. A fianco alla Kasba la possibilita' di alloggiare in una struttura simile o nella Kasbah del Moro, restaurata e ora adibita ad hotel , poche centinaia di metri distante da questa. Dopo la visita ripartiamo alla volta di Ouarzazate dove ci sarebbe molto da visitare, come la Kasbah di Taourit o gli studi cinematografici, gia' veduti nel 2007 e che consiglio ai viaggiatori che si dovessero trovare a passare da qui. Certo, sette anni fa, questa cittadina non era cosi' in espansione come l'abbiamo riscoperta ora, segno che il Marocco e' un paese che cresce e si rinnova. Proseguiamo con l'intenzione di percorrere una strada gia' fatta in senso inverso , cioe' a scendere, che ci portera' verso Marrakech, passando per Ait Ben Addou, un paese che ospita una Kasbah divenuta Patrimonio dell'Unesco, molto ben ristrutturata anche grazie alle sovvenzioni ricevute per film famosi girati in questo sito come ad esempio, in tempi abbastanza recenti, "il Gladiatore". Anche questo luogo lo abbiamo visitato nel 2007 e quindi procediamo oltre,ripromettendoci di tornare, la prossima volta che saremo in Marocco. La strada corre verso nord attraversando piccoli villaggi di case di terra rossa. Oggi il tempo non e' bellissimo ma non fa molto freddo perché la temperatura si aggira intorno ai 16 gradi ma, man mano che saliamo di quota, lungo questa strada la quale, la prima volta che l'avevamo fatta, era sterrata mentre ora e' asfaltata, la temperatura scende decisamente. Il paesaggio, e' inutile dirvelo, incanta come sempre; la terra rossa prevale su altri colori e i palmeti verdi in presenza dei paesini , rendono sempre molto gradevole il cammino. Giunti al paese di Anguelz, dove la strada da nord si dirige verso ovest, il tratto asfaltato torna ad essere l'originario sterrato di terra battuta, a scorrimento abbastanza veloce. Anche gli ultimi tratti di asfalto erano in cattivo stato e la carreggiata si era ridotta notevolmente, divenendo una striscia di cemento, a dorso di mulo, non sufficiente ad ospitare neppure un veicolo. Nella mia mente si dipinge il ricordo di un luogo dove ci eravamo fermati a dormire sette anni fa mentre da Marrakech avevamo percorso questa stessa via , al contrario.Giunti nel villaggio di Teloued , ecco riaffiorare anche i particolari di quel luogo che andava, via via prendendo spazio nella mia mente, uscito dal cassetto dei ricordi. Una kasbah imponente ma un po' rovinata con un albergo in pietra, albergo Teloued, con una fantastica terrazza da dove avevamo scattato meravigliose foto su una vallata, allora deserta, oggi con la presenza di diverse costruzioni. Improvvisamente il tempo peggiora e un forte vento, che ci accompagnava gia' da un po' , comincia a portare grosse gocce di pioggia ; ben presto, l'acqua si trasforma in fiocchi di neve che vanno a sbattere sul parabrezza di HW, con forza. La temperatura e' scesa a tre gradi e il cielo e' completamente coperto. Persone e bimbi incappucciati corrono lungo i sentieri sterrati in cerca di riparo , mentre noi procediamo verso il passo. Questa strada sterrata infatti, giunge vicino al passo di Tiz-inTazka, una delle strade maggiormente utilizzate per andare da Marrakech verso sud, alternativa al passo che abbiamo percorso qualche settimana fa , il Tiz in Test, piu' basso ma piu' impressionante.
Ci fermiamo prima di raggiungere l'imbocco della strada principale cosi' da trovare un luogo,per la notte piu' imboscato e tranquillo. HW e' proprio un fantastico truck: molto ben coibentato, nonostante all'esterno la temperatura sia tutt'altro che mite, all'interno delle sue pareti coibentate di ben 6 cm, c'e' un grado di vivibilita' fantastico anche senza il riscaldamento che accenderemo solo piu' tardi ( tanto in cinque minuti l'ambiente si scalda senza problemi). Per la cena di questa sera , senza molta fantasia, riproporrò' il pollo e il tajine di verdure , magari cambiando condimenti e spezie, tanto per variare un po' . Buona serata !

Luoghi di interesse: kasbah Skura (amridhil), kasbah Ouarzazate (taourit), Studios, Kasbah Ait Ben Addou, Kasbah Teloued
Percorso in sintesi: strada a ritroso dalla valle delle rose fino a El Kella Mgouna, poi N10 verso Skura e Ouarzazate. A seguire N9 verso Ait Ben Aiddou e a continuare verso nord fino ad Anguelz poi verso ovest per Teloued
Condizione delle strade: tutte asfaltate in discreta situazione salvo da Anguelz fino a sosta x la notte su sterrato di terra battuta.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): frequenti
Indirizzi utili: -



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mercoledì 2 aprile 2014

Itinerario gole dades


Data: 1 aprile 2014
Luogo di partenza: wp: N 31 53,546 W 5 40,973
Luoghi intermedi: Msemir, gole Dades, Boulmaine du dades , El Kela des Mgouna
Luogo di arrivo: valle delle rose Taberacht
Km percorsi: km 135
Spesa giornaliera: dh 106 = euro 9,43
Way points: gole Dades: N 31 33,357 W 5 54,509
panorama: N 31 31,713 W 5 55,501
panorama: N 31 27,567 W 5 58,496
sosta x la notte: N 31 19,744 W 6 10,253


Resoconto
Questa mattina , dopo il risveglio, la prima risposta alle domande di ieri: il tappeto e' ancora macchiato ! quindi, il fatto che i colori, come dice Davide, siano ravvivati, non dipende dal fatto che sia bagnato ma che si sia sporcato con i tuorli e gli albumi delle sei uova che si sono "suicidate" gettandosi dal frigorifero e, spiaccicandosi sul tappeto. Per la seconda risposta, quella relativa ai tornanti, Davide ha preso il quad ed e' andato a fare un giro di perlustrazione per non trovarci in condizioni critiche ,una volta alla guida del truck. Certo, la strada e' ancora in costa ma un po' piu' larga di ieri. Ora i segni dei pneumatici distano una quarantina di centimetri dallo strapiombo e ,salvo quando ci sono dei sassi per strada, procediamo piu' in sicurezza. Arrivati ai tornanti, dobbiamo sempre farli in piu' manovre, controllando dove vanno le ruote e, non guardando troppo avanti, per non farci impressionare dal precipizio. In uno dei tornanti troviamo un grosso sasso in curva e Davide, trasformatosi in Hulk, da sfogo alla sua rabbia tentando di spostarlo ma con il rischio di farlo cadere sulla carreggiata e bloccare del tutto il passaggio. Muove il sasso un po' mentre, scherzosamente lo riprendo con iphone e poi, dopo un paio di manovre , riesce a passare. I panorami sono esaltanti! Montagne disegnate , colori forti ed intensi mescolati in un mélange di bellezza estrema. Piccoli villaggi di case berbere , perfettamente camuffati nel paesaggio ,ci sfilano davanti e bambini di ogni eta' ci guardano trasognati , alzando timidi le loro manine, in un saluto. Questa mattina, oltre alle telecamere del truck, abbiamo ripreso anche con la nostra fantastica telecamera professionale Sony HXR-NX30E, che consiglio a tutti quelli che desiderano fare dei video con uno strumento compatto, flessibile di ottima qualità' che puo' anche scattare immagini, fare riprese notturne grazie a una luce incorporata e funzionare da proiettore. Dotata di microfono e super leggera, si porta ovunque, meglio di una macchina fotografica. Le dotazioni tecniche non sto qui a raccontarvele ma noi, siamo veramente entusiasti delle sue prestazioni. Tornati in Italia , dopo che Davide avra' montato tutte le riprese, speriamo di stupirvi con i nostri video che andranno a colorare e a dare movimento alle parole dei miei resoconti giornalieri, cosi vedremo se sono stata sufficientemente brava a farvi immaginare quanto noi stavamo vedendo con i nostri occhi.
Dopo i primi villaggi la strada diviene asfaltata e comincia a correre nella vallata, fiancheggiata da terre coltivate, tutte divise in quadratoni, uno con coltivazione diversa dall'altra. L'acqua che costeggia queste gole che, man mano si stringono, da vita a vegetazione rigogliosa , di un verde brillante. C'e' molto vento e la temperatura si aggira sui 10 gradi perché siamo ancora a quote elevate. Arrivati nei pressi dell'imbocco delle gole, le montagne si chiudono sopra di noi, altissime e, a fianco alla strada asfaltata, delimitata da un muretto colorato a strisce bianche e rosse ,che nel 2007 non esisteva, scorre impetuoso il fiume che da vita alla valle. Un po' piu' avanti, le montagne ci liberano dalla loro morsa e la distanza fra le due pareti si allarga mentre , la strada corre alta, lasciandoci godere un panorama bellissimo sulle pareti rocciose che, al loro interno, custodiscono, come un segreto, la sorgente che scorre. Una serie di tornanti che ci obbligano ad ogni curva a far manovra, ci riportano verso il fondo della gola che, dopo qualche villaggio ,si apre alla citta di Boulmaine du Dades. La strada principale corre in direzione della citta' di Skoura ma prima di El Kela des Mgouna, ci fermiamo in un negozio di casalinghi per acquistare una pentola in terracotta, il tajine e degli spiedi in ferro. Desideriamo avere tutto quanto serve per preparare una cena marocchina , anche se non so quanto potra' durare una pentola in terracotta con gli sbatacchiamenti del truck!
Giunti al villaggio che si propone nella confusione di una giornata di mercato , continuiamo lungo la strada che ci riporta per qualche chilometro verso nord , in quella che chiamano la valle delle rose. A dir il vero ci sono molti negozi che vendono acqua di rose oltre che olio di argan ma , di piante di questi profumati fiori, neppure l'ombra. Siamo stanchi perche' l'itinerario ha impegnato Davide, alla guida, per tutto il giorno e sopratutto ha richiesto molta attenzione e un po' di tensione, quindi ci fermiamo qui, a pochi metri dalla strada, imboccato uno sterratino.
Questa sera preparerò bocconcini di pollo speziati, acquistati prima di prendere la deviazione per la valle delle rose.
Domani ci aspetta la strada degli ksar in direzione Skoura fino a raggiungere Ouarzazate, famosa meta cinematografica marocchina.
Buona serata!

