Data: 27 febbraio 2014
Luogo di partenza: Tata
Luoghi intermedi: Taroudant
Luogo di arrivo: Agadir
Km percorsi: Km 292
Spesa giornaliera: Dh 1426= euro 130,00
Way points: veterinario: N 30 24,926 W 9 35,661
Resoconto
Ieri, giunti a Tata in tarda serata, dopo aver fatto gasolio e il pieno di acqua da un gentilissimo benzinaio ( uno dei due presenti in citta'), che ci ha lasciati far rifornimento mentre lui se ne e' andato a casa a dormire, ci siamo addormentati in attesa di oggi . Ci hanno detto che il veterinario e' presso il ministero dell'agricoltura sul viale principale di ingresso alla citta', indicato da un cartello. Ovviamente i cartelli esistono ma, sono in arabo, quindi non e' stato facile identificare quale fosse il palazzo. Abbiamo adottato la tecnica di chiedere informazioni alle farmacie ma in marocco, fanno come i nostri vecchi: non ti danno un indirizzo, che io potrei inserire nel mio fantastico Tom Tom marocco, comprato per l'occorrenza. No, pretendono di spiegarti dove si trova il posto, in francese ovviamente. I piu' arguti ti fanno uno schizzo e ti dicono quanto dista in chilometri. Se va bene, ti danno un telefono...ma cazzz , se avete il telefono non potete chiamare e darci l'indirizzo o magari informarvi se possono fare l'intervento, invece di mandarci in giro inutilmente ? Boh ? Comunque sono tutti estremamente gentili e disponibili. Finalmente troviamo il posto ma ci dicono che il veterinario arrivera' dopo mezz'ora , alle 10. Aspettiamo ma, quando finalmente arriva e gli spieghiamo cosa ha Hogan, ci dice che loro non hanno medicinali per addormentarlo e che dobbiamo andare in una citta grande come Taroudant o Agadir, a quasi 300 km di distanza su strade di montagna ! Aiutoooooooooo! Inoltre, il dottore, ci mette un po' di pressione perché,' dice che l'infezione puo' aggravarsi e poi, sono problemi!
Ovviamente partiamo subito. Siamo molto dispiaciuti perche' oggi avremmo dovuto incontrarci nuovamente con Enzo e sua moglie per andare a fare un tratto desertico, insieme. Ci dispiace scombinare tutti i programmi , per noi e soprattutto per loro, ma non possiamo fare altrimenti.
Il viaggio e' lungo e anche se il paesaggio e' magnifico e i tornanti affrontati ieri notte, in discesa, oggi sono un po' meno impegnativi, non vediamo l'ora di risolvere questo problema che da piccolo sta diventando importante. Cerco di far assumere ad Hogan una pastiglia di antibiotico ( grazie Massimo che ci hai fornito le medicine) e l' impresa non e' semplice. Provo ad ingannare il cane mettendo la pastiglia in un pezzo di pane secco e poi in un pezzo di formaggio , ma lui sente l'odore e la sputa, dopo essersi mangiato il companatico! Compero una focaccia ancora calda e , con un bel pezzettone di quella, lo frego: brutto ingordo, ti sei ingurgitato un pezzo enorme , ma sono riuscita a darti l'antibiotico!
Le ore alla guida passano mentre i due cagnacci sonnecchiano, annoiati. Ho rifatto la fasciatura con la medicazione per hogan e poi gli ho infilato un mio calzino fermandolo con un ciapetto delle buste, per impedirgli di leccarsi. Il calzino funziona ....non pensate male, il calzino era pulito e quindi non e' per la puzza dei miei piedi che il cane non si lecca!
Giungiamo finalmente a Taroudant e cominciamo la ricerca di una clinica veterinaria. Una farmacia mi rimanda ad una seconda che infine mi rimanda in una cittadina a 7 km sulla strada dalla quale siamo arrivati. Ovviamente mi viene fornito solo il nome del paese e il telefono ma riusciamo a trovare l'ambulatorio facilmente perche' e' sulla strada.
Entriamo e ...la prima impressione e' buona. Tutto bianco, in ordine e pulito, con due donzelle dietro ad un banco e una specie di sala d'aspetto. Mi chiedono cosa abbia il cane e a gesti spieghiamo loro di cosa si tratta. Chiamano al telefono il dottore ma la risposta e' che oggi non e' disponibile , di tornare domani alle dieci.
Cerco di chiedere loro se hanno le medicine per addormentare il cane perche' non vorrei far passare una nuova giornata e scoprire, domani, che non hanno quanto serve. Sembrano non capire ma mi continuano a dire , domani domani! No, non possiamo assolutamente rischiare di peggiorare la situazione quindi partiamo per Agadir dove siamo sicuri di trovare piu' di un veterinario. Guardo in internet e scelgo lo studio di un veterinario in centro. Parcheggiamo in divieto , ma e' l'unico posto che troviamo e saliamo all'indirizzo. Lo studio e' tappezzato di quadri di cani e gatti e questo ci rassicura . Scopriamo che la dottoressa e' una ragazza abbastanza giovane che parla inglese e spiegato il caso, decide di fare due punture e somministrare a Hogan degli antibiotici prima di addormentarlo. Ovviamente non mi dilungo a raccontarvi le scene che il mio cane ha fatto per farsi fare due punture ma, alla fine, con tanta pazienza mia e della dottoressa ci siamo riuscite. Ci diamo appuntamento a sabato mattina per vedere come va e decidere il da farsi. Non potete immaginare quanto siamo piu' sereni ora. Ormai sono le 19,30 e dobbiamo cercarci una sistemazione per la notte. Il campeggio in centro, e' pieno ed optiamo per andare al centro commerciale a vedere se possiamo stare li. Arrivati in loco , sembra di essere ad un centro commerciale italiano , la domenica : pieno !
Ora ci meritiamo un po' di riposo ed un giro per distrarci ! A domani !
Luoghi di interesse: Panorami
Percorso in sintesi: il percorso ritorna indietro sulla strada percorsa ieri fino a Ighrem, per poi andare a nord. Strade panoramiche con montagne fantastiche . Quota superiore ai 1500 mt
Condizione delle strade: strada ad una corsia asfaltata , non trafficata. Primo tratto con un tratto a tornanti impegnativo.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati
Indirizzi utili: veterinario Agadir , Av. Hassan II , Al Inbiaat. Imm Ati Souss tel +212 0528824840 cell 06 67226583
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giovedì 27 febbraio 2014
mercoledì 26 febbraio 2014
Tafraout - Tata
Data: 26 febbraio 2014
Luogo di partenza: Tafraout
Luoghi intermedi: Ighrem, Anamer
Luogo di arrivo: Tata
Km percorsi: km184
Spesa giornaliera: Dh 690,80 = euro 63,14
Way points:
Resoconto
Oggi non e'una giornata partita troppo bene! Ma cominciamo dall'inizio! Ieri mattina, mentre la Niky razzolava in giro, Hogan ha pensato bene di infilarsi un grosso spino nel polpastrello mentre raspava il terreno. Questo vizio del raspare con forza, gia' in passato , gli ha causato la rottura di un' unghia con conseguente operazione per asportazione della stessa. Voi penserete : cosa volete che sia una spina nel polpastrello? Beh , non conoscete il mio cane ! Se esistesse l'oscar per l'interpretazione drammatica canina, lui lo vincerebbe di sicuro! Corrado, Nicola e Alessandra , i veterinari dello studio in via Brioschi che hanno da sempre in cura i miei cani, conoscono bene il problema; ci vuole tutta la loro bravura e pazienza per curare quel fifone di Hogan ! Piange come se avesse un dolore pazzesco, anche se gli tocchi la zampina sana e non si fa avvicinare, tremando terrorizzato al pensiero che qualcuno gli possa far male. Per il piu' stupido degli interventi, occorre sempre sedarlo perche' sebbene non abbia mai mostrato aggressività', usa la sua forza per non permettere a nessuno di curarlo.
Tutto questo per dirvi che, al momento dell'accaduto, mentre Davide aveva gettato immediatamente la spugna, io sono riuscita a farmi dare la zampa e a tentare di estrarre lo spino con le pinzette, nonostante i cainamenti e i tremori ma, essendo grosso e in profondita', i miei tentativi sono stati vani. Abbiamo bendato e disinfettato il terrorizzato cane che, da quel momento ha preso a ciondolare in giro con una zampina sollevata e ci siamo spostati a Tafraout, nella speranza che il medicamento migliorasse la situazione. Purtroppo, questa mattina, la zampa era un po' arrossata e quindi, in farmacia abbiamo provato a chiedere se c'era un veterinario, in paese. Ci forniscono il numero ma non ci dicono dove trovarlo. Chiamiamo e parla solo francese ma riusciamo ad intendere di trovarci vicino alla posta. Davide si reca in loco per farsi dire dove si trova il suo studio ma scopriamo che ...opera a domicilio! O meglio non ha nessuno studio ? Dopo il primo incontro alle poste , ci raggiunge al truck, accompagnato da una macchina per vedere il malato, ma noto immediatamente che questo veterinario, che a me pare sulla sessantina (potrebbe avere anche quaranta anni visto che qui, tutti dimostrano molto piu' della loro eta') e' spaventato dal cane . Chiunque conosca Hogan, sa che e' il cane piu' buono del mondo oltre ad essere il piu' fesso, come fa un veterirario ad avere paura di un cane che , con zampa alzata e sguardo da vittima, gli si avvicina con la codina tra le zampe ? Il veterinario guarda la zampa e capisce che occorre far un anti dolorifico al cane per poter cercare di estrarre la spina. Prepara la siringa con del liquido e...me la porge mentre Davide tenta di tenere sdraiato Hogan che lotta furiosamente per non essere atterrato su uno straccio messo per terra . Ma che veterinario e'? Aiutooooo Corrado, aiutoooo Nicola !
Provo a fargli l'iniezione ma e' impossibile , il cane e' terrorizzato ! Spiego al veterinario che e' necessario sedarlo, stordirlo un po', altrimenti e' impossibile fare qualsiasi cosa : lui ha troppa fifa ( la mamy lo capisce visto che anche lei e' cosi fifona!).
Rimandiamo il tutto al pomeriggio perche', al veterinario, occorre procurarsi la medicina per addormentarlo. Noi rimaniamo al camping in attesa del camion dell'acqua, ragione per il quale siamo ancora qui e non siamo partiti per Tata, dove magari c'era un veterinario piu' affidabile. Finalmente, alle 13 arriva la cisterna ma , quando prova a rifornirci e si accorge che ci vuole molto tempo perche' puo' dare acqua solo in caduta e noi siamo piu' alti di lui, ci dice che ci vuole troppo tempo ( abbiamo solo una piccola pompa ad immersione ) e lui non puo' perdere due ore solo per noi. Prende la cisterna e si sposta da uno dei diecimila yogurt che aspettano di fare rifornimento!
Ora....,chi indovina i santi che davide ha chiamato in appello in quel momento ? No, troppo facile la domanda : tutti ! Tutti dalla A di Arcangelo alla Z di Zaccaria !
Tutta la mattina sprecata ad aspettare la cisterna e ora ci dice che non ci rifornisce ! Incredibile !
Sono gia' le 13,30 e,se partissimo ora,non so quando arriveremmo a Tata quindi, ci tocca aspettare che il presunto veterinario che, nel frattempo si dovrebbe essere procurato la medicina, ci chiami per operare . Finalmente il veterinario arriva, proprio quando Davide aveva preso la decisione di partire. Porta il sedativo, prepara la puntura e me la porge perche' io la faccia al cane, il quale e' sempre meno contento! Aspettiamo una decina di minuti ma Hogan non ha nessuna intenzione di addormentarsi e ci osserva con sguardo attento, per evitare che gli facciamo qualche brutto scherzo. Il veterinario, perplesso, va a prendere un'altra dose di sonnifero affermando che e' un cane forte e che con la fiala che gli aveva iniettato, un umano si sarebbe, di certo, addormentato. Tornato dopo circa dieci minuti, fa una nuova puntura a Hogan, con mezza fiala ma, dopo l'attesa, ci rendiamo conto che, il mio cane, sebbene leggermente assonnato, non ha nessunissima intenzione di dormire. Proviamo comunque a guardargli la zampa ma appena cerchiamo di prendere le pinzette per tentare di estrarre la spina, lui si desta vispo e si divincola, spostandosi nel truck! Operazione fallita ! Il veterinario ciarlatano, non si fida a fargli ulteriori dosi e mi lascia una pomata per medicarlo, un sonnifero di pre anestesia da dargli nella pappa, e un anestetico locale da iniettargli in caso riuscissimo ad addormentarlo con le pastiglie. Ci lascia anche la sua pinzetta e noi annuendo per farlo andare via, lo paghiamo e ci mettiamo subito in viaggio per raggiungere Tata. Ormai sono le 17 e sebbene siamo solo a 180 km di distanza, la strada e' tutta montana, con strapiombi e tornanti. Cala, dopo una oretta, il buio ma grazie ai fari supplementari montati sul truck, riusciamo a vedere bene la strada che e' priva di traffico, fortunatamente. Davide vuole assolutamente arrivare in citta entro questa sera per essere gia' in loco domani mattina e cercare un nuovo veterinario, piu' serio, per curare il cane. Nel frattempo il "tossico", sonnecchia sbattacchiato a destra e sinistra sul truck, risvegliandosi saltuariamente per leccarsi un po' la zampa opportunamente bendata e medicata prima della partenza. Penso che gli daro' l'antibiotico quando arriviamo a Tata, per evitare che si infetti ulteriormente, sperando che non sia contro indicato se, domani, dovremo nuovamente sedarlo.
Sono le 21,15 in marocco (-1h rispetto all'italia) e siamo a una ventina di chilometri dalla citta' di Tata dove spero ci sia internet, per postarvi questo racconto! Se lo leggete e qualcuno di voi ha nozioni di veterinaria, si accettano consigli!
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi: strada statale 7038 fino ad Ighrem e a seguire verso nordest passando per Anamer per raggiungere Tata. Molto panoramica ma a tratti impegnativa per i tornanti
Condizione delle strade: asfalto a una corsia ma in discreto stato salvo qualche tratto con buchi
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: Tafraout
Luoghi intermedi: Ighrem, Anamer
Luogo di arrivo: Tata
Km percorsi: km184
Spesa giornaliera: Dh 690,80 = euro 63,14
Way points:
Resoconto
Oggi non e'una giornata partita troppo bene! Ma cominciamo dall'inizio! Ieri mattina, mentre la Niky razzolava in giro, Hogan ha pensato bene di infilarsi un grosso spino nel polpastrello mentre raspava il terreno. Questo vizio del raspare con forza, gia' in passato , gli ha causato la rottura di un' unghia con conseguente operazione per asportazione della stessa. Voi penserete : cosa volete che sia una spina nel polpastrello? Beh , non conoscete il mio cane ! Se esistesse l'oscar per l'interpretazione drammatica canina, lui lo vincerebbe di sicuro! Corrado, Nicola e Alessandra , i veterinari dello studio in via Brioschi che hanno da sempre in cura i miei cani, conoscono bene il problema; ci vuole tutta la loro bravura e pazienza per curare quel fifone di Hogan ! Piange come se avesse un dolore pazzesco, anche se gli tocchi la zampina sana e non si fa avvicinare, tremando terrorizzato al pensiero che qualcuno gli possa far male. Per il piu' stupido degli interventi, occorre sempre sedarlo perche' sebbene non abbia mai mostrato aggressività', usa la sua forza per non permettere a nessuno di curarlo.
Tutto questo per dirvi che, al momento dell'accaduto, mentre Davide aveva gettato immediatamente la spugna, io sono riuscita a farmi dare la zampa e a tentare di estrarre lo spino con le pinzette, nonostante i cainamenti e i tremori ma, essendo grosso e in profondita', i miei tentativi sono stati vani. Abbiamo bendato e disinfettato il terrorizzato cane che, da quel momento ha preso a ciondolare in giro con una zampina sollevata e ci siamo spostati a Tafraout, nella speranza che il medicamento migliorasse la situazione. Purtroppo, questa mattina, la zampa era un po' arrossata e quindi, in farmacia abbiamo provato a chiedere se c'era un veterinario, in paese. Ci forniscono il numero ma non ci dicono dove trovarlo. Chiamiamo e parla solo francese ma riusciamo ad intendere di trovarci vicino alla posta. Davide si reca in loco per farsi dire dove si trova il suo studio ma scopriamo che ...opera a domicilio! O meglio non ha nessuno studio ? Dopo il primo incontro alle poste , ci raggiunge al truck, accompagnato da una macchina per vedere il malato, ma noto immediatamente che questo veterinario, che a me pare sulla sessantina (potrebbe avere anche quaranta anni visto che qui, tutti dimostrano molto piu' della loro eta') e' spaventato dal cane . Chiunque conosca Hogan, sa che e' il cane piu' buono del mondo oltre ad essere il piu' fesso, come fa un veterirario ad avere paura di un cane che , con zampa alzata e sguardo da vittima, gli si avvicina con la codina tra le zampe ? Il veterinario guarda la zampa e capisce che occorre far un anti dolorifico al cane per poter cercare di estrarre la spina. Prepara la siringa con del liquido e...me la porge mentre Davide tenta di tenere sdraiato Hogan che lotta furiosamente per non essere atterrato su uno straccio messo per terra . Ma che veterinario e'? Aiutooooo Corrado, aiutoooo Nicola !
Provo a fargli l'iniezione ma e' impossibile , il cane e' terrorizzato ! Spiego al veterinario che e' necessario sedarlo, stordirlo un po', altrimenti e' impossibile fare qualsiasi cosa : lui ha troppa fifa ( la mamy lo capisce visto che anche lei e' cosi fifona!).
Rimandiamo il tutto al pomeriggio perche', al veterinario, occorre procurarsi la medicina per addormentarlo. Noi rimaniamo al camping in attesa del camion dell'acqua, ragione per il quale siamo ancora qui e non siamo partiti per Tata, dove magari c'era un veterinario piu' affidabile. Finalmente, alle 13 arriva la cisterna ma , quando prova a rifornirci e si accorge che ci vuole molto tempo perche' puo' dare acqua solo in caduta e noi siamo piu' alti di lui, ci dice che ci vuole troppo tempo ( abbiamo solo una piccola pompa ad immersione ) e lui non puo' perdere due ore solo per noi. Prende la cisterna e si sposta da uno dei diecimila yogurt che aspettano di fare rifornimento!
Ora....,chi indovina i santi che davide ha chiamato in appello in quel momento ? No, troppo facile la domanda : tutti ! Tutti dalla A di Arcangelo alla Z di Zaccaria !
Tutta la mattina sprecata ad aspettare la cisterna e ora ci dice che non ci rifornisce ! Incredibile !
Sono gia' le 13,30 e,se partissimo ora,non so quando arriveremmo a Tata quindi, ci tocca aspettare che il presunto veterinario che, nel frattempo si dovrebbe essere procurato la medicina, ci chiami per operare . Finalmente il veterinario arriva, proprio quando Davide aveva preso la decisione di partire. Porta il sedativo, prepara la puntura e me la porge perche' io la faccia al cane, il quale e' sempre meno contento! Aspettiamo una decina di minuti ma Hogan non ha nessuna intenzione di addormentarsi e ci osserva con sguardo attento, per evitare che gli facciamo qualche brutto scherzo. Il veterinario, perplesso, va a prendere un'altra dose di sonnifero affermando che e' un cane forte e che con la fiala che gli aveva iniettato, un umano si sarebbe, di certo, addormentato. Tornato dopo circa dieci minuti, fa una nuova puntura a Hogan, con mezza fiala ma, dopo l'attesa, ci rendiamo conto che, il mio cane, sebbene leggermente assonnato, non ha nessunissima intenzione di dormire. Proviamo comunque a guardargli la zampa ma appena cerchiamo di prendere le pinzette per tentare di estrarre la spina, lui si desta vispo e si divincola, spostandosi nel truck! Operazione fallita ! Il veterinario ciarlatano, non si fida a fargli ulteriori dosi e mi lascia una pomata per medicarlo, un sonnifero di pre anestesia da dargli nella pappa, e un anestetico locale da iniettargli in caso riuscissimo ad addormentarlo con le pastiglie. Ci lascia anche la sua pinzetta e noi annuendo per farlo andare via, lo paghiamo e ci mettiamo subito in viaggio per raggiungere Tata. Ormai sono le 17 e sebbene siamo solo a 180 km di distanza, la strada e' tutta montana, con strapiombi e tornanti. Cala, dopo una oretta, il buio ma grazie ai fari supplementari montati sul truck, riusciamo a vedere bene la strada che e' priva di traffico, fortunatamente. Davide vuole assolutamente arrivare in citta entro questa sera per essere gia' in loco domani mattina e cercare un nuovo veterinario, piu' serio, per curare il cane. Nel frattempo il "tossico", sonnecchia sbattacchiato a destra e sinistra sul truck, risvegliandosi saltuariamente per leccarsi un po' la zampa opportunamente bendata e medicata prima della partenza. Penso che gli daro' l'antibiotico quando arriviamo a Tata, per evitare che si infetti ulteriormente, sperando che non sia contro indicato se, domani, dovremo nuovamente sedarlo.
Sono le 21,15 in marocco (-1h rispetto all'italia) e siamo a una ventina di chilometri dalla citta' di Tata dove spero ci sia internet, per postarvi questo racconto! Se lo leggete e qualcuno di voi ha nozioni di veterinaria, si accettano consigli!
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi: strada statale 7038 fino ad Ighrem e a seguire verso nordest passando per Anamer per raggiungere Tata. Molto panoramica ma a tratti impegnativa per i tornanti
Condizione delle strade: asfalto a una corsia ma in discreto stato salvo qualche tratto con buchi
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
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martedì 25 febbraio 2014
Tafraoute
Data: 25 febbraio 2014
Luogo di partenza: Oasi Afella
Luoghi intermedi: Izerbi
Luogo di arrivo: Tafraout
Km percorsi: Km 60 + km 22 (quad)
Spesa giornaliera: Dh 444,00=euro 40,58
Way points: rocce azzurro-rosa: N 29 40,514 W 8 58,455
iscrizione rupestre: N 29 42,708 W 8 59,286
Resoconto
Questa mattina ci spostiamo per andare a Tafraout. Non sono molti chilometri e potremmo prendere la strada piu' breve passando per l'oasi o per le gole ma, visto che erano strette e con palme, preferiamo tornare indietro da dove siamo arrivati il 22, e prendere la strada principale. Questo significa sicuramente allungare di diversi chilometri il percorso ma ci assicura di non avere problemi.
Arriviamo a Tafraout all'ora di pranzo e, sistemato il truck in una area limitrofa ai campeggi, ma aperta, con il quad ci rechiamo a mangiare in centro paese che e' distante circa 1 chilometro. Come sempre, scelgo il ristorante a naso e, come succede la maggior parte delle volte non rimaniamo delusi. Il gestore risulta immediatamente molto simpatico identificando me come il chef, il capo. Scherzosamente mi invita in cucina per scegliere cosa desideriamo mangiare e mi mostra un tajine di pollo e uno di manzo. Vada per il pollo ma, lanciato un occhio alla griglia, chiediamo di avere anche un assaggio di kefta, le polpettine di carne di manzo.
Dopo una decina di minuti, apparecchiata la tavola con due pezzi di carta, pane e acqua, ci vengono servite le pietanze: magnifico! Il tajine e' ricco di verdure e tre bei pezzi di pollo morbido, assolutamente non stopposo, mentre le polpette vengono accompagnate da pomodoro, cipolla e peperone, passati sulla griglia. Mentre stiamo finendo di pranzare ci portano un piatto di mandarini e fragole e, a seguire, dei biscotti di vario genere, freschi e deliziosi. Accettiamo il the perche' con i dolcetti non puo' mancare e ci godiamo il termine del nostro pranzo, gustoso ed abbondante. Oggi il simpatico gestore si merita proprio la mancia! Sono le 15,30 quando terminiamo di pranzare e ci rechiamo subito a fare un giro in quad alla ricerca di due punti indicati nella guida: il cappello di Napoleone le rocce dipinte. Qui le rocce che costituiscono le montagne, sono diverse dall'area dell'oasi di Afella. Sono costituite da grossi macigni tondeggianti come nei cartoni animati del Flinstone; danno l'idea di essere di cartapesta e sembrano appoggiati in giro come se fossero stati dadi lanciati da un giocatore, rotolati sul tavolo. Il cappello di Napoleone e' abbastanza deludente perche' occorre tutta la fantasia che io posso avere, per ritrovarne le sembianze , mentre, le rocce dipinte,non sono altro che alcuni macigni che un artista si e' divertito a colorare di rosa e di blu (ora diventati molto sbiaditi), deturpando, a mio parere, la bellezza del paesaggio naturale. Ma il mondo e' business e, se questo artista non avesse fatto questo scempio, la gente non sarebbe venuta qui con il solo scopo di vedere qualcosa di originale. Non lontano dal posto dove abbiamo parcheggiato il truck, ci indicano due incisioni rupestri: si tratta di due sassi dove sono state incisi due animali con le corna( non so se caproni o gazzelle). Il tratto pero', a mio avviso, e' molto bello e preciso, diverso dalle incisioni rupestri di epoca preistorica viste in altri luoghi quindi, non escludo, che siano state fatte molto piu' recentemente, sempre per alimentare il commercio e l'interesse turistico. Ad ogni modo la cittadina e' veramente gradevole. Piccola e tranquilla, si gira in poco tempo e offre negozi di scarpe tipiche della zona del sud. Queste babbucce gialle per gli uomini e rosse per le donne, vengono realizzate a mano da maestri calzolai che poi le mettono in vendita nei loro atelier . Ve ne sono di vari tipi, oltre alle tradizionali, con ricami, infradito o dalle forme piu' moderne. Oggi abbiamo approfittato anche del mercato per fare acquisti di frutta e verdura fresca : banane, fragole, mandarini, papaia, pomodori, limoni.
Ultima tappa del pomeriggio, gia' all'imbrunire, e' il negozio di tappeti di un marocchino che ci ha fatto il filo da quando siamo arrivati. Scopriamo che parlano bene anche italiano e hanno bellissimi kilim fatti dalle donne della zona. Ne identifichiamo uno delizioso, tipo una passatoia, ma ci chiedono 350,00 euro e, per l'uso nel truck che ne faremmo noi, sono soldi sprecati. Ci scusiamo e dopo aver spiegato le ragioni per le quali non acquistiamo, torniamo a casa. Siamo ancora sazi del pranzo, scrivo il diario e sono gia' le 21,30.
Buona serata!
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi: ritorniamo parzialmente indietro sulla principale a ovest, per poi salire verso nord . Giro in quad su asfalto e sterrato in piano.
Condizione delle strade: strada asfaltata ad una corsia ma poco trafficata. Media oraria 40 km/h
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): in centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): Tafrout
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Luogo di partenza: Oasi Afella
Luoghi intermedi: Izerbi
Luogo di arrivo: Tafraout
Km percorsi: Km 60 + km 22 (quad)
Spesa giornaliera: Dh 444,00=euro 40,58
Way points: rocce azzurro-rosa: N 29 40,514 W 8 58,455
iscrizione rupestre: N 29 42,708 W 8 59,286
Resoconto
Questa mattina ci spostiamo per andare a Tafraout. Non sono molti chilometri e potremmo prendere la strada piu' breve passando per l'oasi o per le gole ma, visto che erano strette e con palme, preferiamo tornare indietro da dove siamo arrivati il 22, e prendere la strada principale. Questo significa sicuramente allungare di diversi chilometri il percorso ma ci assicura di non avere problemi.
Arriviamo a Tafraout all'ora di pranzo e, sistemato il truck in una area limitrofa ai campeggi, ma aperta, con il quad ci rechiamo a mangiare in centro paese che e' distante circa 1 chilometro. Come sempre, scelgo il ristorante a naso e, come succede la maggior parte delle volte non rimaniamo delusi. Il gestore risulta immediatamente molto simpatico identificando me come il chef, il capo. Scherzosamente mi invita in cucina per scegliere cosa desideriamo mangiare e mi mostra un tajine di pollo e uno di manzo. Vada per il pollo ma, lanciato un occhio alla griglia, chiediamo di avere anche un assaggio di kefta, le polpettine di carne di manzo.
Dopo una decina di minuti, apparecchiata la tavola con due pezzi di carta, pane e acqua, ci vengono servite le pietanze: magnifico! Il tajine e' ricco di verdure e tre bei pezzi di pollo morbido, assolutamente non stopposo, mentre le polpette vengono accompagnate da pomodoro, cipolla e peperone, passati sulla griglia. Mentre stiamo finendo di pranzare ci portano un piatto di mandarini e fragole e, a seguire, dei biscotti di vario genere, freschi e deliziosi. Accettiamo il the perche' con i dolcetti non puo' mancare e ci godiamo il termine del nostro pranzo, gustoso ed abbondante. Oggi il simpatico gestore si merita proprio la mancia! Sono le 15,30 quando terminiamo di pranzare e ci rechiamo subito a fare un giro in quad alla ricerca di due punti indicati nella guida: il cappello di Napoleone le rocce dipinte. Qui le rocce che costituiscono le montagne, sono diverse dall'area dell'oasi di Afella. Sono costituite da grossi macigni tondeggianti come nei cartoni animati del Flinstone; danno l'idea di essere di cartapesta e sembrano appoggiati in giro come se fossero stati dadi lanciati da un giocatore, rotolati sul tavolo. Il cappello di Napoleone e' abbastanza deludente perche' occorre tutta la fantasia che io posso avere, per ritrovarne le sembianze , mentre, le rocce dipinte,non sono altro che alcuni macigni che un artista si e' divertito a colorare di rosa e di blu (ora diventati molto sbiaditi), deturpando, a mio parere, la bellezza del paesaggio naturale. Ma il mondo e' business e, se questo artista non avesse fatto questo scempio, la gente non sarebbe venuta qui con il solo scopo di vedere qualcosa di originale. Non lontano dal posto dove abbiamo parcheggiato il truck, ci indicano due incisioni rupestri: si tratta di due sassi dove sono state incisi due animali con le corna( non so se caproni o gazzelle). Il tratto pero', a mio avviso, e' molto bello e preciso, diverso dalle incisioni rupestri di epoca preistorica viste in altri luoghi quindi, non escludo, che siano state fatte molto piu' recentemente, sempre per alimentare il commercio e l'interesse turistico. Ad ogni modo la cittadina e' veramente gradevole. Piccola e tranquilla, si gira in poco tempo e offre negozi di scarpe tipiche della zona del sud. Queste babbucce gialle per gli uomini e rosse per le donne, vengono realizzate a mano da maestri calzolai che poi le mettono in vendita nei loro atelier . Ve ne sono di vari tipi, oltre alle tradizionali, con ricami, infradito o dalle forme piu' moderne. Oggi abbiamo approfittato anche del mercato per fare acquisti di frutta e verdura fresca : banane, fragole, mandarini, papaia, pomodori, limoni.
Ultima tappa del pomeriggio, gia' all'imbrunire, e' il negozio di tappeti di un marocchino che ci ha fatto il filo da quando siamo arrivati. Scopriamo che parlano bene anche italiano e hanno bellissimi kilim fatti dalle donne della zona. Ne identifichiamo uno delizioso, tipo una passatoia, ma ci chiedono 350,00 euro e, per l'uso nel truck che ne faremmo noi, sono soldi sprecati. Ci scusiamo e dopo aver spiegato le ragioni per le quali non acquistiamo, torniamo a casa. Siamo ancora sazi del pranzo, scrivo il diario e sono gia' le 21,30.
Buona serata!
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi: ritorniamo parzialmente indietro sulla principale a ovest, per poi salire verso nord . Giro in quad su asfalto e sterrato in piano.
Condizione delle strade: strada asfaltata ad una corsia ma poco trafficata. Media oraria 40 km/h
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): in centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): Tafrout
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lunedì 24 febbraio 2014
Sosta oasi afella
Data: 23 - 24 febbraio 2014
Luogo di partenza: sosta oasi Afella
Luoghi intermedi: Timguilcht gole, Tlata Tasrirte, Ait Monsour gole (quad)
miniere Akka e strada a sud x incisioni rupestri Ukas (quad)
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: km 50 - km 40
Spesa giornaliera: 0
Way points:
Resoconto
Quando abbiamo deciso di fermarci qui, poco prima dell'oasi di Afella, lo abbiamo fatto a ragion veduta. La nostra intenzione era quella di perlustrare la zona con il quad e lasciare parcheggiato in un'area comoda, il truck. Trovata per puro caso questa location e scoperto che internet funzionava benissimo, non abbiamo avuto ripensamenti e abbiamo proseguito nel nostro intento, prendendoci anche dei momenti di relax sotto il sole o dei sonnellini pomeridiani.
Tutto intorno a noi non c'e' nulla e, in due giorni, sono passate di qui 4 persone, pastori con relativi animali.
Ieri abbiamo dedicato la mattinata ad un giro ad anello indicato nella guida, alla ricerca di panorami suggestivi che, non ci hanno deluso. Non ci sono grandi indicazioni in quest'area, salvo scritte su pietre ad indicare le direzioni per le citta limitrofe, ai due incroci principali. Fortunatamente avendo il gps portatile, non ci siamo persi ma, non essendo cartografico, avevamo sempre il dubbio di aver preso sentieri errati, almeno fino all'arrivo ad un incrocio principale. Il percorso ad anello di circa 50 km ci ha portato a vedere le gole di Timguilcht e quelle di Ait Monsour. I colori e i panorami decisamente interessanti hanno rappresentato i momenti di sosta di una sfrenata corsa in quad su terreni sterrati ed, in alcuni tratti (i 15 km finali) asfaltati.
Tutt'intorno sono montagne colorate e frastagliate. I sassi che da vicino sembrano macigni ordinati da una forza superiore a disegnare forme particolari, da lontano formano onde variopinte dei toni dell'ocra e del marrone. La vegetazione, scarsa, e' rappresentata da piante grasse e qualche albero di argan e mimosa che crescono nel letto di quello che doveva essere un fiume, oggi totalmente seccato. In giro si vedono anche i segni di cascate che hanno disegnato sulle rocce, le orme della loro caduta. Ora tutto e' asciutto ma, usando l'immaginazione, quando qui c'era l'acqua, il paesaggio doveva essere ancora piu' bello. Alla fine del giro, attraversiamo la vera e propria oasi, dove uno stagno e delle palme, rendono verde e rigoglioso il paesaggio. Ci sono delle case nella roccia, costruite con i sassi e fango, a secco, quasi o parzialmente crollate. In lontananza scorgiamo uno Ksar abbandonato, ma con i muri perimetrali ancora intatti. Le persone salutano al nostro passaggio con sorrisi timidi e un cenno della mano. Nel pomeriggio la pigrizia e il bel sole mi chiama come le sirene fecero con Ulisse e io, non so resistere, rubo spazio sullo straccio dei cani e mi sdraio a terra con loro.
-"Quando torniamo devo comperare un lettino, assolutamente! "- . Questo e' il pensiero quando le folate di venticello mi investono con una nuvola di polvere e sabbia. Niky e Hogan non ci fanno caso, anzi, sembra che gli piaccia rotolarsi nella sabbia tiepida. Subito giunge la sera, verso le 18 il sole tramonta e noi rientriamo nel truck a preparare la cena in attesa del giorno successivo.
Questa mattina, pigramente, ci alziamo una mezzoretta piu' tardi e facciamo un giro veloce, prima di pranzo per andare a vedere le miniere di Akka a circa 12 km da noi. La strada e' in salita e raggiunti i 1300 mt., giungiamo al culmine della strada asfaltata, e, dopo aver scollinato , si apre una vista incredibile della pianura sottostante. E' una conca, molto vasta , ma completamente circondata dalle montagne, come un catino. In lontananza si vedono le miniere ma decidiamo di non andare fino li e, filmato il panorama, torniamo indietro al truck per pranzo. Davide ha dormito male questa notte e quindi, si appisola. Anche i due cagnacci fanno lo stesso e io rimango l'unica sveglia. Russa uno, russa l'altro, alla fine mi appisolo anche io . Unico problema e' che, per me, un pisolino, dura dalle due alle tre ore ! Mi sveglio alle quattro e, bella arzilla, propongo di fare un altro giro in quad, alla ricerca di incisioni rupestri su una strada, a sud della nostra posizione. Ovviamente andiamo alla cieca, sappiamo solo che dovrebbero essere a circa 12 km da noi ....infatti non troviamo le incisioni rupestri ma una bellissima gola con una cascata. Non c'era acqua ma solo due pozze a due livelli diversi che stavano ad indicare dove si ferma l'acqua della cascata.
Siamo partiti tardi e la ricerca delle incisioni, come se fossero dei punti cap, ci ha rubato molto tempo, ma la corsa in quad, sullo sterrato pietroso, e' stata emozionante . Rientriamo che ormai e' quasi buio e si e' alzato un vento freddo. Davide posiziona il quad sulla pedana: domani ci spostiamo a Tafrout per visitare la zona piu' a nord nei prossimi due giorni, prima del ricongiungimento con Enzo e sua moglie, nei pressi di Tata, previsto per il 28 mattina.
Ora,mentre ci godiamo il silenzio di questo bellissimo posto, vi auguriamo buon appetito !
Luoghi di interesse: panorami
Percorso in sintesi: strade panoramiche primo giorno a circuito, secondo due direzioni.