Luoghi di interesse: strada panoramica, gole del Dades
Percorso in sintesi: abbiamo proceduto sul percorso sterrato cominciato ieri verso su ovest in direzione gole dades
Condizione delle strade: sterrato stretto fondo compatto con presenza di tornanti fino al villaggio di Msemrir. A seguire asfalto quasi sempre in discreto stato che attraversa i villaggi
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:


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lunedì 31 marzo 2014

Tinerhir - verso il Dades

Data: 31 marzo 2014
Luogo di partenza: Tinerhir
Luoghi intermedi: gole todrha, Ait-Hani,Agoudal
Luogo di arrivo: sosta per la notte:N31 53,546 W 5 40,973
Km percorsi: Km 111
Spesa giornaliera: 0
Way points: gole todrha: N 31 34,775 W 5 35,072
camping: N 31 40,014 W 5 33,158
sosta pranzo: N 31 59,361 W 5 31,067
sosta per la notte: N 31 53,546 W 5 40,973

Resoconto
Non e' facile salutare tutta la famiglia di Abdul e Hamid: prima la mamma con Layla, poi l'altra sorella, alla fine Hamid, il papa' e Abdul perche', gli altri, non li abbiamo visti . Promettiamo di ripassare a trovarli e di scrivergli e, verso le 10, partiamo. Ripercorriamo la strada verso nord che passa le gole del Todrha che abbiamo gia' visitato ieri, comodamente con il quad. Ci sono meno bancarelle rispetto a ieri che era domenica e anche un po' meno turisti ma , comunque, rimane una fra le piu' frequentate attrazioni paesaggistiche. Superate le gole, senza fermarci, continuiamo a percorrere la strada asfaltata, comoda e scorrevole verso nord. Il paesaggio merita decisamente di affrontarla perche' le montagne, tutt'intorno, prendono forme e colori molto variegati. Come di consueto, filmiamo la maggior parte del percorso con le telecamere del truck . Verso la meta' della strada fra l'imbocco delle gole e Agoudal, cittadina dove la nostra direzione mutera' verso sud ovest, esiste una strada che taglia perpendicolarmente quella che stiamo percorrendo e quella che andremo a prendere piu' avanti. Si tratta di uno sterrato che attraversa le montagne, a detta della popolazione del luogo, abbastanza impegnativo, che accorcia decisamente la strada per chi, visitate le gole del Todrha , desidera passare sull'altra strada e vedere quelle del Dades, accorciando di molti chilometri il tragitto che invece abbiamo deciso di percorrere noi. Per imboccare questa scorciatoia , dalla strada che stiamo affrontando, ci sono due ingressi che si incontrano e sono entrambi indicati, sulla strada, da cartelli, scritti a mano, indicanti "pista dades". Noi continuiamo con il nostro itinerario. Ci siamo imposti, come tempo massimo per effettuare tutto il percorso, due giorni ma, il primo tratto asfaltato corre veloce e senza problemi, offrendo sempre la vista delle montagne a volte scure, altre tinte di rosa e rosso, per i minerali contenuti al loro interno. Si tratta di montagne molto alte perché , la strada, supera i 2600 mt, in alcuni tratti. All'altezza degli imbocchi della scorciatoia, ci sono diverse strutture alberghiere, ristoranti e camping e si attraversano piccoli agglomerati edilizi, tipicamente berberi. Giunti a Agoudal, dove abbandoniamo la strada asfaltata che conduce a Imilchil, comincia il tratto verso le gole del Dades . Si tratta di una pista sterrata in quota, di terra battuta, sufficiente a far passare una macchina anche se, nella parte iniziale, corre in una pianura dove e' possibile uscire dalla traccia. La strada e' una sola, senza deviazioni e molto ben segnata quindi , non si puo' sbagliare. Incontriamo lungo il tragitto, alcune case berbere con qualche pastore e le pecore. Sempre gentili, ci salutano e ci chiedono al massimo se abbiamo da fumare o da bere. Alcuni bambini scalzi corrono incontro a noi, sulla ghiaia e mi dispiaccio di avere solo delle caramelle e non un paio di scarpe da lasciare loro.
Verso le 13 facciamo una pausa pranzo in uno slargo, dopo il villaggio e, mentre ci stiamo preparando il caffe' , giungono un gruppo di 4 motociclisti spagnoli, ai quali offriamo di condividere la bevanda. Ovviamente , felici, accettano : un buon caffe' caldo quando hai percorso strade come queste, in quota, col freddo...non ha veramente prezzo. Preparo, per uno di loro, un cappuccino e lui, estasiato, non finisce di ringraziarmi, anzi fotografa anche la tazza e promette di inviarci lo scatto. Conclusa per tutti la sosta, ripartiamo. Gli spagnoli ci hanno avvisato che , piu' avanti la strada e' in costa e presenta alcuni tratti stretti, con neve e fango. Fino a questo momento, la pista non ha rappresentato un problema perche' non abbiamo viaggiato con dirupi da un lato nonostante godessimo di panorami mozzafiato. Purtroppo, ben presto, scopriamo che la situazione sta per cambiare , quantomeno per la percorribilita' , con un truck, di questa pista che, con un fuoristrada, puo' ricordare l'emozione di percorrere la "via del sale" in liguria. Gli ampi spazi a fianco della pista cominciano a diminuire sempre di piu' fino a quando ci troviamo a percorrere un sentiero che sale, sale sempre di piu' , senza nessuna protezione e, dove a destra hai la montagna e a sinistra lo strapiombo. Chi soffre di vertigini, a questo punto, avrebbe cominciato a non sentirsi a proprio agio e, se non avessimo gia' fatto scuola, nei percorsi effettuati con amici del club ligure 4WDPromotion (a proposito,vi voglio bene e ci mancate!), saremmo decisamente entrati in crisi. Quando le ruote a destra del truck, cominciano a calpestare i sassi a monte per cercare di avere piu' spazio possibile e il mezzo sobbalza in maniera preoccupante , dondolando anche se hai una marcia ridotta innestata e i segni dei pneumatici delle ruote a valle, distano pochi centimetri dal ciglio del dirupo...bhe, le ginocchia cominciano un po' a tremare. Il mio compito e' di guardare che non ci siano sassi dove passano le ruote mentre Davide, alla guida, cura la strada davanti e gli specchi per assicurarsi che le gomme posteriori rimangano nella carreggiata. Finalmente arriviamo dove c'e' uno slargo sufficiente per poterci fermare: un vero colpo di fortuna perche' proprio in questo frangente arrivano due Land di inglesi dietro di noi e un fuoristrada con la cellula, in senso inverso ! Pazzesco, fino ad ora non avevamo ancora incrociato nessuno. Lasciamo passare tutti i veicoli che procedono piu' veloci di noi , ci prendiamo qualche secondo per rilassarci dallo stress di affrontare strade cosi' impegnative con il truck e poi, proseguiamo per il nostro cammino. Meglio compiere ancora qualche chilometro, visto che l'andatura e' estremamente lenta e c'e' ancora luce. Davide che guida, non puo' vedere che , sulla carta che ho sul monitor davanti a me, la strada, piu' avanti, segna alcuni tornanti. Non vi nego che sono un po' preoccupata ma...indietro non si torna! Sono le 17 e fuori la temperatura scende decisamente. Abbiamo affrontato alcuni tratti dove c'erano circa 20 centimetri di neve sulla pista e alcuni tratti dove , la neve , che si e' sciolta, ha lasciato il posto all'ancor piu' insidioso fango. Le tracce dei pneumatici del camion , con le sue 12 tonnellate, sono ben evidenti sul terreno e Davide che comincia ad essere stanco a causa della tensione, dice che sente un po' scivolare il mezzo, anche se poi , ammette che forse, e' solo una sensazione ma, sapete, quando da un lato c'e' il nulla....cominci decisamente a temere per la tua incolumita'. Provo a fare con mio marito cio' che faccio sempre quando ho un alunno' di un corso fif, in macchina con me: lo rassicuro dicendo che sta guidando benissssssimo, con voce calma e suadente, anche se mi sto cag...sotto! Finalmente ci appare uno slargo segnalato da un cippo e decidiamo che e' giunto il momento di fermarci per la notte. Sono le 17,30 ma sicuramente non vogliamo affrontare il tratto con i tornanti, che vedo in mappa, senza luce, quindi ci sistemiamo in questo punto, mettiamo dei sassi per pareggiare la cellula e giriamo la chiave su off. Il truck pero' non e' perfettamente in piano ma pende un po' da un lato e, quando provo ad aprire il frigo per prendere da bere, la confezione delle uova, che aveva una posizione instabile, si apre lasciando cadere, una dopo l'altra , con effetto a rallentatore, cinque delle sei uova contenute al suo interno, tutte sul tappeto nuovo! Presa da raptus di incazzatura prendo l'ultimo uovo residuo e la scatola che lo contiene e lancio, anche quello, per completare l'opera ! I gusci rotti in piu' pezzi lasciano uscire i tuorli gialli che, alcuni sani altri rotti, si allargano sul kilim mentre l'albume gelatinoso si allarga, viscido , inondando il tappeto con la sua consistenza flaccida e trasparente. Rimango basita, immobile , senza sapere esattamente cosa fare. Davide interviene cercando di raccogliere quella poltiglia sguisciolenta con un coltello per la carne, rompendo i pochi tuorli ancora integri che, gocciolanti e fluidi, colorano di giallo-arancio nuovi angoli del tappeto. Usiamo una ciotola per raccogliere gusci , tuorli e albume che i cani divorano ghiottissimi, incuranti del fatto che siano caduti per terra e noi, tamponiamo con uno straccio imbevuto di acqua, l'intera superficie del tappeto macchiato. Davide prova anche a dire che , dopo questa azione riparatrice, i colori del tappeto sembrano ravvivati, ma poi, guardando la mia espressione , si corregge aggiungendo la frase, -"forse perche' e' bagnato"!-. Decisamente , il truck era in pendenza, ma non e' colpa di nessuno, comunque mi sono sentita un po' stupida perche' mi sono limitata a guardare le uova cadere senza neppure tentare di afferrarle! Va beh, che dire, domani sara' una giornata interessante: sapremo se, una volta asciutto, e' bastata l'acqua a pulire il tappeto e se riusciremo con HW, a superare i tornanti che incontreremo sulla nostra strada.
Leggeteci domani, per scoprirlo!
Ps: qui, nel nulla piu' totale.....abbiamo la connessione internet!