Condizione delle strade: asfaltate e sterrate da quad
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nessuna
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nessuno
Indirizzi utili:
- Posted using BlogPress from my iPad
Luogo di partenza: sosta oasi Afella
Luoghi intermedi: Timguilcht gole, Tlata Tasrirte, Ait Monsour gole (quad)
miniere Akka e strada a sud x incisioni rupestri Ukas (quad)
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: km 50 - km 40
Spesa giornaliera: 0
Way points:
Resoconto
Quando abbiamo deciso di fermarci qui, poco prima dell'oasi di Afella, lo abbiamo fatto a ragion veduta. La nostra intenzione era quella di perlustrare la zona con il quad e lasciare parcheggiato in un'area comoda, il truck. Trovata per puro caso questa location e scoperto che internet funzionava benissimo, non abbiamo avuto ripensamenti e abbiamo proseguito nel nostro intento, prendendoci anche dei momenti di relax sotto il sole o dei sonnellini pomeridiani.
Tutto intorno a noi non c'e' nulla e, in due giorni, sono passate di qui 4 persone, pastori con relativi animali.
Ieri abbiamo dedicato la mattinata ad un giro ad anello indicato nella guida, alla ricerca di panorami suggestivi che, non ci hanno deluso. Non ci sono grandi indicazioni in quest'area, salvo scritte su pietre ad indicare le direzioni per le citta limitrofe, ai due incroci principali. Fortunatamente avendo il gps portatile, non ci siamo persi ma, non essendo cartografico, avevamo sempre il dubbio di aver preso sentieri errati, almeno fino all'arrivo ad un incrocio principale. Il percorso ad anello di circa 50 km ci ha portato a vedere le gole di Timguilcht e quelle di Ait Monsour. I colori e i panorami decisamente interessanti hanno rappresentato i momenti di sosta di una sfrenata corsa in quad su terreni sterrati ed, in alcuni tratti (i 15 km finali) asfaltati.
Tutt'intorno sono montagne colorate e frastagliate. I sassi che da vicino sembrano macigni ordinati da una forza superiore a disegnare forme particolari, da lontano formano onde variopinte dei toni dell'ocra e del marrone. La vegetazione, scarsa, e' rappresentata da piante grasse e qualche albero di argan e mimosa che crescono nel letto di quello che doveva essere un fiume, oggi totalmente seccato. In giro si vedono anche i segni di cascate che hanno disegnato sulle rocce, le orme della loro caduta. Ora tutto e' asciutto ma, usando l'immaginazione, quando qui c'era l'acqua, il paesaggio doveva essere ancora piu' bello. Alla fine del giro, attraversiamo la vera e propria oasi, dove uno stagno e delle palme, rendono verde e rigoglioso il paesaggio. Ci sono delle case nella roccia, costruite con i sassi e fango, a secco, quasi o parzialmente crollate. In lontananza scorgiamo uno Ksar abbandonato, ma con i muri perimetrali ancora intatti. Le persone salutano al nostro passaggio con sorrisi timidi e un cenno della mano. Nel pomeriggio la pigrizia e il bel sole mi chiama come le sirene fecero con Ulisse e io, non so resistere, rubo spazio sullo straccio dei cani e mi sdraio a terra con loro.
-"Quando torniamo devo comperare un lettino, assolutamente! "- . Questo e' il pensiero quando le folate di venticello mi investono con una nuvola di polvere e sabbia. Niky e Hogan non ci fanno caso, anzi, sembra che gli piaccia rotolarsi nella sabbia tiepida. Subito giunge la sera, verso le 18 il sole tramonta e noi rientriamo nel truck a preparare la cena in attesa del giorno successivo.
Questa mattina, pigramente, ci alziamo una mezzoretta piu' tardi e facciamo un giro veloce, prima di pranzo per andare a vedere le miniere di Akka a circa 12 km da noi. La strada e' in salita e raggiunti i 1300 mt., giungiamo al culmine della strada asfaltata, e, dopo aver scollinato , si apre una vista incredibile della pianura sottostante. E' una conca, molto vasta , ma completamente circondata dalle montagne, come un catino. In lontananza si vedono le miniere ma decidiamo di non andare fino li e, filmato il panorama, torniamo indietro al truck per pranzo. Davide ha dormito male questa notte e quindi, si appisola. Anche i due cagnacci fanno lo stesso e io rimango l'unica sveglia. Russa uno, russa l'altro, alla fine mi appisolo anche io . Unico problema e' che, per me, un pisolino, dura dalle due alle tre ore ! Mi sveglio alle quattro e, bella arzilla, propongo di fare un altro giro in quad, alla ricerca di incisioni rupestri su una strada, a sud della nostra posizione. Ovviamente andiamo alla cieca, sappiamo solo che dovrebbero essere a circa 12 km da noi ....infatti non troviamo le incisioni rupestri ma una bellissima gola con una cascata. Non c'era acqua ma solo due pozze a due livelli diversi che stavano ad indicare dove si ferma l'acqua della cascata.
Siamo partiti tardi e la ricerca delle incisioni, come se fossero dei punti cap, ci ha rubato molto tempo, ma la corsa in quad, sullo sterrato pietroso, e' stata emozionante . Rientriamo che ormai e' quasi buio e si e' alzato un vento freddo. Davide posiziona il quad sulla pedana: domani ci spostiamo a Tafrout per visitare la zona piu' a nord nei prossimi due giorni, prima del ricongiungimento con Enzo e sua moglie, nei pressi di Tata, previsto per il 28 mattina.
Ora,mentre ci godiamo il silenzio di questo bellissimo posto, vi auguriamo buon appetito !
Luoghi di interesse: panorami
Percorso in sintesi: strade panoramiche primo giorno a circuito, secondo due direzioni.
Condizione delle strade: asfaltate e sterrate da quad
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nessuna
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nessuno
Indirizzi utili:
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sabato 22 febbraio 2014
Tiznit - oasi Afella Irhir
Data: 22 febbraio 2014
Luogo di partenza: Tiznit
Luoghi intermedi: Col Kerdous, Izerbi, oasi Afella-Irhir
Luogo di arrivo: wp sosta per la notte
Km percorsi: Km 121
Spesa giornaliera: Dh 20,5 = euro 1,75
Way points: acqua: N 29 38,506 W 9 29,974
panorama: N 29 34,612 W 9 23,851
colle Kerdous: N 29 32,931 W 9 20,364
acqua : N 29 31,378 W 9 13,866
panorama: N 29 31,081 W 9 01,520
panorama: N 29 31,473 W 8 57,239
paese nella roccia : N 29 30,647 W 8 54,175
sosta per la notte : N 29 29,044 W 8 49,576
Resoconto
Al risveglio ho guardato Davide domandandomi se, dalla sua faccia riuscivo a capire se, il malessere era passato e avremmo potuto riprendere la via. Fortunatamente mi ha detto che si sentiva meglio ma, per cercare di assecondarlo ho fatto io i suoi " doveri" vestiti i cani della loro pettorina, li ho portati a fare i bisogni sperando che, nel frattempo, mio marito svolgesse i miei compiti quali passare l'aspirapolvere e preparare la colazione. Con ironico disappunto ( tanto sapevo che non lo avrebbe fatto) al rientro dal giro cani, l'ho trovato ancora nel letto, a sonnecchiare. Scherzosamente l'ho chiamato "pigrone", e lui si e' giocato la carta del "convalescente", ridendo sotto i baffi! Ha voluto anche il piattino di fragole e arance affettate, qualcuno gli aveva suggerito che la frutta fa bene....
Alle 10 partiamo! La strada inizia con uno scenario un po' piatto ma dopo pochi chilometri, dopo la cittadina di Assaka, si comincia a salire di altitudine fino a superare i mille metri. Raggiungiamo il colle di Kerdous, dove si trova anche un bel albergo e ristorante, e parcheggiamo per fare una pausa e goderci il panorama. Gioco con un gruppo di cagnetti che, sebbene impauriti , si avvicinano per mangiare il pane secco e il cibo dei miei cani, che gli offro. Sono tutti magri da far paura ma mantengono la vivacita' tipica dei cuccioli. Anche altri turisti francesi, giunti con il loro yogurt, regalano loro del cibo ...che i piccoli divorano avidamente: almeno oggi avranno la pancina piena.
Ripartiamo verso Tafraout, ammirando i mutevoli scenari montani che ci si propongono dietro ad ogni curva. La strada asfaltata e' stretta ma il traffico e' praticamente nullo e quindi guidiamo rilassati, godendoci la bellezza del paesaggio. Durante il tragitto decidiamo di non arrivare fino alla citta' ma di fermarci piu' a sud , presso l'oasi di Afella- Irhir. Qui in questa area c'e' un anello da percorrere che porta a luoghi suggestivi. Si tratta di un percorso off-road di circa 25 km che preferiamo fare in quad domani lasciando fermo il truck in qualche angolo riparato. Subito Prima di giungere all'oasi vediamo una strada sterrata che porta verso l'interno. Pochi metri e ci troviamo in mezzo al nulla, contornati da palme e da rocce formate da sassi che disegnano onde orientate in diverse direzioni. I colori del tramonto sono fantastici e variano dal marrone caldo al rosa. Ecco il posto dove faremo base: tranquillo, silenzioso, ma comunque non lontano dai centri abitati, raggiungibili con il quad in pochi minuti. Ci godiamo gli ultimi raggi di sole, seduti fuori dal truck. Sono le 18 ma il sole cala presto dietro alle rocce alte e la temperatura, da 25 gradi, cala improvvisamente. Per oggi e' tutto, mi ritiro nella mia casina su ruote e vi posto il racconto ! Ah, dimenticavo , funziona internet benissssssimo !
Luoghi di interesse: Colle Kerdous , strada panoramica
Percorso in sintesi: strada asfaltata normale da Tiznit fino ad Assaka. strada panoramica da Assaka fino a Izerbi con panorami alta quota al colle. Da Izerbi montagne disegnate a onde fino all'oasi Afella Irhir.
Condizione delle strade: asfalto a una corsia per senso di marcia strette ma traffico scarsissimo.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): solo nei centri maggiori
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: Tiznit
Luoghi intermedi: Col Kerdous, Izerbi, oasi Afella-Irhir
Luogo di arrivo: wp sosta per la notte
Km percorsi: Km 121
Spesa giornaliera: Dh 20,5 = euro 1,75
Way points: acqua: N 29 38,506 W 9 29,974
panorama: N 29 34,612 W 9 23,851
colle Kerdous: N 29 32,931 W 9 20,364
acqua : N 29 31,378 W 9 13,866
panorama: N 29 31,081 W 9 01,520
panorama: N 29 31,473 W 8 57,239
paese nella roccia : N 29 30,647 W 8 54,175
sosta per la notte : N 29 29,044 W 8 49,576
Resoconto
Al risveglio ho guardato Davide domandandomi se, dalla sua faccia riuscivo a capire se, il malessere era passato e avremmo potuto riprendere la via. Fortunatamente mi ha detto che si sentiva meglio ma, per cercare di assecondarlo ho fatto io i suoi " doveri" vestiti i cani della loro pettorina, li ho portati a fare i bisogni sperando che, nel frattempo, mio marito svolgesse i miei compiti quali passare l'aspirapolvere e preparare la colazione. Con ironico disappunto ( tanto sapevo che non lo avrebbe fatto) al rientro dal giro cani, l'ho trovato ancora nel letto, a sonnecchiare. Scherzosamente l'ho chiamato "pigrone", e lui si e' giocato la carta del "convalescente", ridendo sotto i baffi! Ha voluto anche il piattino di fragole e arance affettate, qualcuno gli aveva suggerito che la frutta fa bene....
Alle 10 partiamo! La strada inizia con uno scenario un po' piatto ma dopo pochi chilometri, dopo la cittadina di Assaka, si comincia a salire di altitudine fino a superare i mille metri. Raggiungiamo il colle di Kerdous, dove si trova anche un bel albergo e ristorante, e parcheggiamo per fare una pausa e goderci il panorama. Gioco con un gruppo di cagnetti che, sebbene impauriti , si avvicinano per mangiare il pane secco e il cibo dei miei cani, che gli offro. Sono tutti magri da far paura ma mantengono la vivacita' tipica dei cuccioli. Anche altri turisti francesi, giunti con il loro yogurt, regalano loro del cibo ...che i piccoli divorano avidamente: almeno oggi avranno la pancina piena.
Ripartiamo verso Tafraout, ammirando i mutevoli scenari montani che ci si propongono dietro ad ogni curva. La strada asfaltata e' stretta ma il traffico e' praticamente nullo e quindi guidiamo rilassati, godendoci la bellezza del paesaggio. Durante il tragitto decidiamo di non arrivare fino alla citta' ma di fermarci piu' a sud , presso l'oasi di Afella- Irhir. Qui in questa area c'e' un anello da percorrere che porta a luoghi suggestivi. Si tratta di un percorso off-road di circa 25 km che preferiamo fare in quad domani lasciando fermo il truck in qualche angolo riparato. Subito Prima di giungere all'oasi vediamo una strada sterrata che porta verso l'interno. Pochi metri e ci troviamo in mezzo al nulla, contornati da palme e da rocce formate da sassi che disegnano onde orientate in diverse direzioni. I colori del tramonto sono fantastici e variano dal marrone caldo al rosa. Ecco il posto dove faremo base: tranquillo, silenzioso, ma comunque non lontano dai centri abitati, raggiungibili con il quad in pochi minuti. Ci godiamo gli ultimi raggi di sole, seduti fuori dal truck. Sono le 18 ma il sole cala presto dietro alle rocce alte e la temperatura, da 25 gradi, cala improvvisamente. Per oggi e' tutto, mi ritiro nella mia casina su ruote e vi posto il racconto ! Ah, dimenticavo , funziona internet benissssssimo !
Luoghi di interesse: Colle Kerdous , strada panoramica
Percorso in sintesi: strada asfaltata normale da Tiznit fino ad Assaka. strada panoramica da Assaka fino a Izerbi con panorami alta quota al colle. Da Izerbi montagne disegnate a onde fino all'oasi Afella Irhir.
Condizione delle strade: asfalto a una corsia per senso di marcia strette ma traffico scarsissimo.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): solo nei centri maggiori
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati
Indirizzi utili:
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venerdì 21 febbraio 2014
Sosta a tiznit
Data: 21 febbraio 2014
Luogo di partenza: Tiznit
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 0
Spesa giornaliera: Dh 78 = euro 7,13
Way points: -
Resoconto
Oggi, ho proprio poco da raccontarvi ! Sosta forzata a Tiznit, nel parcheggio della piazza davanti alle mura, causa malattia di Davide. La diagnosi sembra abbastanza facile: gambe dolenti, stanchezza estrema, freddo, qualche linea di febbre ( scoperta solo dopo l'acquisto del termometro che mancava alla dotazione medicinali) e , "squarausss" per dirla in slang ! Grazie imodiunm ( e grazie a Massimo che lo aveva procurato prima della partenza)!
Giornata trascorsa in camper a curare la mia "larvetta" che, silenzioso, e' stato a letto, coperto e coccolato dalla sottoscritta e dai cagnacci che sono venuti, saltuariamente a "gnolare" al suo capezzale .
Vi consiglio, se non lo avete ancora visto, assalto in alto mare con Tom Hanks, il film che ci fatto compagnia per un paio d'ore, nel pomeriggio.
Internet prende un po' male e la connessione lentissima toglie anche la voglia di guardare news su f.b.
Usciamo a fare due passi e prendere una boccata d'aria. Acquisto arance per fare una spremuta e un kg di fragole. Qui la frutta la vendono su carretti trainati a mano, stracolmi, ma solo di una tipologia di frutta: oggi c'era il carretto arance, quello carote e quello fragole !
Trascorsi una decina di minuti fuori, seduti ad una panchina della piazza, sotto il sole tiepido, rientriamo nel truck : il mio maritino e' proprio k.o.! Speriamo domani stia meglio per poter andare a visitare le oasi di tafroute.
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: Tiznit
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 0
Spesa giornaliera: Dh 78 = euro 7,13
Way points: -
Resoconto
Oggi, ho proprio poco da raccontarvi ! Sosta forzata a Tiznit, nel parcheggio della piazza davanti alle mura, causa malattia di Davide. La diagnosi sembra abbastanza facile: gambe dolenti, stanchezza estrema, freddo, qualche linea di febbre ( scoperta solo dopo l'acquisto del termometro che mancava alla dotazione medicinali) e , "squarausss" per dirla in slang ! Grazie imodiunm ( e grazie a Massimo che lo aveva procurato prima della partenza)!
Giornata trascorsa in camper a curare la mia "larvetta" che, silenzioso, e' stato a letto, coperto e coccolato dalla sottoscritta e dai cagnacci che sono venuti, saltuariamente a "gnolare" al suo capezzale .
Vi consiglio, se non lo avete ancora visto, assalto in alto mare con Tom Hanks, il film che ci fatto compagnia per un paio d'ore, nel pomeriggio.
Internet prende un po' male e la connessione lentissima toglie anche la voglia di guardare news su f.b.
Usciamo a fare due passi e prendere una boccata d'aria. Acquisto arance per fare una spremuta e un kg di fragole. Qui la frutta la vendono su carretti trainati a mano, stracolmi, ma solo di una tipologia di frutta: oggi c'era il carretto arance, quello carote e quello fragole !
Trascorsi una decina di minuti fuori, seduti ad una panchina della piazza, sotto il sole tiepido, rientriamo nel truck : il mio maritino e' proprio k.o.! Speriamo domani stia meglio per poter andare a visitare le oasi di tafroute.
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
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giovedì 20 febbraio 2014
Sidi Ifni - Tiznit
Data: 20 febbraio 2014
Luogo di partenza: Sidi Ifni
Luoghi intermedi: Gourizim
Luogo di arrivo: Tiznit
Km percorsi: Km 76
Spesa giornaliera: Dh 191 = euro 17,46
Way points: parcheggio Tiznit: N 29 41,800 W 9 44,097
Resoconto
Questa mattina ci siamo concessi un'ottima colazione al bar con spremuta di arancio, due brioche (da veri ingordi) e il classico the alla menta. E' stata l'occasione di salutare i nostri novelli amici Cristiam e Mohamed ( che ha offerto gentilmente : grazieeeeee) , che partono il 25 febbraio per l'italia mentre ritroveremo Enzo il 28, dopo che avra' recuperato sua moglie ed una amica .
Ritornati sul truck e fatte le pulizie, come di consueto, siamo partiti nella direzione della valle del Almen, verso il Medio Atlante: destinazione odierna Tiznit.
La strada che ci porta in questa cittadina e' inizialmente costiera e ripassa da luoghi gia' visitati mentre ci dirigevamo verso sud; a Gourizim prendiamo la strada che passa interna invece che arrivare fino a Sidi Moussa D'Aglou e poi girare verso est. La "via certa" e' sicura ma quella "incerta" o per meglio dire, "non conosciuta", puo' offrire nuove sorprese emozionanti! Preferiamo quindi optare per il nuovo percorso che si presenta come poco trafficato e gradevole. Tutto e' rigoglioso e verde intorno a noi e, ogni giorno di piu' la primavera fa fiorire tutte le piante. Mimose, ginestre, piante di agave e cactus fanno da padroni della vegetazione. Il tragitto viene coperto facilmente piu' o meno in una oretta. Parcheggiamo in centro, subito fuori dalle mura della citta' antica che assomigliano a quelle delle cattedrali viste in Mali, in un viaggio precedente. Terra e sabbia pressate che costituiscono porta e mura a protezione della medina. La cittadina e' molto tranquilla e noi passeggiamo fra le vie interne, soffermandoci ad osservare qualche negozietto. Davide acquista un paio di babbucce per lui, abbandonandomi in un piccolo negozio limitrofo mentre, anche io, ero intenta a scegliere che tipo di calzature acquistare per me e una amica. Mi avevano "inlamato", tipo pesciolino, e non riuscivo a mollare il negoziante per chiedere consiglio al marito e poter trattare sul prezzo, dovendo acquistare piu' pezzi. Volevo far provare le scarpe a Davide che porta lo stesso numero della mia amica ma, quando sono riuscita a raggiungerlo, evadendo dal negozio dove mi ero soffermata, con la promessa di ritornarci, ho scoperto che lui, fierissimo, aveva gia' ai piedi le sue scarpette....le aveva comperate trattando solo per le sue, pur sapendo che dovevamo comperarne altre paia. Devo confessare che la cosa mi ha veramente irritata e il disappunto e' aumentato quando, presomi il portafoglio che, da brava controllore dei conti, tengo io nella borsa, ha pagato aprendolo davanti al commerciante che ha potuto contare ogni singola banconota e monetina fosse al suo interno ! Ma come , sono anni che viaggiamo e lui dimentica i buoni "principi" di sicurezza, da non tralasciare mai ? Si giustifica, sbattendo le palpebre degli occhioni azzurri, dicendo che le babbucce erano bellissime, in vera pelle ma, alla fine, tace (ha visto ieri un telefilm di Cougar Town dove spiegavano che, una tecnica per averla vinta con le mogli, e' di farle credere che hanno ragione, tacendo e accondiscendendo quando sono irritate). Io gli faccio il classico "cazziatone" e mi allontano dal negozio senza piu' acquistare nulla! Dopo essermi sfogata e avergli spiegato le ragioni del mio risentimento, (fiato sprecato') che lui ovviamente non ha compreso ( dopo aver taciuto ed ascoltato mi ha risposto che, io gli facevo 'sta scenata solo perche', per una volta, aveva comperato una cosa che gli piaceva), non sono riuscita a tenergli il muso per piu' di 10 minuti ! Diciamo che se l'e' cavata anche perche' ho visto un negozio dove vendevano cianfrusaglie per la casa e, sapendo che voleva comperare una teiera marocchina, per fare il the in modo tradizionale, sono entrata per comperarla.
Sono trooooopppo buona ! Buona, come i dolcetti che ci siamo comperati subito dopo in una bella pasticceria, prima di fare ritorno al truck. Oggi siamo un po' stanchi e ci fermiamo qui, nel parcheggio, a fare un riposino e decidiamo di ripartire domani mattina verso Tafroute.
In questo momento, mentre gli italiani guardano San Remo, io vi scrivo quello che ho fatto oggi, per darvi una buona ragione per distrarvi !
Buona serata.
Luoghi di interesse: Gioiellieri di Tiznit
Percorso in sintesi: strada R104 lungo la costa fino a Gourizim poi nell'entroterra fino Tiznit.
Condizione delle strade: strade asfaltate secondarie poco trafficate
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): buona nei centri abitati
Indirizzi utili:
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Lago naila - Sidi Ifni
Data: 19 febbraio 2014
Luogo di partenza: lago Naila
Luoghi intermedi: Guelmin
Luogo di arrivo: Sidi Ifni
Km percorsi: Km 324
Spesa giornaliera: Dh 2602 = euro 237,00
Way points: grotta sul terreno: N 28 06,407 W 12 02,243
spiaggia: N 28 25,561 W 11 23,400
panorama: N 28 27,797 W 11 08,547
acqua : N 29 01,030 W 10 04,619
Resoconto
Oggi e' stata una giornata di puro trasferimento per tornare verso nord. Enzo e Cristian sono partiti prima di noi questa mattina dopo averci gentilmente offerto una tazza di the insieme a fantastici biscottini che avevano portato ieri a cena. La strada e' una principale fino a guelmin asfaltata ma frequentata da molti camion e corriere e quindi estremamente pericolosa. Ad ogni mezzo pesante incrociato abbiamo rischiato ! Davide prudentemente si faceva da parte ma la strada e' stretta e ai bordi non e' asfaltata. Insomma , non so se e' peggio guidare a Casablanca o su questa strada ! Facciamo tappa per pranzo e qualche sosta per far scendere i cani. Dopo Guelmin prendiamo la N12 verso la costa : una strada panoramica molto verde , piena di piante di cactus e alberi di mimose in fiore Anche questa e' abbastanza trafficata e ormai e' l'imbrunire. Peccato non aver goduto di questo bel panorama con la luce del sole.un bel contrasto dal deserto dove ci trovavamo questa mattina a questa area verde di vita nascente richiamata dalla primavera. Arrivati a Sidi Ifni, ci troviamo con Enzo, Cristian e Mohamed in campeggio. Cena a base di fritto di pesce e nanna!
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi: strada principale N1 verso nord fino a guelmin, abbastanza pericolosa ma con bei panorami . Da guelmin a Sidi Ifni strada N 12 molto bella verde e poco trafficata.
Condizione delle strade: asfalto ma con corsie strette.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): vedi wp per gasolio a basso prezzo sulla N1
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): buona lungo la strada e nei centri abitati
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: lago Naila
Luoghi intermedi: Guelmin
Luogo di arrivo: Sidi Ifni
Km percorsi: Km 324
Spesa giornaliera: Dh 2602 = euro 237,00
Way points: grotta sul terreno: N 28 06,407 W 12 02,243
spiaggia: N 28 25,561 W 11 23,400
panorama: N 28 27,797 W 11 08,547
acqua : N 29 01,030 W 10 04,619
Resoconto
Oggi e' stata una giornata di puro trasferimento per tornare verso nord. Enzo e Cristian sono partiti prima di noi questa mattina dopo averci gentilmente offerto una tazza di the insieme a fantastici biscottini che avevano portato ieri a cena. La strada e' una principale fino a guelmin asfaltata ma frequentata da molti camion e corriere e quindi estremamente pericolosa. Ad ogni mezzo pesante incrociato abbiamo rischiato ! Davide prudentemente si faceva da parte ma la strada e' stretta e ai bordi non e' asfaltata. Insomma , non so se e' peggio guidare a Casablanca o su questa strada ! Facciamo tappa per pranzo e qualche sosta per far scendere i cani. Dopo Guelmin prendiamo la N12 verso la costa : una strada panoramica molto verde , piena di piante di cactus e alberi di mimose in fiore Anche questa e' abbastanza trafficata e ormai e' l'imbrunire. Peccato non aver goduto di questo bel panorama con la luce del sole.un bel contrasto dal deserto dove ci trovavamo questa mattina a questa area verde di vita nascente richiamata dalla primavera. Arrivati a Sidi Ifni, ci troviamo con Enzo, Cristian e Mohamed in campeggio. Cena a base di fritto di pesce e nanna!
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi: strada principale N1 verso nord fino a guelmin, abbastanza pericolosa ma con bei panorami . Da guelmin a Sidi Ifni strada N 12 molto bella verde e poco trafficata.
Condizione delle strade: asfalto ma con corsie strette.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): vedi wp per gasolio a basso prezzo sulla N1
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): buona lungo la strada e nei centri abitati
Indirizzi utili:
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mercoledì 19 febbraio 2014
Sosta al lago Naila
Data: 18 febbraio 2014
Luogo di partenza: lago di Naila
Luoghi intermedi:
Luogo di arrivo:
Km percorsi: 0
Spesa giornaliera:
Way points: -
Resoconto
Io, decisamente , non sono una scrittrice. Come vi ho gia' detto, mi e' sempre piaciuto fare i diari. Prima, da ragazzina, i diari "segreti" ,quelli personali, dove ogni pre-adolescente, di sesso femminile, custodisce le sue piu' intime confidenze ,nella speranza, quasi sempre disillusa, che nessuno sbirci nelle pagine riempite da parole che raccontano emozioni , amori , bugie. Poi, quando crescendo, non hai piu' tempo per i diari segreti o ti senti troppo adulta per farli e le tue confidenze le racconti alle amiche o, a pagamento, a qualche psicologo, ...beh io ho cominciato a scrivere i diari di viaggio. Durante ogni esperienza, in giro per il mondo, ho sempre trovato il tempo per riportare, anche in maniera sgrammaticata , senza quasi mai rileggere cio' che avevo scritto, gli accadimenti del giorno (e le spese, per restare nel budget). Rigorosamente, sempre a mano, su quadernetti a quadretti ( le righe non mi piacciono, non vanno bene per i conti), rilegati a punto metallico e di dimensione mezzo A4, perche' facilmente riponibili nei marsupi, quando vai in giro. Quello che ho sempre riportato in questi diari, a parte la data, i luoghi, le spese e i km percorsi nella giornata, sono sempre state le cose che ho fatto, e, a volte, le sensazioni che mi aveva regalato una esperienza o un luogo visitato. Mai mi sono soffermata a cercare di descriverlo. Forse perche' non ho mai dato importanza a cio', forse perche', non avendo mai scritto per gli altri ma solo per me stessa, mi sono illusa che la mia memoria potesse, in qualsiasi momento, tornare indietro e, come un computer, associare ad un nome riportato su un pezzo di carta, una precisa immagine dello stesso, con i colori, le sfumature che avevano caratterizzato, in quel momento cio' che avevo visto. Purtroppo, non sono un computer e non e' andata cosi! Certo, ho molti ricordi dei miei viaggi ma, molte volte, se rileggo i nomi dei luoghi che ho visitato, non riesco a scavare nella mia memoria e a riportare in vita quelle immagini. Voi direte, ecco a cosa servono le fotografie! Certo, certo le fotografie fermano un attimo che ti e' sembrato importante da immortalare ma, purtroppo, non essendo neppure una fotografa professionista, non e' facile imprimere la pellicola ( ma che dico, ora abbiamo le macchine digitali!), con la luce, la luminosita' i colori, i profumi, i rumori o il silenzio che fanno di quello che vuoi fotografare, esattamente quello che, i tuoi 5 sensi, percepiscono in quell'istante del click. Oh, ci si prova, si fanno centinaia di fotografie, tanto, con le macchine digitali , se sono brutte, le cancelli e non paghi nulla; puoi anche barare, se sei un po' abile con photoshop, e "abbellire" o aggiustare, cio' che non ti sembra perfetto ma, mai riuscirai a trasmettere, ad altri che non sono li, con te, in quel momento, quello che i tuoi sensi percepiscono e trasmettono al tuo cervello e che noi sintetizziamo, in maniera inappropriata, con la parola "guardare" o "vedere" .
Con una video camera, con un ottimo microfono, e' possibile riportare anche i suoni, le voci, i rumori e rendere l'immagine piu' vicina alla realta' ma mancano sempre il tatto e l'olfatto a rendere completa l'esperienza.
Ora, chi ha avuto la costanza di arrivare a leggere fino a questo punto, si domandera' che cosa voglio dirvi. Il lago di Naila, dove mi trovo in questo momento, meriterebbe di essere raccontato con i cinque sensi. Anche se fossi una brava scrittrice, un ottimo fotografo o un fantastico filmaker, non riuscirei a raccontarvi la bellezza di questo posto che merita una visita di chiunque ami la natura.
Tutti i colori dell'arcobaleno si mescolano in un' immagine in continuo mutamento in funzione della luce che, il sole e le nuvole che talvolta lo mitigano, riesce a illuminare.
Il terreno della scogliera, di un colore fra il grigio dei sassi e il marrone della terra , e' punteggiato da arbusti con le foglie "ciccione", ricche di acqua, pronte ad esplodere , rilasciandola se provi a schiacciarle. Minuscoli fiorellini violacei stanno nascendo. All'orizzonte c'e' il deserto di sabbia con piccole dune delimitate dalle loro ombre che, come in una mappa satellitare , si disegnano modellate dal vento. Strisce di terra rossa , bagnata dall'acqua turchese del lago ospitano piante d'acqua dolce di varie sfumature di verde quasi a sembrare una prateria. Fenicotteri riposano su una zampa sola , isolati alcuni e in branco altri, in lontananza , appaiono nel loro rosa piu' tenue. Stormi di gabbiani muovono l'orizzonte e le nuvole che volano veloci nel cielo azzurro, fanno sembrare questa immagine, in continuo mutamento. La luce cambia ogni istante e l'ombra scura che le nuvole proiettano sulla terra sembra dare vita o spegnerla, alle cose. Una barchetta variopinta, di pescatori attraversa il lago ad increspare le acque con ondine piu' grandi di quelle create dal vento che soffia forte e fa danzare ogni particolare intorno a noi. Panchine con tavolini, tutto creato con i sassi, si inglobano perfettamente nel contesto e, al momento deserte, sembrano aspettare qualcuno che voglia riposarsi, alla vista di questa magnificenza . Qualcuno che si perda nell'ammirare la bellezza, la dolcezza e la forza di questo luogo desiderando di poter avere una piccola casa qui e godersi l'estasi che questa Parco Naturale puo' regalare. Improvvisamente gocce di pioggia mi destano dal sogno risvegliandomi da una ipnosi . Corro al truck, che dista un centinaio di metri, per ripararmi ma gia' il sole ha rifatto capolino. Il vento continua a scompigliarmi i capelli mentre salgo la scaletta e mi riparo nella mia casa viaggiante con il desiderio di scrivervi quanto avete appena terminato di leggere.
Enzo e Cristian, due amici di nostri amici con i quali Davide e' in contatto ci raggiungono nel pomeriggio. Anche loro hanno un truck e trascorriamo un po' di tempo, al sole, riparati dal vento a condividere esperienze di viaggio. Durante la cena ipotizziamo un itinerario per rincontrarci piu' avanti dopo che la moglie di Enzo lo raggiungerà' in aereo a Marrakech il 25 febbraio. Ragazzi piacevolissimi, amanti del viaggio e dell'avventura, come noi !
Luoghi di interesse: A
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: lago di Naila
Luoghi intermedi:
Luogo di arrivo:
Km percorsi: 0
Spesa giornaliera:
Way points: -
Resoconto
Io, decisamente , non sono una scrittrice. Come vi ho gia' detto, mi e' sempre piaciuto fare i diari. Prima, da ragazzina, i diari "segreti" ,quelli personali, dove ogni pre-adolescente, di sesso femminile, custodisce le sue piu' intime confidenze ,nella speranza, quasi sempre disillusa, che nessuno sbirci nelle pagine riempite da parole che raccontano emozioni , amori , bugie. Poi, quando crescendo, non hai piu' tempo per i diari segreti o ti senti troppo adulta per farli e le tue confidenze le racconti alle amiche o, a pagamento, a qualche psicologo, ...beh io ho cominciato a scrivere i diari di viaggio. Durante ogni esperienza, in giro per il mondo, ho sempre trovato il tempo per riportare, anche in maniera sgrammaticata , senza quasi mai rileggere cio' che avevo scritto, gli accadimenti del giorno (e le spese, per restare nel budget). Rigorosamente, sempre a mano, su quadernetti a quadretti ( le righe non mi piacciono, non vanno bene per i conti), rilegati a punto metallico e di dimensione mezzo A4, perche' facilmente riponibili nei marsupi, quando vai in giro. Quello che ho sempre riportato in questi diari, a parte la data, i luoghi, le spese e i km percorsi nella giornata, sono sempre state le cose che ho fatto, e, a volte, le sensazioni che mi aveva regalato una esperienza o un luogo visitato. Mai mi sono soffermata a cercare di descriverlo. Forse perche' non ho mai dato importanza a cio', forse perche', non avendo mai scritto per gli altri ma solo per me stessa, mi sono illusa che la mia memoria potesse, in qualsiasi momento, tornare indietro e, come un computer, associare ad un nome riportato su un pezzo di carta, una precisa immagine dello stesso, con i colori, le sfumature che avevano caratterizzato, in quel momento cio' che avevo visto. Purtroppo, non sono un computer e non e' andata cosi! Certo, ho molti ricordi dei miei viaggi ma, molte volte, se rileggo i nomi dei luoghi che ho visitato, non riesco a scavare nella mia memoria e a riportare in vita quelle immagini. Voi direte, ecco a cosa servono le fotografie! Certo, certo le fotografie fermano un attimo che ti e' sembrato importante da immortalare ma, purtroppo, non essendo neppure una fotografa professionista, non e' facile imprimere la pellicola ( ma che dico, ora abbiamo le macchine digitali!), con la luce, la luminosita' i colori, i profumi, i rumori o il silenzio che fanno di quello che vuoi fotografare, esattamente quello che, i tuoi 5 sensi, percepiscono in quell'istante del click. Oh, ci si prova, si fanno centinaia di fotografie, tanto, con le macchine digitali , se sono brutte, le cancelli e non paghi nulla; puoi anche barare, se sei un po' abile con photoshop, e "abbellire" o aggiustare, cio' che non ti sembra perfetto ma, mai riuscirai a trasmettere, ad altri che non sono li, con te, in quel momento, quello che i tuoi sensi percepiscono e trasmettono al tuo cervello e che noi sintetizziamo, in maniera inappropriata, con la parola "guardare" o "vedere" .
Con una video camera, con un ottimo microfono, e' possibile riportare anche i suoni, le voci, i rumori e rendere l'immagine piu' vicina alla realta' ma mancano sempre il tatto e l'olfatto a rendere completa l'esperienza.
Ora, chi ha avuto la costanza di arrivare a leggere fino a questo punto, si domandera' che cosa voglio dirvi. Il lago di Naila, dove mi trovo in questo momento, meriterebbe di essere raccontato con i cinque sensi. Anche se fossi una brava scrittrice, un ottimo fotografo o un fantastico filmaker, non riuscirei a raccontarvi la bellezza di questo posto che merita una visita di chiunque ami la natura.
Tutti i colori dell'arcobaleno si mescolano in un' immagine in continuo mutamento in funzione della luce che, il sole e le nuvole che talvolta lo mitigano, riesce a illuminare.