Luoghi di interesse: paesaggio
Percorso in sintesi: strada a nord verso Imilchil fino a Agoudal poi verso sud ovest verso gole Dades
Condizione delle strade: primo tratto verso nord asfalto in buono stato una corsia per senso marcia normale. Secondo tratto verso sud ovest pista sterrata battuta stretta con ampi spazi piani seguito da zona montana dove lo sterrato e' coperto di neve o fango molto stretto per camion con pochissime zone di slargo
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): presenti lungo la strada nel primo tratto
Indirizzi utili:-



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domenica 30 marzo 2014

Sosta alle gole Todrha

Data: 30 marzo 2014
Luogo di partenza: gole del Todrha
Luoghi intermedi:
Luogo di arrivo:
Km percorsi:
Spesa giornaliera:
Way points:

Resoconto
Non posso non raccontarvi della serata di ieri sera prima di dirvi di oggi. Dopo aver scritto il resoconto, essendo gia' le venti , abbiamo deciso di andare a mangiare presso i due ragazzi che ci hanno fatto parcheggiare vicino alla loro casa. Per quanto ci avessero detto loro che era un ristorante, non erano preparati alla nostra visita, probabilmente non si aspettavano che andassimo . Con un gran sorriso, prima ci hanno fatto visitare la casa che ha grandi saloni allestiti per le cene, con i soliti tappeti e cuscini e poi, visto che faceva freddo, ci hanno introdotto alla cucina e, a fianco ai fornelli, hanno posizionato ,in un angolo , due sedie e un tavolo di plastica , con una tovaglia viola. Si tratta di una famiglia composta da padre e madre sulla settantina e undici figli che lavorano piu' o meno tutti qui. Senza tanti formalismi e senza chiederci cosa volevamo, come se fossimo di casa, una delle sorelle ha cominciato a cucinare sostituita poi da uno dei fratelli maggiori che ha fatto abbrustolire dei peperoni per togliere la pelle, ha tagliato pomodori, cipolle e peperoni a fettine e ha infilato tutto in un tajine insieme a delle uova, per farle cuocere. Ci hanno quindi servito una insalata e poi un tajine di verdure cotte e uova, tipo frittata berbera. Mentre noi mangiavamo, Osama , il figlio di una sorella , di circa cinque anni, faceva capriole in cucina e il papa' tentava di far passare il cavo della tv, dalla cucina al salotto, attraverso un buco praticato nel muro, per poterla vedere anche nell'altra stanza. Solamente che , per farlo passare, aveva legato il cavo ad uno spiedino e lo spingeva dentro al foro, che era storto. Davide si e' subito prodigato per aiutarlo come ha fatto anche dopo cena, montandogli una spina che ha sottratto dalle mani dell'anziano signore, prima che facesse scoppiare un corto circuito. Terminata la cena ci hanno invitato a sederci in soggiorno dove gia' la madre e Layla, una sorella piu' giovane, si coprivano sul divano, riscaldandosi sotto una coperta di lana. Abbiamo tentato di dire che avevamo sonno ma hanno insistito affinché' stessimo li ed hanno cominciato a suonare e cantare melodie in marocchino mentre, la tv , accesa, trasmetteva un programma di musica etnica. Insomma un gran casino , ma il ritmo non mancava. Hanno fatto provare sia me che Davide a suonare i tamburi , con scarsi risultati e poi hanno continuato con ritmi sempre piu' complessi e ritmati. Tutti avevano uno strumento, chi il tamburo grande, chi il piccolo, una sorella aveva un tamburello mentre il fratello piu' grande seguiva il ritmo con i bicchierini da the.
Il padre e la madre cantavano e battevano le mani e tutta la stanza era musica e suoni. Solo verso le undici siamo riusciti ad andare a letto promettendo che questa mattina saremmo stati un po' qui.
Infatti, al risveglio, siamo andati sulla loro terrazza per fare delle riprese video e foto e poi abbiamo atteso uno dei fratelli che aveva promesso di portarci alla citta' vecchia , ma si era dileguato. Nel frattempo, un'altra sorella Aisha, divorziata e madre di Osama, mi ha chiesto in gran segreto, di scriverle una lettera in spagnolo per il suo spasimante segreto che ha conosciuto solo telefonicamente ma non ha mai incontrato . La fanciulla, una poderosa ragazza molto ridanciana, non sa scrivere e quindi, fatta la traduzione di quello che mi spiegava , con gogle, dall'italiano allo spagnolo, ho trascritto il testo a penna, su un foglio di carta che ho firmato per lei, infilando il tutto in una busta che lei ha nascosto nel vestito. Una famiglia di folli la potevamo incontrare solo noi! Sono ormai le dodici e trenta quando, con il quad , decidiamo di andare, da soli, alle gole che distano meno di dieci chilometri, per poterle fotografare, senza problemi di trovare parcheggio. Oggi, essendo domenica, c'e' molta gente in giro e i pullman scaricano decine di turisti curiosi, di tutte le razze, nei pressi di queste famose gole. In effetti sono veramente bellissime. Le montagne, dei monoblocchi giganteschi, si innalzano racchiudendo,nel mezzo, un torrente ricco di acqua gelata, nella quale i piu' folli, mettono i piedi a mollo. C'e' chi fa anche dell'arrampicata su roccia o chi ti propone un giro con il cavallo. Decine di bancarelle di souvenir berberi occupano tutto il bordo strada, lasciando passare le auto o le corriere, molto lentamente. Questa strada che prosegue verso nord, e' percorribile per circa 90 chilometri, fino ad arrivare ad una cittadina dove la strada si interseca con quella che scende verso sud, fino alle gole del Dades. Ci hanno detto che la strada e' molto panoramica e bella; sale fino ai 2400 mt ma ieri ha nevicato quindi non sappiamo se e' comodamente agibile. Tornati verso la base dove abbiamo lasciato parcheggiato HW , veniamo accolti nuovamente da tutti i fratelli che ci chiedono se vogliamo pranzare. Sono le 15 e accettiamo di mangiare degli spiedini di tacchino e delle verdure cotte. I due bambini, Osama e sua cugina piu piccola, non ci mollano un secondo e vanno con Davide a fare un giro in quad. L'intera famiglia desidera provarlo e quindi inizia la sequela di mini tour con il quad in due, o anche in tre. Cerchiamo di salutarli per partire ma insistono affinché, questa sera, rimaniamo per fare una grande festa in musica e non accettano ragioni. Aspettiamo il tramonto per fare un giro nel palmeto e raggiungere la citta' vecchia. Nulla di particolare, e' piu' bella a distanza , mentre il palmeto e' molto rigoglioso. Questa sera non ceniamo perche' dopo il pranzo delle 16 siamo ancora satolli e quindi viene meno la "grande festa musicale". Ci limitiamo a bere un the e fare quattro chiacchiere scherzose fino alle undici con Abdul , le due sorelle e la mamma, sempre davanti al gracchiante televisore acceso su un canale di musica.
Buon inizio settimana a tutti !

Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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Meski-Tinerhir (gole todrha)

Data: 29 marzo 2014
Luogo di partenza: Meski
Luoghi intermedi: Er-Rachidia,Rich,Mzizel,Amellago,Goulmina
Luogo di arrivo: Tinerhir
Km percorsi: km 280
Spesa giornaliera: 0
Way points: lago: N32 00,075 W 4 29,349
gole: N 32 04,911 W 4 23,006
tunnel legionario: N 32 10,290 W 4 22,065
cicogne: N 32 15,515 W 4 30,631
gole: N 31 55,611 W 4 58,745
ksar goulmina: N 31 41,369 W 4 56,545
sosta per la notte: N 31 31,854 W 5 32,938


Resoconto
Oggi, come gia' capitato in altre giornate, il resoconto deve tentare di descrivere le bellezze del paesaggio piu' che qualche accadimento in particolare, in quanto abbiamo trascorso quasi l'intera giornata in truck, guidando lentamente e ammirando il mondo che ci si presentava con miraggi diversi ,ad ogni curva. Partiti verso le dieci del mattino dopo aver salutato gli amici del campeggio di Meski , con la promessa di non far trascorrere altri sette anni prima di ritornare a trovarli, abbiamo preso la strada verso nord, in direzione Er - Rachidia, cittadina non particolarmente interessante, che abbiamo superato senza soste, dirigendoci verso nord, per poter ammirare un paesaggio che ci ha stupito per la sua bellezza. Dopo una serie di curve in salita, in mezzo a montagne rocciose dal color ambrato, improvvisamente, siamo stati folgorarti dall' azzurro cristallino delle acque del lago artificiale che si e' formato in questa zona, grazie ad una diga. Una serie di isolette pietrose galleggiavano in mezzo all'acqua che, illuminata dai raggi del sole, sembrava quasi quella del mare di sardegna e si mischiava con l'azzurro del cielo. La profondita' dell'immagine che ci ha deliziato, e' stata arricchita da alcune nuvole che, prima hanno disegnato il paesaggio quasi a farlo sembrare un dipinto, poi pero' , hanno oscurato i raggi del sole, negando luminosita' ai colori che , improvvisamente si sono come spenti. Siamo comunque scesi fino alla riva del lago con una strada sterrata che dalla via asfaltata scende leggermente piu' in basso e abbiamo fatto giocare Hogan e Niky che, come fanno sempre, si sono lanciati in folli corse, con la seria intenzione di bagnarsi. Richiamati immediatamente sia perche' la temperatura oggi e' fredda (ci sono 14 gradi), sia perche' c'e' corrente e i nostri cani non sono provetti nuotatori, dopo alcuni minuti siamo risaliti su HW, per continuare l'itinerario. Poco piu' avanti le meravigliose gole du ziz ci si sono parate davanti a noi ad anticipare la visione che si puo' godere passando attraverso il tunnel del legionario: una breve galleria che, come in un mirino, ti mostra il paesaggio fantastico di queste montagne, come da un obbiettivo di una macchina fotografica. Ovviamente, con le telecamere del truck abbiamo filmato tutto e non mancheremo di metterlo in rete, appena torneremo in Italia. Purtroppo siamo sfortunati: le nuvole bianche che prima si limitavano a rendere piu' disegnato il cielo, ora lo stanno completamente coprendo e un vento abbastanza forte, sta portando verso di noi nuvoloni grigi carichi di pioggia. Vi sara' capitato migliaia di volte di osservare i colori quando , davanti a voi si prepara il temporale ma, nascosto da qualche parte, il sole riesce ancora a regalare colori virati al paesaggio...bhe questa e' la visione che abbiamo davanti, mentre ci dirigiamo verso Rich. I campi verdi e le montagne ocra, cambiano i loro colori diventando verde acido e rosa, mentre il cielo e' in alcuni tratti ancora azzurro ed in altri di un cupo impressionante. Comincia a gocciolare mentre superiamo la cittadina per invertire il senso di marcia da nord verso sud ovest, allo scopo di raggiungere Goulmina prima e, l'imbocco delle gole du Todrha , poi. Un primo tratto di strada che non puo' competere con il fascino di quella appena percorsa, lascia dopo un po' di chilometri, spazio ad un altro tratto di viaggio, diversamente interessante.Davide ha battezzato questo luogo con il nome di "valle del nulla" perche', intorno a noi, a vista d'occhio, solo una vallata piatta in mezzo a montagne disegnate , senza vedere nulla di altro, isolata, come nel nulla e come se intorno non dovesse esistere altro. Ma dell'altro ci attendeva piu' avanti: ancora magnifiche gole e verdi palmeti fra i monti , ogni volta diversi, ogni volta piu' belli. Giungiamo a Goulmina e, seguendo l'indicazione di un cartello, imbocchiamo una via stretta che ci conduce fino all'entrata dello Ksar che qui, a differenza della maggior parte delle altre citta' ,e' ancora in buono stato ed abitato da molte persone. Veniamo subito fermati da un passante che si offre come guida ma sono le 17 e desideriamo arrivare fino alle gole del Todrha , per questa sera, prima che faccia buio. Rinunciamo alla visita ma ci appuntiamo il wp per il nostro prossimo viaggio in Marocco. Prevedo gia' che, se dovessimo tornare in questo magnifico paese, la prossima volta' sara' per sei mesi, durata max del visto (rinnovabile uscendo dal paese e rientrando). La strada che da Goulmina porta verso Tirnehir, prima delle gole che visiteremo domani, e' poco interessante: scura e piatta ma a percorrenza veloce quindi copriamo i finali 50 chilometri in una oretta. Quando troviamo il cartello che indica le gole, imbocchiamo la strada e , mentre ormai la luce sta svanendo, rimaniamo colpiti da uno scorcio panoramico che ci folgora. Le case arroccate sulla montagna, tutte di colori che spaziano fra il rosa, il tortora e il panna, si mimetizzano perfettamente con la montagna stessa . Sembra trattarsi di un paesaggio naturale senza opere umane, come se fosse stato creato cosi' ,tanta e' la sua bellezza. La luce e' ormai scarsa e forse questo aiuta a rendere tutto omogeneo ma non possiamo che fermarci qui a trascorrere la notte, aspettando domani, per fare delle foto incredibili e riportarvele. Un ragazzo che ha un ristorante ci offre di parcheggiare a lato del suo locale e ci chiede se abbiamo bisogno di acqua o elettricita' . Ci chiede se ci va di andare a mangiare nel suo ristorante ma senza farci sentire in obbligo. Sempre estremamente educati e gentili, offrono ospitalita' in cambio di sorrisi e di quattro chiacchere. Qui ci si sente ...a casa; anche se dormi sul lato di una strada, ti senti sicuro e non hai mai la sensazione di essere minacciato ma, quasi protetto e coccolato perche' tutti o quasi, sono pronti a darti una mano ! Dovremmo tornare ad imparare da loro perché, purtroppo, noi ci siamo dimenticati cosa vuol dire" fare qualcosa per nulla". Oggi ringrazio il cielo, ringrazio Dio, qualunque Dio, di qualunque religione, per aver regalato a noi umani un mondo cosi' bello, sciupato solo da noi stessi, dalla nostra stupidita', dalla nostra sporcizia. Un mondo che dovremmo imparare a conservare di piu' ricordandoci che, anche se siamo lontani dalla nostra patria, noi siamo cittadini del mondo e non italiani o tedeschi o francesi o americani. Noi siamo cittadini di tutto il mondo; ovunque noi ci troviamo , quello e' il nostro mondo, per cui ...preserviamo per noi stessi e per chi verra' dopo !
Scusate la manfrina ma, l'unica cosa che stonava oggi, in un paesaggio ideale, era la plastica variopinta delle buste che , purtroppo, sventolano agganciate agli arbusti, come tristi bandiere o dei contenitori abbandonati dopo l'uso che giacciono sul terreno. Purtroppo la spazzatura viene ammucchiata in discariche fuori dai villaggi e bruciata, ma il vento, quando non lo fa l'uomo,talvolta, disperde i materiali in giro e questi rimangono per l'eternita' a insudiciare la bellezza del paesaggio, senza che nessuno si prenda cura di porci rimedio. Il piu' delle volte sono le persone del posto a fare questo ma non sono mancate le occasioni in cui i turisti, autorizzati dal fatto di non essere a casa propria, oppure che gli africani lo fanno per primi, gettino la loro immondizia in giro, come se questo posto non appartenesse anche a loro. Mi permetto quindi di dire a tutti noi viaggiatori, io per prima, di tentare di preservare la bellezza di cio' che vediamo e apprezziamo e di insegnare a chi non lo fa perche' non lo capisce, che una carta la si puo' conservare anche in tasca, fino a quando non si trova il luogo adatto per buttarla.
Buon we ...ecologico!

Luoghi di interesse: Lago artificiale, Gole du ziz, tunnel legionario, tutta la strada panoramica da Rich fino a Er Rachidia, strada da Amellago fino a goulmina. Ksar goulmina
Percorso in sintesi: straordinario percorso panoramico che continua la strada di ieri dalle gole du ziz a salire verso nord . Magnifico lago artificiale pochi chilometri do Er Rachidia seguito dalle gole e dal tunnel del legionario. Da Rich verso sud bello ma non particolare. Riprende interesse nel tratto fra Amellago e goulmina. La strada statale N10 da Goulmina fino all'imbocco della strada per le gole del Todrha non presenta interesse . Magnifico il panorama nel punto sosta x la notte.
Condizione delle strade: asfaltate in buono stato.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): frequenti
Indirizzi utili:-



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sabato 29 marzo 2014

Erfoud - Meski

Data: 28 marzo 2014
Luogo di partenza: Erfoud
Luoghi intermedi: oasi du ziz
Luogo di arrivo: Meski (souce bleu)
Km percorsi: km 66
Spesa giornaliera: dh 64= euro 5,69
Way points: negozio fossili: N31 27,047 W 4 13,568
panorama: N 31 47,394 W 4 14,320
source blu (campeggio): N 31 51,403 W 4 16,908