Il terreno della scogliera, di un colore fra il grigio dei sassi e il marrone della terra , e' punteggiato da arbusti con le foglie "ciccione", ricche di acqua, pronte ad esplodere , rilasciandola se provi a schiacciarle. Minuscoli fiorellini violacei stanno nascendo. All'orizzonte c'e' il deserto di sabbia con piccole dune delimitate dalle loro ombre che, come in una mappa satellitare , si disegnano modellate dal vento. Strisce di terra rossa , bagnata dall'acqua turchese del lago ospitano piante d'acqua dolce di varie sfumature di verde quasi a sembrare una prateria. Fenicotteri riposano su una zampa sola , isolati alcuni e in branco altri, in lontananza , appaiono nel loro rosa piu' tenue. Stormi di gabbiani muovono l'orizzonte e le nuvole che volano veloci nel cielo azzurro, fanno sembrare questa immagine, in continuo mutamento. La luce cambia ogni istante e l'ombra scura che le nuvole proiettano sulla terra sembra dare vita o spegnerla, alle cose. Una barchetta variopinta, di pescatori attraversa il lago ad increspare le acque con ondine piu' grandi di quelle create dal vento che soffia forte e fa danzare ogni particolare intorno a noi. Panchine con tavolini, tutto creato con i sassi, si inglobano perfettamente nel contesto e, al momento deserte, sembrano aspettare qualcuno che voglia riposarsi, alla vista di questa magnificenza . Qualcuno che si perda nell'ammirare la bellezza, la dolcezza e la forza di questo luogo desiderando di poter avere una piccola casa qui e godersi l'estasi che questa Parco Naturale puo' regalare. Improvvisamente gocce di pioggia mi destano dal sogno risvegliandomi da una ipnosi . Corro al truck, che dista un centinaio di metri, per ripararmi ma gia' il sole ha rifatto capolino. Il vento continua a scompigliarmi i capelli mentre salgo la scaletta e mi riparo nella mia casa viaggiante con il desiderio di scrivervi quanto avete appena terminato di leggere.
Enzo e Cristian, due amici di nostri amici con i quali Davide e' in contatto ci raggiungono nel pomeriggio. Anche loro hanno un truck e trascorriamo un po' di tempo, al sole, riparati dal vento a condividere esperienze di viaggio. Durante la cena ipotizziamo un itinerario per rincontrarci piu' avanti dopo che la moglie di Enzo lo raggiungerà' in aereo a Marrakech il 25 febbraio. Ragazzi piacevolissimi, amanti del viaggio e dell'avventura, come noi !
Luoghi di interesse: A
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:
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Ksar tafnidilt - parco Naila
Data: 17 febbraio 2014
Luogo di partenza: ksar de Tafnidilt
Luoghi intermedi: Tan tan, El Ouatia, Sidi Akhfennir
Luogo di arrivo: lago Naila (riserva naturale)
Km percorsi: Km 172
Spesa giornaliera: Dh 1129,84 = euro 103,27
Way points: camping el Ouatia: N28 29,096 W 11 19,275
panorama: N 28 17,175 W 11 32,299
panorama: N 28 12,416 W 11 46,681
panorama: N 28 10,426 W 11 52,044
gasolio basso: N 28 10,526 W 11 52,733
lago Naila: N 28 01,705 W 12 14,424
Resoconto
Finalmente, durante la notte ...il silenzio! Il sibilo del vento si e' placato, come d'incanto e la totale assenza di rumore ha preso il sopravvento, avvolgendo il luogo mistico dove ci troviamo. Al risveglio il cielo e' ancora coperto dalle nubi ma tutto intorno e' quiete, quella quiete che conosce solo chi ha provato ad andare nel deserto, dove intorno non c'e' nulla per km e km....il nulla e nessuno!
Ripartiamo dopo aver scattato qualche foto dello ksar e dell'area in cui si trova e ci dirigiamo verso Tan Tan, citta' insulsa, dove e' possibile entrare ed uscire senza quasi accorgersi di averla attraversata. Priva di carattere, non merita una visita ma solo una sosta, per cercare una connessione internet e caricare il materiale che , per due giorni, non siamo riusciti a pubblicare. Cerco di telefonare con face time ma la connessione non e' sufficiente e, dopo vari tentatiti inutili , rinuncio e invio un messaggio telefonico e una mail. Giungiamo a Tan Tan Plage , anche chiamata El Ouatia, circa 25 km dalla sua omonima vicina. Siamo sul mare , cambiamo un po' di euro in moneta locale perche' dobbiamo fare gasolio e qui, la carta di credito, non la usano. Ovviamente becchiamo il benzinaio piu caro del marocco, ma temiamo di non poter arrivare alla prossima grande citta' : abbiamo solo 100 litri ! Riprendiamo la strada verso sud e la costa si fa molto interessante. Viaggiamo a pochi metri dalla scogliera e il mare e' veramente mosso. Schizzi di acqua salmastra continuano a sporcare il parabrezza che, inutilmente, ci ostiniamo a pulire. La strada e' asfaltata ma e' stretta e tutti i tir che incrociamo vanno come folli,rubando preziosi centimetri della nostra carreggiata ...temiamo per la nostra incolumità' e quella del truck ogni volta che incrociamo uno di quei folli al volante ( e succede abbastanza di frequente perche' questa e' la via per la Mauritania). Lungo il percorso incontriamo diversi distributori fra i quali uno affollato di camionisti che vende il gasolio a dh 69 al litro quando normalmente lo vendono a dh 84. Domani , nel tragitto di ritorno, verso nord,ci fermeremo qui a riempire entrambi i serbatoi. Finalmente giungiamo a Sidi Akhfennir, la cittadina prima della nostra destinazione e scopriamo che non serve alcun permesso per sostare nel parco di Neila. La cittadina, sebbene minuscola, offre tutti i servizi: ristoranti, negozi, alberghi. Il panorama tutt'intorno e' cambiato ! Ora siamo entrati nella regione sahariana e la natura che ci circonda lo dimostra. Cominciano le alte dune e le distese di chot, a perdita d'occhio. Ci sono panorami bellissimi , l'unione dell' oceano da un lato e del deserto dall'altro, separati da una striscia di strada asfaltata. Giungiamo al tramonto al lago Naila , indicato da un cartello stradale. All'ingresso un auto della polizia ci chiede, pigramente, i documenti e svogliatamente, presa visione, ci dice che domani prenderanno nota quando ripartiremo. Qui ci sono diversi yogurt parcheggiati ma lo spazio e' grande. Tutto intorno e' bellissimo: ci sono fenicotteri e altri uccelli sul lago ma occorre il cannocchiale per poterli vedere. Domani staremo qui, a riposare e a fare una passeggiata; speriamo nel bel tempo !
Luoghi di interesse: Lago di Naila. Costa a nord del lago
Percorso in sintesi: strada asfaltata che attraversa Tan Tan fino alla costa a El Ouatia prova di particolare interesse. Bello e panoramico il percorso fino alla riserva naturale di Naila con diversi panorami
Condizione delle strade: asfalto a una corsia stretta per senso di marcia
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): lungo la strada e nei centri abitati. Nel wp inidato stazione di servizio a prezzo molto basso.
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati compreso sidi akhfennir
Indirizzi utili:
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lunedì 17 febbraio 2014
Plage blache - ksar tafnidilt
Data: 16 febbraio 2014
Luogo di partenza: Plage Blanche nord
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: Tafnidilt
Km percorsi: Km 105
Spesa giornaliera: Dh 80 = euro 7,31
Way points: guado: N 28 56,686 W 10 36,041
panorama: N 28 37,596 W 10 46,952
camping Ksar de Tafnidilt: N 28 32,764 W 10 59,608
Resoconto
Il vento incessante , in continuo aumento, con il suo sibilo potente come un tuono, che entra nei tuoi sogni e li trasforma in incubi, non ci ha permesso di dormire molto bene. Nonostante fossimo parcheggiati a centinaia di metri dalla riva dell'oceano, Davide sognava di un potente tzunami che ci raggiungeva e con la forza dell'acqua ci trascinava in mezzo al mare....io immaginavo che la potenza del vento ci ribaltasse tanto era il dondolio del truck, come avevo visto capitare in Islanda ad un camper, lungo una strada. Poi, il pensiero che altri yogurt erano parcheggiati non lontano da noi e che noi pesiamo quattro volte loro..beh mi rassicurava lasciandomi scivolare in un sonno - veglia, ma sempre con orecchio vigile e pronta a scattare in caso di bisogno. Gli unici che hanno dormito, come sempre, sono stati i cani...fino alle ore 8 : 00 ! Ma come fanno a svegliarsi sempre a quell'ora? Al massimo sgarrano di 5 min in piu' o in meno ! Ad ogni modo questa e' un ora corretta per fare tutto con calma e riuscire a mettersi in marcia senza aver gettato via la mattinata.
Ma questa mattina, con il vento forte che ti strappa la portiera se tenti di aprirla dalla parte sbagliata, e' proprio una mattina in cui saremmo stati bene a letto! La Plage Blanche, che dista da noi poche centinaia di metri non e' accessibile a causa di un guado profondo e, ad ogni modo, essendo da soli , non ci fideremmo ad avventurarci con il truck su un terreno cosi' insidioso. Le solite tracce che fino ad oggi ci hanno permesso di percorrere sentieri inaspettati, ci conducono sui plateau che costeggiano la spiaggia ma dai quali non riusciamo neppure a scorgerla. Il terreno e' compatto e abbastanza duro salvo quando ci sono delle aree che vengono coltivate e che rendono il terreno argilloso molto insidioso. Davide, sottovalutando una piccola pozza di acqua infatti, rimane bloccato e, il panico si dipinge sul suo volto. Prova ad avanzare ma si accorge che le ruote posteriori stanno scavando e quindi si ferma immediatamente. Occorre sgonfiare i pneumatici. Fino a questo momento abbiamo viaggiato con la pressione a 5,5 bar ( su asfalto la portiamo anche a 7 bar). Sgonfiamo a 4 bar e con la pala, Davide, scava un leggero invito per permettere alle gomme di non avere impedimenti lungo il loro tragitto. Inseriamo i blocchi e...via siamo passati ! W w w ! La prima piantata con il truck ! Tutto ok ! Proseguiamo evitando quelle pozzanghere che si sono dimostrate terrificanti ma talvolta i campi seminati ci obbligano a cercare altre tracce. Il territorio intorno a noi e' aperto e molto vasto. La vegetazione costituita da bassi arbusti spinosi, un po' radi ci permette di scegliere di percorrere dei sentieri immaginari che ci creiamo uscendo da quella che definiamo la " main road" perche' solcata da piu' tracce.
Le ore passano, il vento non cala e ogni volta che apriamo la portiera del truck, le folate portano all'interno manciate di sabbia fine . E' impossibile anche solo far scendere i cani che preferiscono stare in cabina perche' la sabbia gli va negli occhi. Cominciamo a essere stanchi, non abbiamo pranzato . Una barretta di cioccolato svizzero che il nostro amico Jo Reggiani, conosciuto in Unicat ci ha omaggiato, ci chiude il buchino allo stomaco e procediamo perche' non vediamo la fine di questo percorso e , davanti a noi, solo questi plateau sconfinati, a perdita d'occhio. Quello che ci crea problema, talvolta, e' la voragine che si viene a formare, tipo canyon, a causa dell'acqua che ha scavato per affluire al oued. I solchi sono profondi e il terreno non ci permette di avanzare costringendoci a cambiare direzione e a cercare nuove strade per andare oltre. Guadiamo in un punto dove il terreno sabbioso e' sufficientemente duro da reggere il nostro peso e non c'e' molta acqua. Piu' avanti pero' c'e' un passaggio, una buca che, con una macchina sarebbe semplicissima ma con un truck di 10 mt crea un problema perche' l'angolo di uscita non e' sufficiente per uscire senza toccare la pedana del quad. Mi metto alla guida mentre Davide da terra, con le radio, mi dice il da farsi ma e' necessario scavare un po' e riempire il passaggio sotto una ruota con dei sassi, per uscire indenni dall'ostacolo. Tutto documentato, non temete ! Appena la connessione lo permetterà avrete foto e video di questa esperienza. Sono le 5 del pomeriggio e finalmente arriviamo alla strada asfaltata, cinquanta chilometri prima di Tan Tan. Ci hanno indicato un camping grazioso e particolare presso lo Ksar di Tafnidil che si trova su uno sterrato a 6 km di distanza dall'asfalto. La deviazione parte una trentina di chilometri prima di Tan Tan . Occorre svoltare a destra dall'asfalto poco prima del posto di polizia dove ci sono i cartelli che indicano questo castello (c'e' anche una scritta con freccia sulla montagna, tipo Hollywood). Lo sterrato e' largo e agibile, di terra argillosa ( meno male che non piove), e, superato il castello diroccato, si vede il camping che ha anche camere e ristorante. Una doccia calda questa sera non me la leva nessuno...avro' chili di sabbia fra i capelli, io . Davide no, lui i capelli li ha in "limited edition" quindi non si pone il problema ! Hi hi hi era la cattiveria della serata! Pulizia del truck , pulizia delle nostre persone, cenetta con linguine al sugo pancetta e scamorza e meritato riposo ! A domani!
Luoghi di interesse: Plage Blanche, plateau, Ksar de Tafnidilt
Percorso in sintesi: dal punto a nord della Plage Blanche seguite tracce sui plateau. Molto panoramico tutto 4x4 con punti impegnativi per il truck causa oued da attraversare. Per arrivare a tafnidilt dalla N1 svoltare prima del posto di polizia a dx . C'e' indicazione.
Condizione delle strade: sui plateau sterrati abbastanza duri con presenza di campi coltivati e zone bagnate che creano fango. Attraversamento di oued e scollinamento di plateau . Molte tracce indicate . Strade impegnative con il truck. Tempo tutta la giornata. Asfalto sulla N1 verso sud buono.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): a tafnidilt ottimo campeggio.
Indirizzi utili: ksar de Tafnidilt cell +212 6 63233115
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Plage blache - ksar tafnidilt
Data: 16 febbraio 2014
Luogo di partenza: Plage Blanche nord
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: Tafnidilt
Km percorsi: Km 105
Spesa giornaliera: Dh 80 = euro 7,31
Way points: guado: N 28 56,686 W 10 36,041
panorama: N 28 37,596 W 10 46,952
camping Ksar de Tafnidilt: N 28 32,764 W 10 59,608
Resoconto
Il vento incessante , in continuo aumento, con il suo sibilo potente come un tuono, che entra nei tuoi sogni e li trasforma in incubi, non ci ha permesso di dormire molto bene. Nonostante fossimo parcheggiati a centinaia di metri dalla riva dell'oceano, Davide sognava di un potente tzunami che ci raggiungeva e con la forza dell'acqua ci trascinava in mezzo al mare....io immaginavo che la potenza del vento ci ribaltasse tanto era il dondolio del truck, come avevo visto capitare in Islanda ad un camper, lungo una strada. Poi, il pensiero che altri yogurt erano parcheggiati non lontano da noi e che noi pesiamo quattro volte loro..beh mi rassicurava lasciandomi scivolare in un sonno - veglia, ma sempre con orecchio vigile e pronta a scattare in caso di bisogno. Gli unici che hanno dormito, come sempre, sono stati i cani...fino alle ore 8 : 00 ! Ma come fanno a svegliarsi sempre a quell'ora? Al massimo sgarrano di 5 min in piu' o in meno ! Ad ogni modo questa e' un ora corretta per fare tutto con calma e riuscire a mettersi in marcia senza aver gettato via la mattinata.
Ma questa mattina, con il vento forte che ti strappa la portiera se tenti di aprirla dalla parte sbagliata, e' proprio una mattina in cui saremmo stati bene a letto! La Plage Blanche, che dista da noi poche centinaia di metri non e' accessibile a causa di un guado profondo e, ad ogni modo, essendo da soli , non ci fideremmo ad avventurarci con il truck su un terreno cosi' insidioso. Le solite tracce che fino ad oggi ci hanno permesso di percorrere sentieri inaspettati, ci conducono sui plateau che costeggiano la spiaggia ma dai quali non riusciamo neppure a scorgerla. Il terreno e' compatto e abbastanza duro salvo quando ci sono delle aree che vengono coltivate e che rendono il terreno argilloso molto insidioso. Davide, sottovalutando una piccola pozza di acqua infatti, rimane bloccato e, il panico si dipinge sul suo volto. Prova ad avanzare ma si accorge che le ruote posteriori stanno scavando e quindi si ferma immediatamente. Occorre sgonfiare i pneumatici. Fino a questo momento abbiamo viaggiato con la pressione a 5,5 bar ( su asfalto la portiamo anche a 7 bar). Sgonfiamo a 4 bar e con la pala, Davide, scava un leggero invito per permettere alle gomme di non avere impedimenti lungo il loro tragitto. Inseriamo i blocchi e...via siamo passati ! W w w ! La prima piantata con il truck ! Tutto ok ! Proseguiamo evitando quelle pozzanghere che si sono dimostrate terrificanti ma talvolta i campi seminati ci obbligano a cercare altre tracce. Il territorio intorno a noi e' aperto e molto vasto. La vegetazione costituita da bassi arbusti spinosi, un po' radi ci permette di scegliere di percorrere dei sentieri immaginari che ci creiamo uscendo da quella che definiamo la " main road" perche' solcata da piu' tracce.
Le ore passano, il vento non cala e ogni volta che apriamo la portiera del truck, le folate portano all'interno manciate di sabbia fine . E' impossibile anche solo far scendere i cani che preferiscono stare in cabina perche' la sabbia gli va negli occhi. Cominciamo a essere stanchi, non abbiamo pranzato . Una barretta di cioccolato svizzero che il nostro amico Jo Reggiani, conosciuto in Unicat ci ha omaggiato, ci chiude il buchino allo stomaco e procediamo perche' non vediamo la fine di questo percorso e , davanti a noi, solo questi plateau sconfinati, a perdita d'occhio. Quello che ci crea problema, talvolta, e' la voragine che si viene a formare, tipo canyon, a causa dell'acqua che ha scavato per affluire al oued. I solchi sono profondi e il terreno non ci permette di avanzare costringendoci a cambiare direzione e a cercare nuove strade per andare oltre. Guadiamo in un punto dove il terreno sabbioso e' sufficientemente duro da reggere il nostro peso e non c'e' molta acqua. Piu' avanti pero' c'e' un passaggio, una buca che, con una macchina sarebbe semplicissima ma con un truck di 10 mt crea un problema perche' l'angolo di uscita non e' sufficiente per uscire senza toccare la pedana del quad. Mi metto alla guida mentre Davide da terra, con le radio, mi dice il da farsi ma e' necessario scavare un po' e riempire il passaggio sotto una ruota con dei sassi, per uscire indenni dall'ostacolo. Tutto documentato, non temete ! Appena la connessione lo permetterà avrete foto e video di questa esperienza. Sono le 5 del pomeriggio e finalmente arriviamo alla strada asfaltata, cinquanta chilometri prima di Tan Tan. Ci hanno indicato un camping grazioso e particolare presso lo Ksar di Tafnidil che si trova su uno sterrato a 6 km di distanza dall'asfalto. La deviazione parte una trentina di chilometri prima di Tan Tan . Occorre svoltare a destra dall'asfalto poco prima del posto di polizia dove ci sono i cartelli che indicano questo castello (c'e' anche una scritta con freccia sulla montagna, tipo Hollywood). Lo sterrato e' largo e agibile, di terra argillosa ( meno male che non piove), e, superato il castello diroccato, si vede il camping che ha anche camere e ristorante. Una doccia calda questa sera non me la leva nessuno...avro' chili di sabbia fra i capelli, io . Davide no, lui i capelli li ha in "limited edition" quindi non si pone il problema ! Hi hi hi era la cattiveria della serata! Pulizia del truck , pulizia delle nostre persone, cenetta con linguine al sugo pancetta e scamorza e meritato riposo ! A domani!
Luoghi di interesse: Plage Blanche, plateau, Ksar de Tafnidilt
Percorso in sintesi: dal punto a nord della Plage Blanche seguite tracce sui plateau. Molto panoramico tutto 4x4 con punti impegnativi per il truck causa oued da attraversare. Per arrivare a tafnidilt dalla N1 svoltare prima del posto di polizia a dx . C'e' indicazione.
Condizione delle strade: sui plateau sterrati abbastanza duri con presenza di campi coltivati e zone bagnate che creano fango. Attraversamento di oued e scollinamento di plateau . Molte tracce indicate . Strade impegnative con il truck. Tempo tutta la giornata. Asfalto sulla N1 verso sud buono.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): a tafnidilt ottimo campeggio.
Indirizzi utili: ksar de Tafnidilt cell +212 6 63233115
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Fort bou jerif - place blache
Data: 15 febbraio 2014
Luogo di partenza: Fort Bou Jerif
Luoghi intermedi:
Luogo di arrivo: N 28 57,687 W 10 36,375 (spiaggia)
Km percorsi: km 40
Spesa giornaliera: Dh 60 = euro 5,48
Way points: FBJ: N 29 04,965 W 10 19,836
IS: N 29 00,957 W 10 20,628
IA: N29 00,410 W 10 20,701
Resoconto
La colazione berbera che ci viene servita in un ambiente delizioso e' costituita da due tipi diverse di crepes, pane caldo, plum cakes , marmellata, miele, latte, caffe' e the alla menta.
Chiacchieriamo con Bernard il francese che ci ha accolto ieri e sua moglie che, in questo momento, stanno sostituendo il proprietario, loro amico. Lui e' esperto di orienteering e guida in fuoristrada e porta gruppi che desiderano fare questi giri, per il sud del marocco, nel sahara o anche solo alla Spiaggia Bianca che da qui dista solo 9 km. Persone gentilissime che ci permettono di fare riprese del luogo e ci concedono una intervista video durante la quale ci spiegano che questa costruzione ha preso il nome dal forte francese del 1934 distante circa 700 mt, che fu abbandonato nel 1969 e di cui rimangono solo i muri perimetrali. Decidiamo di andare a fare qualche foto con il quad e a perlustrare la zona anche se personalmente tengo gli occhi ben aperti perchéin questa area ci sono i serpenti cobra di cui preferirei non fare la conoscenza !
Piante grasse di diverse specie che stanno mettendo fiori addolciscono il paesaggio brullo e un'oasi di palme vicino al forte ci fa capire che qui c'e' acqua. Lasciamo a malincuore questo posto apparsoci ieri dalle tenebre come un miraggio per dirigerci poco lontano ad ammirare la Plage Blanche, la rinomata spiaggia dalla sabbia bianca conosciuta anche in europa dagli amanti del off road e della pesca. C'e un vento molto forte e le nuvole hanno coperto il cielo. Ci parcheggiamo vicino alla spiaggia e aspettiamo domani!
Luoghi di interesse: Fort Bou Jerif,
Percorso in sintesi: strada sterrata nel deserto roccioso
Condizione delle strade: sterrato largo in buone condizioni fino a inizio asfalto che giunge alla spiaggia
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):nessuno
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): possibilita' di sosta vicino alla spiaggia o a FBJ
Indirizzi utili: Fort Bou Jerif Pierre Gerbens cell. +212 (0) 672 13 00 17 contact@boujerif.com www.fortboujerif.com (ristorante albergo camping)
Bernard Bousquet cell +212 670863270 bernardsalam@yahoo.fr (guida 4x4)
Fati cell +212 661439770 fmatine@gmail.com , www.mamafati.com (moglie di bernard e appassionata di cucina)
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Luogo di partenza: Fort Bou Jerif
Luoghi intermedi:
Luogo di arrivo: N 28 57,687 W 10 36,375 (spiaggia)
Km percorsi: km 40
Spesa giornaliera: Dh 60 = euro 5,48
Way points: FBJ: N 29 04,965 W 10 19,836
IS: N 29 00,957 W 10 20,628
IA: N29 00,410 W 10 20,701
Resoconto
La colazione berbera che ci viene servita in un ambiente delizioso e' costituita da due tipi diverse di crepes, pane caldo, plum cakes , marmellata, miele, latte, caffe' e the alla menta.
Chiacchieriamo con Bernard il francese che ci ha accolto ieri e sua moglie che, in questo momento, stanno sostituendo il proprietario, loro amico. Lui e' esperto di orienteering e guida in fuoristrada e porta gruppi che desiderano fare questi giri, per il sud del marocco, nel sahara o anche solo alla Spiaggia Bianca che da qui dista solo 9 km. Persone gentilissime che ci permettono di fare riprese del luogo e ci concedono una intervista video durante la quale ci spiegano che questa costruzione ha preso il nome dal forte francese del 1934 distante circa 700 mt, che fu abbandonato nel 1969 e di cui rimangono solo i muri perimetrali. Decidiamo di andare a fare qualche foto con il quad e a perlustrare la zona anche se personalmente tengo gli occhi ben aperti perchéin questa area ci sono i serpenti cobra di cui preferirei non fare la conoscenza !
Piante grasse di diverse specie che stanno mettendo fiori addolciscono il paesaggio brullo e un'oasi di palme vicino al forte ci fa capire che qui c'e' acqua. Lasciamo a malincuore questo posto apparsoci ieri dalle tenebre come un miraggio per dirigerci poco lontano ad ammirare la Plage Blanche, la rinomata spiaggia dalla sabbia bianca conosciuta anche in europa dagli amanti del off road e della pesca. C'e un vento molto forte e le nuvole hanno coperto il cielo. Ci parcheggiamo vicino alla spiaggia e aspettiamo domani!
Luoghi di interesse: Fort Bou Jerif,
Percorso in sintesi: strada sterrata nel deserto roccioso
Condizione delle strade: sterrato largo in buone condizioni fino a inizio asfalto che giunge alla spiaggia
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):nessuno
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): possibilita' di sosta vicino alla spiaggia o a FBJ
Indirizzi utili: Fort Bou Jerif Pierre Gerbens cell. +212 (0) 672 13 00 17 contact@boujerif.com www.fortboujerif.com (ristorante albergo camping)
Bernard Bousquet cell +212 670863270 bernardsalam@yahoo.fr (guida 4x4)
Fati cell +212 661439770 fmatine@gmail.com , www.mamafati.com (moglie di bernard e appassionata di cucina)
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sabato 15 febbraio 2014
Sidi moussa d'aglou - plage blache
Data: 14 febbraio 2014
Luogo di partenza: Sidi Moussa D'Aglou
Luoghi intermedi: Mirleft, Legzira, Sidi Ifni
Luogo di arrivo: Fort Beu Jan
Km percorsi: Km 98
Spesa giornaliera: Dh 800 / euro
Way points: spiaggia: N 29 38,934 W 9 59,552
Arco di Legzira: N 29 26,776 W 10 06,517
sosta pranzo : N 29 23,962 W 10 09,707
spiaggia sidi ifni: N 29 23,368 W 10 10,281
spiaggia pescatori: N 29 16,821 W 10 15,318
sosta: N 29 14,939 W 10 18,428
FBJ: N 20 04,965 W 10 19,836
Resoconto
La nostra fame di viaggiare ( non ci chiamiamo hungry wheels mica per niente), ci porta a spingerci ancora verso sud. Desideriamo arrivare alla porta del sahara, dove tutto e' più selvaggio e il vero, tradizionale marocco non e' ancora stato intaccato dall'europeizzazione che ha contagiato la costa piu a nord.
La costa che presenta belle spiagge , ora deserte, nelle zone di Mirleft (spiaggia del mausoleo proprio a bordo strada principale ) e Legzira (spiaggia dell'arco, raggiungibile da una strada traversa alla principale) oppure Sidi Ifni, paese piu' grande, vecchia roccaforte spagnola, tornata al Marocco nel 1969. Per il resto la costa presenta un litorale costituito da scogliere a picco e il mare, il piu' delle volte, e' raggiungibile solo a piedi.
Sostiamo prima della cittadina di Sidi Ifni per il pranzo ma, mentre stiamo dando i primi morsi a fantastici castagnacci preparati da Davide, veniamo disturbati da militari che ci spiegano che ci siamo fermati in un'area di tiro ( ma non c'era nessuna indicazione in merito) e quindi, ci invitano ad allontanarci al piu' presto ! Terminiamo di pranzare (ovviamente i militari sono come i carabinieri italiani, sono venuti 3 volte, 3 persone diverse a parlarci in 10 minuti, ed erano tutti vicini fra loro), e ci spostiamo fino ad arrivare nella spiaggia della cittadina dove parcheggiamo il truck e preso il quad, andiamo a dare una occhiata alla piazza dove, sulla guida, abbiamo letto esserci alcune costruzioni stile art deco' e spagnoleggianti. A dir il vero c'e' ben poco da visitare ma questo giretto ci viene a costare ben 300 Dh di multa perche' giriamo senza caschi e un poliziotto, piu' zelante degli altri incontrati in precedenza, almeno quattro, ha pensato bene di fermarci e, dopo aver verificato che giravamo senza documenti, libretto, assicurazione e, senza caschi, ci ha detto che eravamo da "arresto" ma , tenendo me in "ostaggio" ha permesso a Davide di andare a recuperare tutto per mostrarglielo e, a seguito di cio' , ci ha dato una multa " lieve" ! Cazzz...Porc....Vacc....altro che lieve: qui ci vivono un paio di settimane con 300 Dh ! Alla fine ci ha chiesto scusa, ma ha detto che se non ci avesse fatto la multa, la gente che guardava, avrebbe parlato male di lui ! Proprio bastardo: a quelli che ha fermato prima di noi, due marocchini, gli ha tolto la patente !
Diciamo che la giornata non si sta evolvendo nei migliori dei modi e, un po' risentiti ( l 'accaduto ci ha mandato fuori budget!), ritorniamo al truck e partiamo nella speranza di trovare un bel posticino, gratis, per la notte . Ci serve fare il carico di acqua, ma qui, alle porte del deserto, sembra siano piu' restii a farti fare rifornimento: il benzinaio ci dice di no e , anche quando lungo la strada troviamo una cisterna, un vecchietto si ferma e ci riprende , anche se educatamente, dicendo che quell'acqua serve per abbeverare gli animali e non per usarla noi umani nel camper (....non vi dico cosa ha detto Davide in merito, ma chi lo conosce, lo puo' immaginare !).
Sempre piu' risentiti ci fermiamo un po' piu' avanti, su una scogliera a picco sul mare mentre l'ora del tramonto si avvicina. Siamo un po' inversi e, solo allora, Davide ricordando che e' San Valentino, compie un gesto romantico : cogliendo qualche fiorellino colorato di campo e me lo porge in dono, con un dolce bacio ( questo era il momento sdolcinato della giornata). Passato qualche minuto di romanticherie, in cui si dicono quelle stupide cose tipo , "vale il pensiero", mentre si pensa che un bel braccialetto di diamanti sarebbe meglio, (hi, hi , hi ..scherzo ovviamente), mi accorgo guardando la mappa sul mio schermo, che a una decina di km c'e' indicato il segno di un camping. La decisione e' presto presa: non sara' gratis ma almeno facciamo rifornimento di acqua visto che piu' a sud, dopo la Plage Blanche" e' piu' difficile trovarla. Ci incamminiamo proprio mentre la luce sta svanendo e, ovviamente troviamo una strada solo per 4x4...
Le indicazioni, frequenti all'inizio del percorso, cominciano a scarseggiare procedendo e il sentiero che, per un fuoristrada sarebbe poco impegnativo, comincia a diventarlo, alla guida del truck.
Dopo un ora, quando i 10 km sono raggiunti, cominciamo a temere di esserci persi ma intravediamo, nelle tenebre, un cartello " FBJ a 800 mt. e le coordinate gps" . E' tutto assolutamente buio e l'unica luce e' data dalla luna piena e dalle stelle . Ormai sospettiamo di essere giunti fino qui, dopo circa un'ora di guida off road, e di trovare tutto chiuso quando, come succede quando arrivi a Las Vegas di notte, dal bel mezzo del deserto,nel buio piu' totale, scollino e , luci di un villaggio illuminano quasi a giorno la zona circostante . Beh, in questo caso, non proprio a giorno, ma capiamo che si tratta sicuramente di una struttura aperta e il nostro cuore si rallegra ! Man mano che ci avviciniamo, ci rendiamo conto che si tratta di un posto bellissimo, di alto livello e il sorriso ci si stampa in faccia. Veniamo accolti all'ingresso da un marocchino che ci invita ad entrare e subito dopo da un francese che ci dice che possiamo dormire nella zona camping e che ci preparerà' una cena completa che, insieme alla colazione berbera di domani mattina e all'uso dei servizi, ci costera' 500 Dh in totale. Grande! Non possiamo che essere felici ! Mi devo assolutamente agghindare per l'occasione : non si puo' fare la cena di San Valentino vestiti di stracci, serve l'abitino "buono"! (Davide si limita a mettersi le "zampe", come chiama lui il lato finale dei pantaloni con la zip che ti permette di renderli corti, quando fa caldo).
Luogo incantevole, elegante e cena fantastica a base di insalata, verdure al vapore e grigliate, tajine di cammello e brochette di pollo,......., delisioooosiiiii!
Sono felice: il destino ci ha riservato questa piacevolissima ed inaspettata sorpresa per celebrare la giornata degli innamorati !
Luoghi di interesse: Spiagge di Mirlef ,Legzira, Fort Bou Jerif.
Percorso in sintesi: strada costiera verso sud , spiagge a Mirlef , Legzira , Sidi Ifni. Il resto scogliere
Condizione delle strade: asfalto a una corsia x senso di marcia strette ma buone
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): solo a Sidi Ifni. Difficolta' a trovare acqua
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): buoni nei centri abitati
Indirizzi utili: logis la marine , Sidi Ifni (guest house di bernard bousuet) cell+212 641766096 www.logislamarine.com
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Luogo di partenza: Sidi Moussa D'Aglou
Luoghi intermedi: Mirleft, Legzira, Sidi Ifni
Luogo di arrivo: Fort Beu Jan
Km percorsi: Km 98
Spesa giornaliera: Dh 800 / euro
Way points: spiaggia: N 29 38,934 W 9 59,552
Arco di Legzira: N 29 26,776 W 10 06,517
sosta pranzo : N 29 23,962 W 10 09,707
spiaggia sidi ifni: N 29 23,368 W 10 10,281
spiaggia pescatori: N 29 16,821 W 10 15,318
sosta: N 29 14,939 W 10 18,428
FBJ: N 20 04,965 W 10 19,836
Resoconto
La nostra fame di viaggiare ( non ci chiamiamo hungry wheels mica per niente), ci porta a spingerci ancora verso sud. Desideriamo arrivare alla porta del sahara, dove tutto e' più selvaggio e il vero, tradizionale marocco non e' ancora stato intaccato dall'europeizzazione che ha contagiato la costa piu a nord.
La costa che presenta belle spiagge , ora deserte, nelle zone di Mirleft (spiaggia del mausoleo proprio a bordo strada principale ) e Legzira (spiaggia dell'arco, raggiungibile da una strada traversa alla principale) oppure Sidi Ifni, paese piu' grande, vecchia roccaforte spagnola, tornata al Marocco nel 1969. Per il resto la costa presenta un litorale costituito da scogliere a picco e il mare, il piu' delle volte, e' raggiungibile solo a piedi.
Sostiamo prima della cittadina di Sidi Ifni per il pranzo ma, mentre stiamo dando i primi morsi a fantastici castagnacci preparati da Davide, veniamo disturbati da militari che ci spiegano che ci siamo fermati in un'area di tiro ( ma non c'era nessuna indicazione in merito) e quindi, ci invitano ad allontanarci al piu' presto ! Terminiamo di pranzare (ovviamente i militari sono come i carabinieri italiani, sono venuti 3 volte, 3 persone diverse a parlarci in 10 minuti, ed erano tutti vicini fra loro), e ci spostiamo fino ad arrivare nella spiaggia della cittadina dove parcheggiamo il truck e preso il quad, andiamo a dare una occhiata alla piazza dove, sulla guida, abbiamo letto esserci alcune costruzioni stile art deco' e spagnoleggianti. A dir il vero c'e' ben poco da visitare ma questo giretto ci viene a costare ben 300 Dh di multa perche' giriamo senza caschi e un poliziotto, piu' zelante degli altri incontrati in precedenza, almeno quattro, ha pensato bene di fermarci e, dopo aver verificato che giravamo senza documenti, libretto, assicurazione e, senza caschi, ci ha detto che eravamo da "arresto" ma , tenendo me in "ostaggio" ha permesso a Davide di andare a recuperare tutto per mostrarglielo e, a seguito di cio' , ci ha dato una multa " lieve" ! Cazzz...Porc....Vacc....altro che lieve: qui ci vivono un paio di settimane con 300 Dh ! Alla fine ci ha chiesto scusa, ma ha detto che se non ci avesse fatto la multa, la gente che guardava, avrebbe parlato male di lui ! Proprio bastardo: a quelli che ha fermato prima di noi, due marocchini, gli ha tolto la patente !
Diciamo che la giornata non si sta evolvendo nei migliori dei modi e, un po' risentiti ( l 'accaduto ci ha mandato fuori budget!), ritorniamo al truck e partiamo nella speranza di trovare un bel posticino, gratis, per la notte . Ci serve fare il carico di acqua, ma qui, alle porte del deserto, sembra siano piu' restii a farti fare rifornimento: il benzinaio ci dice di no e , anche quando lungo la strada troviamo una cisterna, un vecchietto si ferma e ci riprende , anche se educatamente, dicendo che quell'acqua serve per abbeverare gli animali e non per usarla noi umani nel camper (....non vi dico cosa ha detto Davide in merito, ma chi lo conosce, lo puo' immaginare !).