Resoconto
Partiti tardi questa mattina,verso le ore 12, abbiamo deciso di prendere verso nord la strada che giunge ad Er-rachidia, percorrendo le oasi du ziz, un percorso estremamente panoramico caratterizzato da montagne rocciose su entrambi i lati e tutta una serie di oasi con palmeti e vecchi ksar in mezzo. Sul tratto a nord di Erfoud, abbiamo riconosciuto il negozio di fossili dove, nel 2007, avevamo acquistato il lavandino montato nella nostra casa di bologna. Si tratta di un lavandino in marmo contenente molte conchiglie fossili che avevo costretto Davide a comperare, lottando con tutte le forze per caricarlo sul pajero corto che, all'epoca, trasportava noi due e Hogan, di sei mesi! La zona e' quella dove e' facile trovare manufatti del genere e, nel caso , su richiesta, questi negozianti che hanno il laboratorio, possono eseguire i lavori con misure e disegni particolari. Inoltre, un lavandino che all'epoca pagai 300 euro, in europa e' introvabile e costerebbe moltissimo. Accostiamo sul ciglio della strada ma poi decidiamo di non entrare perche' non dobbiamo acquistare nulla e sarebbe solo una perdita di tempo fermarci nel negozio. La zona piu' a nord , e' molto verde ed oltre alle palme si trovano anche diverse coltivazioni di grano. Ci sono alcuni punti panoramici decisamente interessanti ; uno in particolare in cui la montagna, sui due lati, si avvicina fino a stringersi e formare un canale contorto, mi ha ricordato il colorado river negli USA, solo che qui, invece che l'acqua, sul fondo ci sono le palme.
Un tragitto veloce grazie alla strada asfaltata nuova che corre a fianco di quella vecchia che, piu' bassa, costeggiava le palme. Giunti a Meski, abbiamo voluto fare un salto a rivedere la sorgente blu che si trova all'interno del campeggio del villaggio. Conosciamo questo posto sempre grazie alla nostra prima visita e ci ricordiamo di un marocchino, proprietario di un negozio, qui, presso il camping e del suo giovane figlio, Mohamed. Scesi al campeggio dopo aver comperato il pane e delle noccioline da un simpaticissimo vecchietto sdentato che ha il negozio sulla strada sopra il camping e che, prendendomi in simpatia, mi ha donato una manciata di ottimi datteri, chiediamo ai negozianti di Mohamed anche se, essendo trascorsi sette anni e' difficile che lo riusciamo a riconoscere o che lui si ricordi di noi.
Inoltre, differentemente da quanto ricordavo, ci sono piu' negozi in campeggio, uno a fianco all'altro ma, mentre stavo parlando con un giovane all'interno di uno di questi negozi, entra un ragazzo alto e smilzo, mi guarda e mi dice che lui, si ricorda di me. Io gli rimembro di Hogan e del fatto che eravamo andati con suo papa' nel deserto e lui si ricorda che suo papa' era dovuto stare dietro sdraiato con hogan perche avevamo solo due posti nel pajero! Incredibile! Come fa un ragazzo , che all'epoca aveva quindici anni, a ricordarsi di noi due che siamo stati qui, solo per tre giorni ! Ci fa una festa incredibile e ci invita per un the nel negozio e per un tajine a cena. Non era nelle nostre intenzioni fermarci qui a dormire ma, ad un salto nel passato, ad un "amarcord" di momenti sereni , non si puo' rinunciare. Sono le 16 e parcheggiamo nel campeggio che ospita la sorgente dove si trova anche una piscina con le sue acque e dove i ragazzi, d'estate, si divertono a tuffarsi e a rinfrescarsi dalla calura. Ora la temperatura e' fresca,anche perche' la giornata e' nuvolosa e ci costringe a ritirare fuori il maglione che pensavamo non avremmo piu' indossato; d'altronde sento che in italia il tempo e' pessimo e le temperature sono tornate basse. Dopo i baci e abbracci con il figlio, giunge anche il padre e la cerimonia di benvenuto, si ripete. Sono persone molto ospitali e disponibili e parlano italiano abbastanza bene. Oltre al negozio che e' la loro base operativa, ora organizzano una serie di tour, non solo nel deserto, ma in giro per il marocco e collaborano con tour operator italiani specializzati per i viaggi in camper o off road. Se qualcuno avesse bisogno di una guida vi consigliamo di rivolgervi a loro perche' sono onesti e molto competenti ed inoltre, parlando la nostra lingua, diventa piu facile capirsi.
Proviamo a guardare nel loro negozio dove e' possibile trovare tutta una serie di oggettistica berbera e tappeti, per il terzo tappeto che vorrei mettere sul truck ,ma visto che ho un'idea precisa di cosa desidero, purtroppo, non ho trovato nulla che si avvicinasse a cio' che cercavo anche se i tappeti che mi hanno mostrato, sono fantastici e ad un prezzo interessantissimo. Decidiamo di fare una passeggiata sulla stradina nel palmeto del villaggio fra tutte le sorgenti, nei campi coltivati, verso la kasba. Ci sono palme ovunque e pare quasi una foresta. Donne lavano la lana nell'acqua mentre altre tagliano le foglie secche delle palme . Tutto e' molto rigoglioso e ricco e il rumore delle sorgenti che fanno scorrere le loro acque, pure e limpide, nei canali, sono deliziose.Giunte le 19 andiamo a cena a casa di Mohamed, nel villaggio. La casa e' bellissima e organizzata per ospitare, in grandi sale, cene anche con 50 persone. La mamma di Mohamed cucina egregiamente e dopo un'ottima e freschissima insalata mista dove, per la prima volta c'era anche una simil lattiga, il tajine che ci hanno offerto era speciale: ricco di papate, carote, fagiolini, fave e pollo, con un gusto speziato particolare, forte, dove prevaleva il cumino, uno dei migliori assaggiato fino ad ora, insieme a quello preso a merzouga , che pero' era piu' delicato.
Dopo cena siamo rientrati al buio in campeggio, che dista qualche centinaio di metri dalla casa e, fortunatamente, abbiamo evitato la pioggia che, poco dopo, ha cominciato a scrosciare . Bella giornata! Peccato non fermarci di piu'...

Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi: strade panoramiche lungo il fiume ziz con palmerai fino a giungere a Meski famosa per le sorgenti.
Condizione delle strade: strada asfaltata in buone condizioni che costeggia la vecchia strada a fianco alle palme
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): frequenti nei centri abitati

Indirizzi utili: Per organizzazione tour nel deserto e in giro x marocco+ negozio: camping Source bleue Meski - Depot Berbere- sig. Najjari Abdelhadi- Ksar Meski Errachidia. email: abdelmeski@gmail.com tel 00212 6 62351811 fax 00212 535882520
Fb: Mohamed Najjari momobleue@hotmail.com


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venerdì 28 marzo 2014

Merzouga - Erfoud

Data: 27 marzo 2014
Luogo di partenza: merzouga
Luoghi intermedi: Rissani
Luogo di arrivo: Erfoud
Km percorsi: km 94
Spesa giornaliera: Dh 1916,55= euro 175,17
Way points: sosta x la notte : N 31 25,640 W 4 17,507

Resoconto
La circumnavigazione dell' erg Chebbi non presenta particolari problemi se si costeggiano le dune, rimanendo fuori da esse. Abbiamo seguito le tracce del file francese ma non e' difficile compiere questo tragitto, anche senza indicazioni. Esiste una pista larga e di sabbia compatta, senza dune che ti porta a girare tutto intorno alle dune piu' alte. Devo dire che la zona piu' bella dell'erg Chebbi, a nostro parere, e' quella dove ci eravamo fermati noi, a pochi chilometri dal paese di Merzouga perche' presentava dune alte ma anche piu' basse e agibili con il quad . Questa zona piu' remota, invece, presenta dune molto alte , sul tipo dell' Algeria e , a fianco, dunette bassissime, di quaranta cinquanta centimetri, tipo dossi, con vegetazione ad arbusti, abbastanza diffusa. La pista che abbiamo percorso, nella parte terminale, conduce sia a Rissani che, prolungando il tratto in fuoristrada, a Erfoud, ma si tratta , sul finire, di una pista di sterrato duro e nero, con nulla di particolare da vedere. Abbiamo preferito prendere, all'altezza di Rissani, l'asfalto che, velocemente ci ha condotto fino a destinazione, per pausa pranzo. Volendo fare il pieno di acqua, occorre anche fare gasolio, altrimenti i benzinai, non ti permettono il rifornimento quindi, dopo aver prelevato , abbiamo fatto il pieno e deciso di fermarci ad assaggiare, in un ristorantino sulla via di passaggio, la pizza berbera che puo' essere al pollo, alla carne o vegetariana. Il proprietario del ristorante mi ha anche condotto a vedere,il forno dove la preparano e , il risultato e' ( noi abbiamo preso quella al pollo), una specie di focaccia, una torta salata di pane, farcita con pollo, spezie, patate, cipolle ...molto saporita e gustosa...decisamente buona. Dopo pranzo siamo stati condotti dal proprietario del locale, al mercato che si trova proprio vicino al ristorante, ad acquistare, presso il negozio di suo padre, una serie di spezie . Il negozio era molto ben strutturato, con centinaia di barattoli in vetro contenenti spezie di ogni tipo, colore ed aroma. Vassoi ben allestiti con le spezie non tritate venivano proposti in bella mostra : raccoglievano l'insieme delle spezie da mettere nel the oppure quelle medicinali o quelle per cucinare....veniva voglia di comperare tutto. Ci siamo limitati ad acquistare il cumino , in marocco usato moltissimo nelle pietanze, un mix di spezie piccanti e un altro mix, il piu' pregiato, fatto con 41 spezie differenti che puo' essere usato sia per cucinare ma anche curativo, per i reumatismi o con il miele...insomma una variante, al piu' commerciale "olio 21" che la maggior parte delle fanciulle conosceranno, in italia.
Alla fine, visto che non abbiamo mercanteggiato sul prezzo, cosa incredibile per noi e per loro, il proprietario dell'emporio, ci ha fatto, di sua spontanea volonta' , uno sconto di 5 dh e un omaggio di un sacchettino contenente spezie balsamiche per aiutare la respirazione, quando si ha il raffreddore. Tornati al truck abbiamo preso la strada per uscire dal paese al fine di cercare una sistemazione tranquilla per la notte, ma con internet. La zona non offre location di particolare interesse paesaggistico e non vogliamo allontanarci troppo dal villaggio per non perdere la connessione. Ci accontentiamo di stare a bordo strada, in uno slargo ampio e battuto in terra sabbiosa, dove i cani possono correre un po' e io dedicarmi a preparare la cena ....questa sera .......pasta e fagioli,....in busta ...."segreti della nonna" della Knorr ! Beh, non strabuzzate gli occhi, qui i fagioli non li vendono e poi, non sono neanche tanto male ! A domaniiiiiiiiii

Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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mercoledì 26 marzo 2014

Sosta a merzouga

Data: 25 - 26 marzo 2014
Luogo di partenza: sosta a merzouga
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: km 10 (quad)
Spesa giornaliera: Dh 159 = Euro 14,14
Way points:

Resoconto
Pubblico un unico resoconto per la giornata di ieri e quella di oggi poiche',la sosta nel deserto ,porta ad un idilliaco relax: le ore passano veloci , senza fare nulla di particolare se non trastullarsi nei propri pensieri e sensazioni. Abbiamo montato il tendalino di HW , il tavolo e le sedie ponendo, sotto, la stuoia (finalmente anche Davide ha ammesso che e' stato un utile acquisto), e ci godiamo il silenzio e la quiete che il deserto ti puo' regalare , se sei in pace con te stesso. Le ore del mattino sono le piu' fresche ed e' piacevole fare colazione fuori, osservando i cammelli girovagare lenti fra le dune mentre la Niky li osserva in assetto da caccia. Per esempio, proprio ora, eludendo la sorveglianza di Davide, con passo da giaguaro, si e' furtivamente avvicinata ad un cammello che , distaccato dal gruppo, camminava lento, da solo, mentre Hogan, con due calzini sulle zampe a causa di una leggero arrossamento dei polpastrelli, si e' rifugiato in cabina a sonnecchiare.
Unica attivita' della giornata e' la passeggiata in quad ,di una ventina di minuti, verso il paese di Merzouga in cerca della connessione internet, per fare le consuete chiamate . Ieri siamo saliti su una duna ma , dopo la prima chiamata, un vento abbastanza forte, sembra aver spostato il segnale, tanto da non riuscire piu' a chiamare. Funzionano le mail e fb quindi, almeno , riceviamo qualche notizia. La passeggiata di ieri, sulla via del ritorno, ci ha portato a sostare in un piccolo accampamento-ristoro, indicato sulla pista con un cartello azzurro e la scritta "area di riposo". Si tratta di tende berbere e un allestimento con cuscini e seggiolini, molto gradevole. E' suddiviso in varie zone, in funzione di vari gruppi di clienti e, un'area di queste, presenta anche uno spazio cucina tradizionale, con un forno per il pane e un braciere per cucinare il tajine o grigliare le broschette. Un altra tenda, allestita con materassi, serve per ospitare clienti per la notte e la presenza di un pozzo di 11 metri, con una pompa, garantisce acqua per lavarsi e per il wc. Il titolare, ha posto al centro del campo, una piccola fontanella per dar da bere agli uccelli che, con i suoi zampilli di acqua, sembra una piccola cascatella. Una cucina con fornelli e frigo alimentati da pannelli solari,un grande spazio per il falo' con sgabelli tutt'intorno e l'orto per le verdure, completano la struttura che, come ci racconta il proprietario, e' per poca gente, tranquilla e, garantisco personalmente, i piatti che servono, sono ottimi ! Noi abbiamo provato il tajine di pollo e quello di kefta che ci sono stati serviti con patatine fritte, piatto di melanzane e ceci, le solite olive speziate, e macedonia di mela e arancia. Il posto di ristoro dista circa 500 mt da dove ci siamo fermati con il truck, sembra quindi il nostro 'ristorante" sotto casa! Il pomeriggio ha le ore piu' calde, almeno fino alle 16,30-17, quando il sole comincia ad abbassarsi, colorando le dune con toni dall'ocra al rosa. Davanti al nostro campo c'e' quella che chiamano la montagna nera, una collinetta alta piu' o meno trecento metri rispetto alla nostra posizione (siamo a 703 mt), dove e' possibile salire per ammirare lo splendido paesaggio che la circonda. Le mosche, sono l'unico elemento di disturbo, fino al tramonto. Continuano incessanti a ronzarti attorno e infastidirti con il loro tocco e il loro ronzio; se si alza un po' di vento, diminuisco ma, appena l'aria si ferma, tornano a dar noia, a noi e ai cani! Quando la temperatura diminuisce, spariscono come per incanto! Quando il sole cala dietro alle dune piu' alte, tutto e' decisamente immobile . Come si sta bene seduti sulle nostre seggiole da campo per un aperitivo, prima di rientrare nel truck. Il deserto puo' destare varie emozioni, lo si puo' amare od odiare, si puo' avere paura di lui o tuffarsi nella serenita' che ognuno di noi puo' ritrovare in questo ambiente. Non c'e' bisogno di fare nulla qui, solo gustare questo ambiente magari leggendo un buon libro o rompendo il silenzio con il rombo del quad, mentre voli sulle dune piu' alte per guardare un universo fatto di sabbia dove ogni punto e' diverso dagli altri e, sempre in movimento, danza formando figure morbide e voluttuose, che non ritroveremo mai piu' uguali ,quando le osserveremo una seconda volta.


Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
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Sosta a merzouga

Data: 25 - 26 marzo 2014
Luogo di partenza: sosta a merzouga
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: km 10 (quad)
Spesa giornaliera: Dh 159 = Euro 14,14
Way points:

Resoconto
Pubblico un unico resoconto per la giornata di ieri e quella di oggi poiche',la sosta nel deserto ,porta ad un idilliaco relax: le ore passano veloci , senza fare nulla di particolare se non trastullarsi nei propri pensieri e sensazioni. Abbiamo montato il tendalino di HW , il tavolo e le sedie ponendo, sotto, la stuoia (finalmente anche Davide ha ammesso che e' stato un utile acquisto), e ci godiamo il silenzio e la quiete che il deserto ti puo' regalare , se sei in pace con te stesso. Le ore del mattino sono le piu' fresche ed e' piacevole fare colazione fuori, osservando i cammelli girovagare lenti fra le dune mentre la Niky li osserva in assetto da caccia. Per esempio, proprio ora, eludendo la sorveglianza di Davide, con passo da giaguaro, si e' furtivamente avvicinata ad un cammello che , distaccato dal gruppo, camminava lento, da solo, mentre Hogan, con due calzini sulle zampe a causa di una leggero arrossamento dei polpastrelli, si e' rifugiato in cabina a sonnecchiare.
Unica attivita' della giornata e' la passeggiata in quad ,di una ventina di minuti, verso il paese di Merzouga in cerca della connessione internet, per fare le consuete chiamate . Ieri siamo saliti su una duna ma , dopo la prima chiamata, un vento abbastanza forte, sembra aver spostato il segnale, tanto da non riuscire piu' a chiamare. Funzionano le mail e fb quindi, almeno , riceviamo qualche notizia. La passeggiata di ieri, sulla via del ritorno, ci ha portato a sostare in un piccolo accampamento-ristoro, indicato sulla pista con un cartello azzurro e la scritta "area di riposo". Si tratta di tende berbere e un allestimento con cuscini e seggiolini, molto gradevole. E' suddiviso in varie zone, in funzione di vari gruppi di clienti e, un'area di queste, presenta anche uno spazio cucina tradizionale, con un forno per il pane e un braciere per cucinare il tajine o grigliare le broschette. Un altra tenda, allestita con materassi, serve per ospitare clienti per la notte e la presenza di un pozzo di 11 metri, con una pompa, garantisce acqua per lavarsi e per il wc. Il titolare, ha posto al centro del campo, una piccola fontanella per dar da bere agli uccelli che, con i suoi zampilli di acqua, sembra una piccola cascatella. Una cucina con fornelli e frigo alimentati da pannelli solari,un grande spazio per il falo' con sgabelli tutt'intorno e l'orto per le verdure, completano la struttura che, come ci racconta il proprietario, e' per poca gente, tranquilla e, garantisco personalmente, i piatti che servono, sono ottimi ! Noi abbiamo provato il tajine di pollo e quello di kefta che ci sono stati serviti con patatine fritte, piatto di melanzane e ceci, le solite olive speziate, e macedonia di mela e arancia. Il posto di ristoro dista circa 500 mt da dove ci siamo fermati con il truck, sembra quindi il nostro 'ristorante" sotto casa! Il pomeriggio ha le ore piu' calde, almeno fino alle 16,30-17, quando il sole comincia ad abbassarsi, colorando le dune con toni dall'ocra al rosa. Davanti al nostro campo c'e' quella che chiamano la montagna nera, una collinetta alta piu' o meno trecento metri rispetto alla nostra posizione (siamo a 703 mt), dove e' possibile salire per ammirare lo splendido paesaggio che la circonda. Le mosche, sono l'unico elemento di disturbo, fino al tramonto. Continuano incessanti a ronzarti attorno e infastidirti con il loro tocco e il loro ronzio; se si alza un po' di vento, diminuisco ma, appena l'aria si ferma, tornano a dar noia, a noi e ai cani! Quando la temperatura diminuisce, spariscono come per incanto! Quando il sole cala dietro alle dune piu' alte, tutto e' decisamente immobile . Come si sta bene seduti sulle nostre seggiole da campo per un aperitivo, prima di rientrare nel truck. Il deserto puo' destare varie emozioni, lo si puo' amare od odiare, si puo' avere paura di lui o tuffarsi nella serenita' che ognuno di noi puo' ritrovare in questo ambiente. Non c'e' bisogno di fare nulla qui, solo gustare questo ambiente magari leggendo un buon libro o rompendo il silenzio con il rombo del quad, mentre voli sulle dune piu' alte per guardare un universo fatto di sabbia dove ogni punto e' diverso dagli altri e, sempre in movimento, danza formando figure morbide e voluttuose, che non ritroveremo mai piu' uguali ,quando le osserveremo una seconda volta.


Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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Rissani - Merzouga

Data: 24 marzo 2014
Luogo di partenza: Rissani
Luoghi intermedi: circuito turistico
Luogo di arrivo: wp: N 31 03,576 W 3 58,770
Km percorsi: km 67
Spesa giornaliera: Dh 13 = euro 11,16
Way points: Merzoua : N 31 05,776 W 4 00,779
gasolio: N 31 08,190 W 4 03,115
acqua: N 31 16,264 W 4 14,567
riad : N 31 16,242 W 4 14,504
acqua: N 31 14,400 W 4 13,361


Resoconto
Il luogo scelto per la notte, come sempre, si e' rivelato tranquillo e silenzioso e nessuno e' venuto a disturbarci. Questa mattina, verso le dieci siamo ripartiti, in direzione Merzouga. Abbiamo completato il giro del circuito turistico, una strada asfaltata che gira sotto Rissani per qualche chilometro, in mezzo ai palmeti, attraversando un paio di villaggi. Lungo il percorso siamo rimasti colpiti da un riad in ristrutturazione e ci siamo fermati per visitarlo. Presenta alcune parti in buono stato e altre decisamente in disuso, un pozzo, alcune porte tutte intarsiate e alcune stanze finite. Continuato il nostro giro, abbiamo scoperto che la pista che intendevamo prendere, al posto della strada asfaltata, correva , nella parte iniziale, in mezzo a delle case ma, ci sembravano molto ravvicinate e rischiavamo di non riuscire a passare. Abbiamo quindi optato per imboccare la via asfaltata che, in una quarantina di chilometri, ci ha portato a Merzouga. Il paesaggio e' curioso: sulla destra montagne rocciose scure e, sulla sinistra , in lontananza, si cominciano a vedere, dune gialle di sabbia, alte e ondulate come a contorcersi, in un movimento di danza. Man mano che ci avvicinavamo alla localita' le dune divenivano decisamente piu' alte ma dal monitor del gps, sulla foto satellitare, potevamo vedere che l'erg chebbi e' una area abbastanza piccola, rispetto al deserto a sud di Zagora. Esiste anche una pista che, seguendo il confine con Algeria unisce le due localita' ma, non avendo notizie in merito a quest'ultima, abbiamo preferito non affrontarla da soli. Giunti a Merzouga abbiamo constatato che si tratta di un villaggio molto turistico: alberghi, camping, ristoranti a iosa e per tutti i gusti. Non c'e' tantissima affluenza in questo momento ma, abbiamo appena evitato una delle tappe del raid delle gazzelle che si spostava da qui a Zagora. E' l'ora di pranzo e ci,accostiamo alla sabbia per fermarci e preparare da mangiare. Oggi una pietanza veloce, due uova sbattute con pomodoro, olive piccanti e una pagnotta appena acquistata fresca e fragrante. Macedonia di arance e banane e il solito caffè con la moka. Terminato il pranzo la temperatura esterna e' troppo elevata e ci dedichiamo a un riposino. Qui, in paese, c'e' la connessione internet ma allontanandoci viene meno. Verso le 15 , ci spostiamo su una pista battuta che gira intorno alle dune alte e passa fra queste e una montagna nera, di pietra lavica. Circa a meta' della circumnavigazione del perimetro dell'erg, individuiamo uno spiazzo fra alcune dune piu' basse dove poter fare campo con il truck per un paio di giorni, usando il quad per gli spostamenti e per giocare sulle dune, dove e' decisamente impossibile salire con qualsiasi altro mezzo motorizzato. Montiamo il tendalino di HW e sfoderiamo , per la prima volta, la nuova stuoia sulla quale posizioniamo tavolo e sedie. Abbiamo preparato proprio un bel campo e solo più tardi ci renderemo conto che non abbiamo portato neppure una luce da esterno, per illuminare fuori.
Prendiamo il quad e cominciamo a fare dei giri sulle dune. La sabbia e' diversa rispetto al deserto di Zagora ma la potenza del mezzo ci porta anche sulle dune piu' alte. Cominciamo a scattare foto, a noi e al paesaggio e dopo una oretta, torniamo alla base. Mi viene in mente di usare il panasonic portatile per sfruttare la connessione guidando il quad , per ritornare verso Merzouga e, di corsa perche' il sole e' gia' tramontato, percorriamo la via per cercare internet. Il segnale pero' e' molto debole e non ci consente un buon collegamento per inviare materiale o telefonare . Ritenteremo domani, in mattinata, tornando al villaggio mentre, velocemente, perche' ormai e' buio, ripercorriamo la pista a ritroso per ritrovare il truck, senza luce.
Vediamo in lontananza le bande luminose e ci direzioniamo mentre, sulla nostra stessa pista, corrono altri quattro fuoristrada, diretti con i turisti in qualche campo limitrofo. Hogan e Niky ci aspettano piagnucolosi e ci inondano di baci quando gli apriamo la porta. Metto in forno una lasagna per una mezzora e mi dedico al resoconto giornaliero cosi, tanto per ingannare l'attesa ! Buona cena a tutti!


Luoghi di interesse: Merzouga, deserto
Percorso in sintesi: circuito turistico asfaltato nella palmerai seguito da strada asfaltata fino a merzouga. Poi seguire pista che aggira le dune in senso antiorario fino ad arrivare fra la grande duna e la duna nera.
Condizione delle strade: buone
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati e a merzouga
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): tantissimi a merzouga
Indirizzi utili:



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domenica 23 marzo 2014

Timasla -Rissani

Data: 23 marzo 2014
Luogo di partenza: Timasla
Luoghi intermedi: Igdaoun, Oulad Atmane, Nekob, Tazzarine, Alnif
Luogo di arrivo: Rissani
Km percorsi: km 258
Spesa giornaliera: Dh 54 = euro 4,80
Way points: strada stretta: N 30 35,669 W 6 08,339
passaggio: N 30 37,270 W 6 09,932
Nekob: N 30 52,178 W 5 51,723
Alnif: N 31 06,426 W 5 10,582
sosta x la notte : N 31 16,000 W 4 17,123


Resoconto
Il villaggio di Timasla offre qualche possibilita' per fare delle riprese video e quindi, questa mattina, approfittiamo per fare un breve giro, accompagnati dai bambini del paese. Oggi e' domenica e le donne sono tutte a fare il bucato al fiume. Insieme ai bimbi c'e' anche un ragazzo di diciotto anni che parla francese e pare particolarmente attratto dalla sottoscritta (che posso essere sua madre!). Il giovinastro, tenta di condurmi distante da Davide,che e' preso dai bimbi e mi chiede di scattarci foto insieme, con il suo cellulare e, in maniera discreta, poggia la sua guancia a fianco della mia e mi abbraccia, approfittando per poggiare la sua mano sui miei fianchi ("burrosi", come dice la mia amica Mary). Una volta, due volte, poi gli spiego che mio marito e' geloso ed evito di appartarmi perche' non vorrei che eccedesse nelle sue attenzioni e mi dovessi trovar costretta a riportarlo alla ragione, con un manrovescio. Ovviamente Davide , che si e' accorto, sogghigna malizioso affermando che, per come sono vestita io, rispetto alle donne del posto, e' come se fossi nuda e chissà quali fantasie ho scatenato nella giovane mente del fanciullo, e suggerisce ipotesi sconce su cosa se ne fara' delle foto ! Finito il tour del paese e lasciato l'indirizzo mail al mio nuovo spasimante per poterci scrivere, partiamo. La strada della pista pero', si rivela ben presto troppo stretta per il truck e siamo costretti a tornare indietro per qualche chilometro da Timasla, per imboccare la strada pavimentata che costeggia il fiume e passare dall'altra parte, sulla via principale asfaltata. Da qui procediamo verso nord e scegliamo di non andare a visitare due villaggi famosi per il loro ksar e kasba perche' ci costringerebbero ad un avanti-indietro di cinquanta chilometri, puntando subito verso la meta finale: Rissani.
Imbocchiamo la strada R108 e passiamo da Nekob, un villaggio pieno di kasba visitabili, poi proseguiamo fino a Tazzarine e Alnif, senza fermarci. Quest'ultimo villaggio e' famoso perche' e' il luogo dove si trovano piu' facilmente i trilobiti, fossili di era preistorica e, i molti negozietti lungo la strada, ne sono la testimonianza. Da questo villaggio prendiamo la N12 che ci condurra' a Rissani. La strada e' piatta, in una valle circondata da montagne in pietra ma non particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico. Scarsa vegetazione in un terreno piatto e pietroso dai colori monotoni, come la valle: un trasferimento non esaltante ma necessario per raggiungere la zona desertica dell'erg chebbi, vicino a Merzouga, che migliora solo una ventina di chilometri da Rissani, dove i colori scuri e piatti, si ravvivano grazie alle tinte calde della sabbia, ulteriormente ravvivate
dalle sfumature rossastre, dell'ora del tramonto. Questa sera, pernotteremo appena fuori dal villaggio di Rissani, per poter godere della connessione internet, sulla strada in mezzo alle palmerai, denominata circuito turistico: un anello che gira a sud del villaggio, molto verde e ricco di palme.
Sono quasi le 19, le 20 in Italia e, terminato il resoconto, mentre Niky e Hogan si scatenano in una corsa folle, io vi auguro buona cena e buon inizio di settimana !