Sempre piu' risentiti ci fermiamo un po' piu' avanti, su una scogliera a picco sul mare mentre l'ora del tramonto si avvicina. Siamo un po' inversi e, solo allora, Davide ricordando che e' San Valentino, compie un gesto romantico : cogliendo qualche fiorellino colorato di campo e me lo porge in dono, con un dolce bacio ( questo era il momento sdolcinato della giornata). Passato qualche minuto di romanticherie, in cui si dicono quelle stupide cose tipo , "vale il pensiero", mentre si pensa che un bel braccialetto di diamanti sarebbe meglio, (hi, hi , hi ..scherzo ovviamente), mi accorgo guardando la mappa sul mio schermo, che a una decina di km c'e' indicato il segno di un camping. La decisione e' presto presa: non sara' gratis ma almeno facciamo rifornimento di acqua visto che piu' a sud, dopo la Plage Blanche" e' piu' difficile trovarla. Ci incamminiamo proprio mentre la luce sta svanendo e, ovviamente troviamo una strada solo per 4x4...
Le indicazioni, frequenti all'inizio del percorso, cominciano a scarseggiare procedendo e il sentiero che, per un fuoristrada sarebbe poco impegnativo, comincia a diventarlo, alla guida del truck.
Dopo un ora, quando i 10 km sono raggiunti, cominciamo a temere di esserci persi ma intravediamo, nelle tenebre, un cartello " FBJ a 800 mt. e le coordinate gps" . E' tutto assolutamente buio e l'unica luce e' data dalla luna piena e dalle stelle . Ormai sospettiamo di essere giunti fino qui, dopo circa un'ora di guida off road, e di trovare tutto chiuso quando, come succede quando arrivi a Las Vegas di notte, dal bel mezzo del deserto,nel buio piu' totale, scollino e , luci di un villaggio illuminano quasi a giorno la zona circostante . Beh, in questo caso, non proprio a giorno, ma capiamo che si tratta sicuramente di una struttura aperta e il nostro cuore si rallegra ! Man mano che ci avviciniamo, ci rendiamo conto che si tratta di un posto bellissimo, di alto livello e il sorriso ci si stampa in faccia. Veniamo accolti all'ingresso da un marocchino che ci invita ad entrare e subito dopo da un francese che ci dice che possiamo dormire nella zona camping e che ci preparerà' una cena completa che, insieme alla colazione berbera di domani mattina e all'uso dei servizi, ci costera' 500 Dh in totale. Grande! Non possiamo che essere felici ! Mi devo assolutamente agghindare per l'occasione : non si puo' fare la cena di San Valentino vestiti di stracci, serve l'abitino "buono"! (Davide si limita a mettersi le "zampe", come chiama lui il lato finale dei pantaloni con la zip che ti permette di renderli corti, quando fa caldo).
Luogo incantevole, elegante e cena fantastica a base di insalata, verdure al vapore e grigliate, tajine di cammello e brochette di pollo,......., delisioooosiiiii!
Sono felice: il destino ci ha riservato questa piacevolissima ed inaspettata sorpresa per celebrare la giornata degli innamorati !
Luoghi di interesse: Spiagge di Mirlef ,Legzira, Fort Bou Jerif.
Percorso in sintesi: strada costiera verso sud , spiagge a Mirlef , Legzira , Sidi Ifni. Il resto scogliere
Condizione delle strade: asfalto a una corsia x senso di marcia strette ma buone
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): solo a Sidi Ifni. Difficolta' a trovare acqua
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): buoni nei centri abitati
Indirizzi utili: logis la marine , Sidi Ifni (guest house di bernard bousuet) cell+212 641766096 www.logislamarine.com
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giovedì 13 febbraio 2014
Sosta a Sidi Moussa D'Aglou
Data: 13 febbraio 2014
Luogo di partenza: sosta Sidi Moussa D' Aglou
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 0
Way points: -
Resoconto
Cosa dirvi oggi ? Un conto e' restare fermi in un posto a causa di problemi, come rischiavamo di fare ieri e un altro e' scegliere di fermarsi, sempre in quel posto, perché c'e' una splendida giornata, senza vento con un sole caldo, da costume da bagno .....e allora restiamo qui!
Cosa abbiamo fatto ? Nulla ! Relax, sole e ..smaltato i sensori del manometro di uno dei due serbatoi di acqua che aveva smesso di funzionare da qualche giorno. La causa ? Sempre le vibrazioni dovute all'off road ! Comunque, secondo me, qualcuno ce l'ha mandata ! Ma cosi' almeno Davide ha avuto qualcosa da fare mentre io ho preso il sole seduta sulla mia seggiolina, con risultati disastrosi: non essendo sdraiata ma seduta e anche piuttosto "incassata" vista la tipologia di sedia, a causa di qualche rotolino di ciccia di troppo accumulata negli ultimi anni (non siate falsi dicendomi che sono in forma smagliante perche' anche un "verra" ha la sua forma!), ...beh sono diventata rossa "zebrata" da strisce bianche all'altezza del punto vita ! Un obbrobrio ! Quando a pranzo mi sono vista allo specchio, mi sono sentita proprio un cotechino ! E quindi, cosa fare? Smettere di mangiare ? Nooooo! Non si puo' rinunciare ad un ottimo risotto al salto preparato con l'avanzo di un risotto al taleggio dei giorni precedenti.
Il rimedio e' sdraiarsi, invece che sedersi, quando si prende il sole e..belli stesi !
Quindi, nel pomeriggio, rubato lo straccio dei cani (hogan e' stato costretto a dormire sulla tenda della decatlon e la niky per terra), mi sono stesa sulla sabbia, dritta come un fuso, per cercare di rimediare al danno !
Domani procediamo verso sud.
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: sosta Sidi Moussa D' Aglou
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 0
Way points: -
Resoconto
Cosa dirvi oggi ? Un conto e' restare fermi in un posto a causa di problemi, come rischiavamo di fare ieri e un altro e' scegliere di fermarsi, sempre in quel posto, perché c'e' una splendida giornata, senza vento con un sole caldo, da costume da bagno .....e allora restiamo qui!
Cosa abbiamo fatto ? Nulla ! Relax, sole e ..smaltato i sensori del manometro di uno dei due serbatoi di acqua che aveva smesso di funzionare da qualche giorno. La causa ? Sempre le vibrazioni dovute all'off road ! Comunque, secondo me, qualcuno ce l'ha mandata ! Ma cosi' almeno Davide ha avuto qualcosa da fare mentre io ho preso il sole seduta sulla mia seggiolina, con risultati disastrosi: non essendo sdraiata ma seduta e anche piuttosto "incassata" vista la tipologia di sedia, a causa di qualche rotolino di ciccia di troppo accumulata negli ultimi anni (non siate falsi dicendomi che sono in forma smagliante perche' anche un "verra" ha la sua forma!), ...beh sono diventata rossa "zebrata" da strisce bianche all'altezza del punto vita ! Un obbrobrio ! Quando a pranzo mi sono vista allo specchio, mi sono sentita proprio un cotechino ! E quindi, cosa fare? Smettere di mangiare ? Nooooo! Non si puo' rinunciare ad un ottimo risotto al salto preparato con l'avanzo di un risotto al taleggio dei giorni precedenti.
Il rimedio e' sdraiarsi, invece che sedersi, quando si prende il sole e..belli stesi !
Quindi, nel pomeriggio, rubato lo straccio dei cani (hogan e' stato costretto a dormire sulla tenda della decatlon e la niky per terra), mi sono stesa sulla sabbia, dritta come un fuso, per cercare di rimediare al danno !
Domani procediamo verso sud.
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:
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mercoledì 12 febbraio 2014
Sidi Moussa D'Aglou : problemi pedana quad
Data: 12 febbraio 2014
Luogo di partenza: Sidi Moussa D'Aglou
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 0
Way points: -
Resoconto
Quando si acquista un veicolo, in particolar modo un veicolo da spedizione, non e' solo importante verificare che il preparatore produca un mezzo bello, confortevole, con adeguate prestazioni, sia dal punto di vista tecnico - meccanico che da quello estetico ma, soprattutto e' importante che, dovendo utilizzarlo, si presume, in giro per il mondo e non dietro casa, esista da parte del preparatore, un servizio assistenza in grado di aiutare il cliente in qualsiasi parte del mondo. E' importante, quando un cliente ha un problema, dimostrare in quel momento, che si e' pronti, con le risposte adeguate, grazie alla professionalita' , conoscenza tecnica e capacita' , anche se il professionista che ti sta aiutando al telefono o tramite internet , non e' sul posto.
Questa e' la principale ragione per la quale abbiamo deciso di rivolgerci a UNICAT, dopo attenta ed approfondita ricerca a livello europeo . Oggi ne abbiamo avuto riprova ! Oggi posso sinceramente affermare che sono felice di essermi rivolta a questa azienda per la progettazione e la preparazione del mio truck.
Ieri era tardi quando abbiamo chiamato in Germania e nessuno era piu' in ufficio. Avevamo comunque inviato una mail e un messaggio sul cellulare di Thomas Ritter, uno dei proprietari fondatori, nonché mente tecnica dell'azienda. Questa mattina guardando il cellulare abbiamo trovato un messaggio inviato ieri sera alle 24, con il quale Thomas, ci informava che si trovava in Cina per una manifestazione, con 8 ore di fuso orario in piu' rispetto a noi e con internet funzionante solo in hotel. Ci dava disponibilità' di aiuto se lo avessimo chiamato entro la mattinata spiegandogli quale era il problema e il riferimento di Daniel, un validissimo collaboratore in Unicat, che potevamo contattare più agevolmente con skype. Non faccio in tempo a finire di rispondere al messaggio che mi arriva una chiamata, proprio da Thomas che, essendo riuscito a trovare una connessione internet, mi contatta per vederedi comprendere le cause del problema e dirmi cosa fare. Una volta spiegato la dinamica di come si era dimostrato l'inconveniente, risposto a qualche suo quesito, mi ha suggerito alcune prove da fare e mi ha detto di relazionarmi con la Germania , avendo già allertato Daniel. Le cause del mal funzionamento della pedana potevano essere molteplici quindi era importante identificare se il problema fosse meccanico, elettrico o idraulico. Fatti alcuni tentativi dietro suggerimento e forniti ulteriori input, Daniel ci ha elencato tutta una serie di diverse casistiche , descrivendoci, step by step, tutto ciò che dovevamo fare , in funzione dei valori e delle reazioni ottenute. Siamo riusciti a mandagli le foto della pompa per permettergli piu' agevolmente di spiegarci via internet, come agire. Definito che il problema era idraulico, cioe vi era aria nel pistone dei cilindri idraulici della pedana del quad, dovevamo riuscire a spurgarli e far tornare olio. Detto così' sembra semplice ma, quando fai tutto quello che ti dicono di fare (o che capisci visto che si sta parlando tecnicamente in inglese e con una connessione che talvolta compromette la comprensione del linguaggio), e non funziona nulla ugualmente ...beh cominci a cadere nello sconforto. Ma Daniel non ci abbandona e ci elenca tutta una serie di cose da verificare, valori della pressione della pompa, valvole di uscita dell'olio, valvole di spurgo ma anche quelle più' banali, tipo verificare se il rubinetto che regola l'uscita dell'olio dalla pompa non si e' mosso dalla sua posizione. Davide dopo aver spurgato nuovamente i pistoni, si accorge che l'olio non esce dalla pompa e verifica quella che sembrava l'ipotesi più' banale: il rubinetto che regola l'uscita dell'olio, inspiegabilmente o forse per le vibrazioni dovute all'off road, si e' chiuso limitando l'afflusso del fluido ai pistoni che, non ricevendo olio, non funzionavano in maniera adeguata.
Tutta la mattina ci e' voluta per capire questa banalissima causa del problema ! Problema tutt'altro che banale visto che , con la pedana a terra, non potevamo piu muoverci!
Grazie Thomas, grazie Daniel , grazie UNICAT ! : professionalita', assistenza e disponibilità eccellenti!
....e voi vi domanderete ...ma mentre Davide faceva il meccanico, la Franca oltre a tradurre dall'inglese all'italiano le varie mail e conversazioni telefoniche, cosa ha fatto ? ...ho fatto anche le pulizie ! Tutto basta stare lontani dal marito quando e' incazzato nero !!! Hi hi hi !
Ora sono fuori dal truck che mi godo il sole tiepido del pomeriggio, scrivo...e questa sera ...Tajine!
Luoghi di interesse:
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Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
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Luogo di partenza: Sidi Moussa D'Aglou
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 0
Way points: -
Resoconto
Quando si acquista un veicolo, in particolar modo un veicolo da spedizione, non e' solo importante verificare che il preparatore produca un mezzo bello, confortevole, con adeguate prestazioni, sia dal punto di vista tecnico - meccanico che da quello estetico ma, soprattutto e' importante che, dovendo utilizzarlo, si presume, in giro per il mondo e non dietro casa, esista da parte del preparatore, un servizio assistenza in grado di aiutare il cliente in qualsiasi parte del mondo. E' importante, quando un cliente ha un problema, dimostrare in quel momento, che si e' pronti, con le risposte adeguate, grazie alla professionalita' , conoscenza tecnica e capacita' , anche se il professionista che ti sta aiutando al telefono o tramite internet , non e' sul posto.
Questa e' la principale ragione per la quale abbiamo deciso di rivolgerci a UNICAT, dopo attenta ed approfondita ricerca a livello europeo . Oggi ne abbiamo avuto riprova ! Oggi posso sinceramente affermare che sono felice di essermi rivolta a questa azienda per la progettazione e la preparazione del mio truck.
Ieri era tardi quando abbiamo chiamato in Germania e nessuno era piu' in ufficio. Avevamo comunque inviato una mail e un messaggio sul cellulare di Thomas Ritter, uno dei proprietari fondatori, nonché mente tecnica dell'azienda. Questa mattina guardando il cellulare abbiamo trovato un messaggio inviato ieri sera alle 24, con il quale Thomas, ci informava che si trovava in Cina per una manifestazione, con 8 ore di fuso orario in piu' rispetto a noi e con internet funzionante solo in hotel. Ci dava disponibilità' di aiuto se lo avessimo chiamato entro la mattinata spiegandogli quale era il problema e il riferimento di Daniel, un validissimo collaboratore in Unicat, che potevamo contattare più agevolmente con skype. Non faccio in tempo a finire di rispondere al messaggio che mi arriva una chiamata, proprio da Thomas che, essendo riuscito a trovare una connessione internet, mi contatta per vederedi comprendere le cause del problema e dirmi cosa fare. Una volta spiegato la dinamica di come si era dimostrato l'inconveniente, risposto a qualche suo quesito, mi ha suggerito alcune prove da fare e mi ha detto di relazionarmi con la Germania , avendo già allertato Daniel. Le cause del mal funzionamento della pedana potevano essere molteplici quindi era importante identificare se il problema fosse meccanico, elettrico o idraulico. Fatti alcuni tentativi dietro suggerimento e forniti ulteriori input, Daniel ci ha elencato tutta una serie di diverse casistiche , descrivendoci, step by step, tutto ciò che dovevamo fare , in funzione dei valori e delle reazioni ottenute. Siamo riusciti a mandagli le foto della pompa per permettergli piu' agevolmente di spiegarci via internet, come agire. Definito che il problema era idraulico, cioe vi era aria nel pistone dei cilindri idraulici della pedana del quad, dovevamo riuscire a spurgarli e far tornare olio. Detto così' sembra semplice ma, quando fai tutto quello che ti dicono di fare (o che capisci visto che si sta parlando tecnicamente in inglese e con una connessione che talvolta compromette la comprensione del linguaggio), e non funziona nulla ugualmente ...beh cominci a cadere nello sconforto. Ma Daniel non ci abbandona e ci elenca tutta una serie di cose da verificare, valori della pressione della pompa, valvole di uscita dell'olio, valvole di spurgo ma anche quelle più' banali, tipo verificare se il rubinetto che regola l'uscita dell'olio dalla pompa non si e' mosso dalla sua posizione. Davide dopo aver spurgato nuovamente i pistoni, si accorge che l'olio non esce dalla pompa e verifica quella che sembrava l'ipotesi più' banale: il rubinetto che regola l'uscita dell'olio, inspiegabilmente o forse per le vibrazioni dovute all'off road, si e' chiuso limitando l'afflusso del fluido ai pistoni che, non ricevendo olio, non funzionavano in maniera adeguata.
Tutta la mattina ci e' voluta per capire questa banalissima causa del problema ! Problema tutt'altro che banale visto che , con la pedana a terra, non potevamo piu muoverci!
Grazie Thomas, grazie Daniel , grazie UNICAT ! : professionalita', assistenza e disponibilità eccellenti!
....e voi vi domanderete ...ma mentre Davide faceva il meccanico, la Franca oltre a tradurre dall'inglese all'italiano le varie mail e conversazioni telefoniche, cosa ha fatto ? ...ho fatto anche le pulizie ! Tutto basta stare lontani dal marito quando e' incazzato nero !!! Hi hi hi !
Ora sono fuori dal truck che mi godo il sole tiepido del pomeriggio, scrivo...e questa sera ...Tajine!