Luoghi di interesse: Timiderte , Tamnougalt (non visitati), Nekob (kasba), Alnif(trilobiti)
Percorso in sintesi: dal villaggio di Timasla presa strada asfaltata che costeggia il fiume tornando qualche chilometro indietro e poi attraversato per andare su N9 direzione nord . Presa strada sfaltata verso Tazzarine Rissani. Non di particolare interesse il paesaggio
Condizione delle strade: asfalto discreto a una corsia x senso di marcia , non trafficate in piano.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati maggiori
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati maggiori
Indirizzi utili: -



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Zagora - valle del draa

Data: 22 marzo 2014
Luogo di partenza: Zagora
Luoghi intermedi: Tissergate,Benizouli, Akhellouf, Tinzouline
Luogo di arrivo: Timasla
Km percorsi: km 53
Spesa giornaliera: Dh 3 = euro 0,27
Way points: wp beni zouli: N 30 26,517 W 5 53,836
Ksar:N 30 26,801 W 5 54,450
sosta pranzo: N 30 27,230 W 5 56,234
wp tafraoust: N 30 27,612 W 5 57,054
panorama: N 30 29,044 W 6 00,543
wp ez zeorgane: N 30 29,341 W 6 01,558
sosta x la notte : N 30 34,683 W 6 07,765

Resoconto
Voi non ci crederete ma, anche questa mattina l'abbiamo passata a Zagora, nel truck! Dopo la colazione, facendo le pulizie giornaliere, Davide si e' accorto che uno dei due kilim comperati al quale non avevamo fatto fare le treccine annodate di chiusura, si sfilava . Abbastanza contrariati abbiamo preferito tornare dal negoziante e , con fare un po' imperioso, abbiamo preteso che lo mettesse a posto . Tutto cio' ha comportato un paio d'ore di lavoro, pertanto, le abbiamo trascorse ad attendere che il lavoro fosse ultimato, controllando che fosse ben fatto.
Verso mezzogiorno abbiamo imboccato nuovamente la strada verso la valle del Draa, percorrendo un bello sterrato in mezzo alle palme, talvolta un po' stretto per il truck, ma piacevole e verdissimo. Per la sosta pranzo ci siamo fermati subito dopo un ponte che ci avrebbe permesso di passare sulla strada asfaltata, parallela, che abbiamo preferito non imboccare tenendo la variabile sterrata. Purtroppo, il secondo tratto di pista si e' trasformato in un tratto pietroso, lento e spostato piu' verso la montagna che verso il fiume. Abbiamo proseguito attraversando diversi villaggi, tutti caratterizzati dalle costruzioni in terra, per lo piu' diroccate, ma con un pittoresco impatto visivo. Questa zona e' conosciuta per la presenza di ksar e fortezze e per le palmeraie. La gente che incontriamo e' sempre molto cordiale e i bambini impazziscono di curiosita', sorridendo e salutando vistosamente.
Ci fermiamo per la notte prima che diventi buio in un villaggio che e' toccato dal fiume e, approfittiamo per far bagnare i cani, ai quali piace molto, giocare con l'acqua. Gli abitanti del villaggio osservano discretamente il truck e ci augurano buona notte quando gli chiediamo se e' un luogo tranquillo per fermarci per dormire. Questa sera, si cena con polpettine di carne, comperata ieri in citta' e a pranzo, presi da italica nostalgia culinaria, ci siamo pappati i tortelloni di ricotta, fatti dalla suocera , con sugo di pomodoro fresco.
Buona cena a tutti !

Luoghi di interesse: Prima parte del percorso
Percorso in sintesi: da zagora presa parallela sterrata alla N9 che costeggia dall'altra parte del fiume Draa, la valle. Interessante il primo tratto fra le palme fino alla sosta pranzo dove possibile attraversamento per andare sulla strada asfaltata parallela. Continuato sullo sterrato che diventa pietroso e lento . Poco interessante no contatto vicino a fiume.
Condizione delle strade: sterrato primo tratto buono un po stretta per truck; secondo tratto pietroso lento.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):assenti
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): no
Indirizzi utili:-



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sabato 22 marzo 2014

Sosta a zagora

Data: 21 marzo 2014
Luogo di partenza: zagora
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: Sosta per la notte : N 30 21,875 W 4 47,326 (zagora)
Km percorsi: km 12
Spesa giornaliera: Dh1927= euro 171,43
Way points: -

Resoconto
Oggi e' stata una giornata decisamente...noiosa . Beh non si puo' sempre avere giornate ricche di emozioni, divertenti, avventurose ; qualche volta occorre mettere in conto giornate noiose. Avevamo previsto di ritornare all'officina per far rimontare la barra paraincastro che dovevano riparare e prevedevamo di riuscire a fare il tutto abbastanza velocemente ma, dimenticavamo di essere in Africa ! I tempi, in Africa, non sono mai quelli dichiarati (davide dice che io sono un po' africana perche' dico 5 minuti e arrivo dopo quindici !).
Giunti in officina alle 10 , il meccanico ci ha detto che, per il pezzo, ci volevano ancora un paio di ore (almeno) e poi, dovevamo considerare i tempi per rimontarlo! Questa bella news e' stata appresa dopo aver suscitato le ire di una anziana signora, vicina di casa dell'officina, perché avevo parcheggiato, secondo indicazioni di uno dei meccanici, sul suo lato della strada e, il peso del truck, aveva sfondato quel poco di asfalto buttato sulla terra, che faceva sembrare la via, pavimentata. Fortunatamente in Marocco, all'inizio, fanno molta "scena" ma poi si aggiustano sempre fra di loro, concludendo la discussione con pacche sulla spalla o, in questo caso, baciamano da parte del meccanico alla "sciura". Ricordo ancora quando, nel 2007, dopo una giornata lunghissima a bordo del pajero, durante il quale avevamo percorso più di 500 km e, arrivando in una citta', in fase di parcheggio, per stanchezza e distrazione, avevo inserito la retromarcia e, premendo sull'acceleratore in maniera un po' eccessiva, ero entrata nel cofano dell'auto parcheggiata dietro, con il gancio traino. Non vi dico il casino ! Era l'unica auto praticamente nuova nel raggio di chilometri ed io ero proprio riuscita a beccare quella ! Frotte di marocchini urlanti, che avevano osservato l'accaduto, si erano riversati sulla strada e, in pochi secondi, mi avevano accerchiata, parlando tutti insieme. Solo dopo alcuni minuti, il proprietario dell'auto, era apparso facendo l'ennesima sceneggiata, urlando contro di me, in arabo. Io cercai di spiegare che ero molto dispiaciuta ed essendo assicurata, avrei rimediato al problema, ma nessuno mi ascoltava. Finalmente un marocchino che viveva in Italia intervenne nella discussione, facendo da intermediario e traduttore e, alla fine , dopo aver discusso fra di loro per qualche minuto , mi dissero che era tutto ok , di non preoccuparmi, che erano cose che capitavano, liquidandomi con un "benvenuti in marocco", pacche sulle spalle ec ec e senza voler fare alcuna dichiarazione di assicurazione o pretendere soldi ! Incredibile ! Dal volermi linciare eravamo diventati amico i! ...anche questo e' Marocco!
Tornando alla giornata odierna, pacificata la situazione ed appreso del ritardo, siamo andati in giro per la via principale della citta', comperato della carne e pasticcini per il the e poi ci siamo recati a pranzo in uno splendido albergo ristorante a pochi metri dall'officina, sulla stessa via. Il posto incantevole con un giardino curatissimo pieno di piante di diverso tipo, uccelli e fontane : cibo gustoso e prezzo giusto hanno reso, questo locale , decisamente appetibile !
Nel pomeriggio Davide ha giocato con i bambini della strada, che ci hanno donato degli animaletti fatti con le foglie secche delle palme e osservato le procedure di lavorazione dell'officina che rispondono, perfettamente, a tutte le norme di sicurezza anti infortuni e di qualita', tipiche dell'europa. Solo verso le cinque del pomeriggio, siamo riusciti a spostarci per trovare un posto x la notte, entrambi, annoiati della giornata. Usciti appena dalla citta', ci siamo fermati sulla pista che vogliamo prendere domani mattina , la quale costeggia la strada principale della valle du Draa, al di la' del fiume. Desideriamo visitare tutti gli ksar presenti lungo questo tratto. Abbiamo scartato l'ipotesi di prendere la pista che costeggia il confine con l'Algeria perche' non la conosciamo ed essendo lunga, non vorremmo incappare in qualche problema percorrendola da soli. Questa sera si cena con fagioli all'uccelletta e boccancini di pollo speziati .
Buon we!



Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:



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