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martedì 11 febbraio 2014
Massa - Aglou
Data: 11 febbraio 2014
Luogo di partenza: Massa
Luoghi intermedi: Sidi Ouassai, Tassila, Bou Soun
Luogo di arrivo: Sidi Moussa D'Aglou
Km percorsi: Km 61
Way points: camping: N 30 10,934 W 9 35,771
ingrasso pedonale parco: N 30 04,813 W 9 40,128
camping: N 30 02,142 W 9 38,496
IS: N 29 58,105 W 9 38,675
camping aglou: N 29 48,221 W 9 49,591
sosta notturna: N 29 49,314 W 9 49,446
Resoconto
Sono le 7 e siamo svegli: questa mattina desideriamo visitare il parco di Souss Massa ed e' meglio essere sul posto abbastanza presto, per vedere gli uccelli. L'entrata al parco e' gratuita e non e' obbligatorio avere una guida ma, un ragazzo ci si rivolge in perfetto inglese e così' decidiamo di andare con lui che ci può' spiegare qualcosa in più', anche se non siamo degli appassionati. La visita prevede una passeggiata di circa 8 km totali. Un avanti-indietro, sullo stesso sentiero, che giunge fino ad una spiaggia che e' una barriera naturale che si e' formata prima del 1991, anno in cui ha smesso di esserci il contatto fra il mare e questo flusso di acqua dolce del fiume. Prima di quella data, i francesi tramite apposite macchine, pompavano il sale marino dall'acqua e vi era una presenza di pesci di acqua dolce e di quelli da acqua salata. La vegetazione all'interno del parco e' varia, e il mese di marzo e' quello in cui tutti i fiori sbocciano(peccato essere qui in anticipo). Noi abbiamo visto qualche acerba pallina gialla di mimosa che aspetta di esplodere a brevissimo ! Ci sono anche molti eucalipto, utili per i medicinali. La fauna, nel parco e' rappresentata sopratutto da volatili, più' di 300 specie fra cui alcune come l'Ibis, presente solo qui. Ci sono anche volpi, lupi, conigli selvatici e solo due tipi di serpenti non velenosi. Noi abbiamo visto moltissimi uccelli e nonostante la nostra guida, abilissimo a riconoscerli, ci tenesse a dirci di che specie si trattasse, a noi erano quasi tutte sconosciute salvo i cormorani, i fenicotteri, i falchetti e ovviamente una marea di gabbiani ! Grazie al binocolo che mio papa' mi ha gentilmente regalato prima della mia partenza , sono riuscita ad apprezzare le bellezze di questi volatili e ho assistito, da vicino, alla pesca di un grosso pesce da parte di uno di questi uccelli che , anche se disturbato da un cormorano che voleva impossessarsi del bottino, lo ha ingurgitato tutto intero...giu' nel gargarozzo ! Incredibile vederlo con i propri occhi e non in un documentario. La maggior parte dei volatili, comunque, era alla fine del percorso di andata, dove si trova la barriera al mare, sulla spiaggetta. A quella altezza esiste un ingresso pedonale al parco al quale si può' arrivare solo dalla spiaggia del paese vicino. Chi volesse effettuare un visita rapida, anche senza guida, ed evitando di fare 8 km, meglio che,dal paese, percorra qualche centinaio di metri lungo la spiaggia e si affacci a questo ingresso sorvegliato da una guardia del parco, che controlla che nessuno si avvicini agli animali. Sempre sulla spiaggia e' molto interessante scoprire che, la popolazione della costa, fino a non molti anni fa, ottenendo permessi numerati dallo stato, ha costruito delle grotte nella roccia. Si tratta di grossi buchi, grandi circa 10 mq, scavati a mano ed abbelliti con pitture o strani ornamenti (anche qui non mancano i fiori di plastica), che i possessori usano come base per pescare ma anche per mangiare o riposare. Ovviamente non c'e' luce al loro interno ma sono chiusi, tutti, da porte riportanti all'esterno il numero dell'autorizzazione, come se fosse un numero di abitazione di una casa.
Rientrati dalla visita, ripartiamo per percorrere un po' di strada lungo la costa, sempre verso sud. Copriamo un breve tratto su asfalto ma poi percorriamo il resto dei chilometri in sterrato sabbioso, sempre con l'oceano sulla nostra destra, ma contornati da dune di sabbia. Il percorso e' agibile per un fuoristrada senza alcun problema ; i locali lo fanno anche con macchine normali e con motorini ! Con il truck andiamo molto piano perché' dunette di sabbia formatesi causa vento, attraversano il sentiero e fanno sobbalzare il veicolo con il rischio di creare danni se la velocità' fosse più' elevata dei 20km/h. Dopo aver incontrato, nel nostro itinerario, un gruppo di gente che faceva parapendio, con i loro coloratissimi paracaduti e 5 o 6 camion, ex trailer per cavalli, che fungevano da case per un gruppo di giovani europei, con cani e bambini in stile "figli dei fiori" o "randagi" (definiteli come preferite), giungiamo, prima del tramonto, alla spiaggia di Sidi Moussa D'Aglou con omonimo paese estremamente turistico pieno di pensionati con i relativi "yogurt". C'e' una passeggiata a bordo oceano con tanto di lampioni e pavimentazione e tante belle casine fatte apposta per i marocchini benestanti o per i turisti. Torniamo indietro di un paio di km per la sosta notturna ma con l'intenzione di usare il quad per tornare in paese a cenare (questa sera volevo andare al ristorante x un tajine), ma ovviamente non poteva andare tutto dritto ! La pedana del quad presenta problemi e, dopo essere scesa di mezzo metro, non si muove più', ne in basso ne in altro ! Cazz...(censura)... Ma così siamo bloccati e non solo con il quad !
Davide prova a capire cosa e' successo e, dopo aver armeggiato e smontato, capisce che un pistone idraulico della pedana non lavora! E adesso ? Proviamo a chiamare in germania ma ormai e' tardi e non troviamo nessuno. Non c'e' quasi più luce e non ci possiamo fare nulla per il momento. Aspettiamo "serenamente" domani mattina e speriamo di risolvere al più' presto ! Ufffff, niente cibo marocchino e mi tocca pure cucinare !
Buon appetito!
Luoghi di interesse: Parco Souss Massa
Percorso in sintesi: percorso semi asfaltato fino a Tassila seguito da sterrato interno tipo steppa fino alla costa senza indicazioni. A seguire percorso panoramico per fuoristrada con sabbia dura e con presenza di dunette.
Condizione delle strade: buoni sterratoni talvolta molto lenti causa dunette di sabbia che attraversano. Adatto a 4x4
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): -
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati
Indirizzi utili: guida per parco: Baha L' hcen cell +212 6 34922528
fb: tchagra99@hotmail.fr
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Luogo di partenza: Massa
Luoghi intermedi: Sidi Ouassai, Tassila, Bou Soun
Luogo di arrivo: Sidi Moussa D'Aglou
Km percorsi: Km 61
Way points: camping: N 30 10,934 W 9 35,771
ingrasso pedonale parco: N 30 04,813 W 9 40,128
camping: N 30 02,142 W 9 38,496
IS: N 29 58,105 W 9 38,675
camping aglou: N 29 48,221 W 9 49,591
sosta notturna: N 29 49,314 W 9 49,446
Resoconto
Sono le 7 e siamo svegli: questa mattina desideriamo visitare il parco di Souss Massa ed e' meglio essere sul posto abbastanza presto, per vedere gli uccelli. L'entrata al parco e' gratuita e non e' obbligatorio avere una guida ma, un ragazzo ci si rivolge in perfetto inglese e così' decidiamo di andare con lui che ci può' spiegare qualcosa in più', anche se non siamo degli appassionati. La visita prevede una passeggiata di circa 8 km totali. Un avanti-indietro, sullo stesso sentiero, che giunge fino ad una spiaggia che e' una barriera naturale che si e' formata prima del 1991, anno in cui ha smesso di esserci il contatto fra il mare e questo flusso di acqua dolce del fiume. Prima di quella data, i francesi tramite apposite macchine, pompavano il sale marino dall'acqua e vi era una presenza di pesci di acqua dolce e di quelli da acqua salata. La vegetazione all'interno del parco e' varia, e il mese di marzo e' quello in cui tutti i fiori sbocciano(peccato essere qui in anticipo). Noi abbiamo visto qualche acerba pallina gialla di mimosa che aspetta di esplodere a brevissimo ! Ci sono anche molti eucalipto, utili per i medicinali. La fauna, nel parco e' rappresentata sopratutto da volatili, più' di 300 specie fra cui alcune come l'Ibis, presente solo qui. Ci sono anche volpi, lupi, conigli selvatici e solo due tipi di serpenti non velenosi. Noi abbiamo visto moltissimi uccelli e nonostante la nostra guida, abilissimo a riconoscerli, ci tenesse a dirci di che specie si trattasse, a noi erano quasi tutte sconosciute salvo i cormorani, i fenicotteri, i falchetti e ovviamente una marea di gabbiani ! Grazie al binocolo che mio papa' mi ha gentilmente regalato prima della mia partenza , sono riuscita ad apprezzare le bellezze di questi volatili e ho assistito, da vicino, alla pesca di un grosso pesce da parte di uno di questi uccelli che , anche se disturbato da un cormorano che voleva impossessarsi del bottino, lo ha ingurgitato tutto intero...giu' nel gargarozzo ! Incredibile vederlo con i propri occhi e non in un documentario. La maggior parte dei volatili, comunque, era alla fine del percorso di andata, dove si trova la barriera al mare, sulla spiaggetta. A quella altezza esiste un ingresso pedonale al parco al quale si può' arrivare solo dalla spiaggia del paese vicino. Chi volesse effettuare un visita rapida, anche senza guida, ed evitando di fare 8 km, meglio che,dal paese, percorra qualche centinaio di metri lungo la spiaggia e si affacci a questo ingresso sorvegliato da una guardia del parco, che controlla che nessuno si avvicini agli animali. Sempre sulla spiaggia e' molto interessante scoprire che, la popolazione della costa, fino a non molti anni fa, ottenendo permessi numerati dallo stato, ha costruito delle grotte nella roccia. Si tratta di grossi buchi, grandi circa 10 mq, scavati a mano ed abbelliti con pitture o strani ornamenti (anche qui non mancano i fiori di plastica), che i possessori usano come base per pescare ma anche per mangiare o riposare. Ovviamente non c'e' luce al loro interno ma sono chiusi, tutti, da porte riportanti all'esterno il numero dell'autorizzazione, come se fosse un numero di abitazione di una casa.
Rientrati dalla visita, ripartiamo per percorrere un po' di strada lungo la costa, sempre verso sud. Copriamo un breve tratto su asfalto ma poi percorriamo il resto dei chilometri in sterrato sabbioso, sempre con l'oceano sulla nostra destra, ma contornati da dune di sabbia. Il percorso e' agibile per un fuoristrada senza alcun problema ; i locali lo fanno anche con macchine normali e con motorini ! Con il truck andiamo molto piano perché' dunette di sabbia formatesi causa vento, attraversano il sentiero e fanno sobbalzare il veicolo con il rischio di creare danni se la velocità' fosse più' elevata dei 20km/h. Dopo aver incontrato, nel nostro itinerario, un gruppo di gente che faceva parapendio, con i loro coloratissimi paracaduti e 5 o 6 camion, ex trailer per cavalli, che fungevano da case per un gruppo di giovani europei, con cani e bambini in stile "figli dei fiori" o "randagi" (definiteli come preferite), giungiamo, prima del tramonto, alla spiaggia di Sidi Moussa D'Aglou con omonimo paese estremamente turistico pieno di pensionati con i relativi "yogurt". C'e' una passeggiata a bordo oceano con tanto di lampioni e pavimentazione e tante belle casine fatte apposta per i marocchini benestanti o per i turisti. Torniamo indietro di un paio di km per la sosta notturna ma con l'intenzione di usare il quad per tornare in paese a cenare (questa sera volevo andare al ristorante x un tajine), ma ovviamente non poteva andare tutto dritto ! La pedana del quad presenta problemi e, dopo essere scesa di mezzo metro, non si muove più', ne in basso ne in altro ! Cazz...(censura)... Ma così siamo bloccati e non solo con il quad !
Davide prova a capire cosa e' successo e, dopo aver armeggiato e smontato, capisce che un pistone idraulico della pedana non lavora! E adesso ? Proviamo a chiamare in germania ma ormai e' tardi e non troviamo nessuno. Non c'e' quasi più luce e non ci possiamo fare nulla per il momento. Aspettiamo "serenamente" domani mattina e speriamo di risolvere al più' presto ! Ufffff, niente cibo marocchino e mi tocca pure cucinare !
Buon appetito!
Luoghi di interesse: Parco Souss Massa
Percorso in sintesi: percorso semi asfaltato fino a Tassila seguito da sterrato interno tipo steppa fino alla costa senza indicazioni. A seguire percorso panoramico per fuoristrada con sabbia dura e con presenza di dunette.
Condizione delle strade: buoni sterratoni talvolta molto lenti causa dunette di sabbia che attraversano. Adatto a 4x4
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): -
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati
Indirizzi utili: guida per parco: Baha L' hcen cell +212 6 34922528
fb: tchagra99@hotmail.fr
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lunedì 10 febbraio 2014
Massa
Data: 10 febbraio 2014
Luogo di partenza: wp N 30 16,247 W 9 33,951
Luoghi intermedi: Tifnit
Luogo di arrivo: Massa
Km percorsi: Km 88
Way points: camping N 30 15,276 W 9 35,109
inizio sabbia N 30 15,381 W 9 37,567
dune N 30 13,035 W 9 37,926
Tifnit camper: N 30 11,988 W 9 38,311
camping: N 30 10,934 W 9 35,771
ingresso parco massa: N 30 03,361 W 9 39,253
sosta x la notte: N 30 05,532 W 9 39,921
Resoconto
La luce del mattino ci ha permesso di vedere dove, ieri sera , ci eravamo fermati. E' una zona di coltivazione con serre costruite con cellophane dove, tutt'intorno il paesaggio, e' abbastanza desolato. Ci sono sterrati che corrono in diverse direzioni ma, non siamo distanti dalla strada asfaltata che decidiamo di prendere dopo una perlustrazione effettuata con il quad. Desideriamo arrivare al mare e percorrere il lungo costa fino a Tifnit prima e Massa poi. Seguiamo sempre le tracce francesi che si sono dimostrate affidabili. Arriviamo fino all'oceano con una strada asfaltata che corre a fianco allo sterrato e poi iniziamo a seguire un percorso sabbioso. Il terreno e' comunque duro anche se, i nostri pneumatici, lasciano il segno. Case di pescatori colorano il paesaggio, man mano che avanziamo, lungo il percorso e noi, ci prendiamo del tempo per fare qualche foto e ripresa video in movimento, sulla sabbia. E' il primo approccio del nostro veicolo con un terreno diverso dall'asfalto o dallo sterratone e quindi siamo un po' emozionati e insicuri. Il cambio automatico del MAN e' fantastico! Sopperisce alla nostra inesperienza di guida su sabbia di mezzi così' pesanti che si muovono in modo leggermente diverso da un auto 4x4.
Proviamo il cambio nelle varie modalità' : lunghe, corte, guida normale, sportiva, in manuale ...ci divertiamo e facciamo esperienza anche se, devo dire che il piacere della guida di un fuoristrada,su sabbia, e' molto piu' divertente. Abbiamo il timore di fare dei danni : questa e' principalmente la nostra casa e non vogliamo metterla a repentaglio solo per fare un po' gli stupidi. Inoltre siamo da soli e , se dovessimo insabbiarci...nascerebbero seri problemi. Per questa ragione, quando giungiamo davanti a due km di dune alte, senza vedere tracce di passaggi precedenti, pur essendo vicini alla spiaggia di Tifnit dove sicuramente esiste una strada asfaltata o sterrata....beh, optiamo per tornare indietro e aggirare l'ostacolo sabbioso.
E' uno smacco che brucia per tutto il pomeriggio, sopratutto perché' eravamo li, a breve distanza dove abbiamo dovuto arrivare compiendo un bel po' di km di asfalto ma....no abbiamo fatto bene ! Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno.
Continuiamo a percorrere il lungo costa su sabbia ma con fondo duro. C'e' un forte vento che disturba la visibilità; certo non stiamo parlando di una tempesta di sabbia ma, quando Davide apre la portiera del truck per far scendere quel "gnoloso" di Hogan ...una folata porta nell'abitacolo un bel po' di sabbia color ocra...Questa sera Davide dovrà' fare le pulizieeeee!
Giungiamo nella località' di Massa dove , non molto lontano dal mare, c'e' il secondo ingresso al parco naturalistico (ieri eravamo andati dentro il primo ingresso).
Ci fanno entrare ma subito ci dicono che, a causa del fortissimo vento, ora ( sono le 17 ) ci sono scarse possibilità' di vedere animali. Il consiglio e' di venire domani mattina alle 8 .
Tornati quindi sui nostri passi, ci dirigiamo nuovamente sulla costa e, nonostante il vento che fa ondulare il truck, ci fermiamo qui, così' da avere il tempo di dedicarci alle nostre attività' "social" (sembra ci sia internet!)
Luoghi di interesse: Parco naturale Souss Massa
Percorso in sintesi: seguire tracce del gps: quasi tutto sterrato fino ad arrivare al punto sabbia lungo la costa. Sabbia dura senza troppi dislivelli fino al punto dune, percorribili in macchina ma non so con il truck. E' possibile effettuare tutto il lungo costa molto panoramico ma ventoso
Condizione delle strade: sterrati agibili , abbastanza larghi e sabbia compatta dura . Presenza di alte dune lungo la costa prima di arrivare a Tifnit . Esiste asfalto parallelo al lungo costa verso interno.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati e sulla strada asfaltata
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): ottima
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: wp N 30 16,247 W 9 33,951
Luoghi intermedi: Tifnit
Luogo di arrivo: Massa
Km percorsi: Km 88
Way points: camping N 30 15,276 W 9 35,109
inizio sabbia N 30 15,381 W 9 37,567
dune N 30 13,035 W 9 37,926
Tifnit camper: N 30 11,988 W 9 38,311
camping: N 30 10,934 W 9 35,771
ingresso parco massa: N 30 03,361 W 9 39,253
sosta x la notte: N 30 05,532 W 9 39,921
Resoconto
La luce del mattino ci ha permesso di vedere dove, ieri sera , ci eravamo fermati. E' una zona di coltivazione con serre costruite con cellophane dove, tutt'intorno il paesaggio, e' abbastanza desolato. Ci sono sterrati che corrono in diverse direzioni ma, non siamo distanti dalla strada asfaltata che decidiamo di prendere dopo una perlustrazione effettuata con il quad. Desideriamo arrivare al mare e percorrere il lungo costa fino a Tifnit prima e Massa poi. Seguiamo sempre le tracce francesi che si sono dimostrate affidabili. Arriviamo fino all'oceano con una strada asfaltata che corre a fianco allo sterrato e poi iniziamo a seguire un percorso sabbioso. Il terreno e' comunque duro anche se, i nostri pneumatici, lasciano il segno. Case di pescatori colorano il paesaggio, man mano che avanziamo, lungo il percorso e noi, ci prendiamo del tempo per fare qualche foto e ripresa video in movimento, sulla sabbia. E' il primo approccio del nostro veicolo con un terreno diverso dall'asfalto o dallo sterratone e quindi siamo un po' emozionati e insicuri. Il cambio automatico del MAN e' fantastico! Sopperisce alla nostra inesperienza di guida su sabbia di mezzi così' pesanti che si muovono in modo leggermente diverso da un auto 4x4.
Proviamo il cambio nelle varie modalità' : lunghe, corte, guida normale, sportiva, in manuale ...ci divertiamo e facciamo esperienza anche se, devo dire che il piacere della guida di un fuoristrada,su sabbia, e' molto piu' divertente. Abbiamo il timore di fare dei danni : questa e' principalmente la nostra casa e non vogliamo metterla a repentaglio solo per fare un po' gli stupidi. Inoltre siamo da soli e , se dovessimo insabbiarci...nascerebbero seri problemi. Per questa ragione, quando giungiamo davanti a due km di dune alte, senza vedere tracce di passaggi precedenti, pur essendo vicini alla spiaggia di Tifnit dove sicuramente esiste una strada asfaltata o sterrata....beh, optiamo per tornare indietro e aggirare l'ostacolo sabbioso.
E' uno smacco che brucia per tutto il pomeriggio, sopratutto perché' eravamo li, a breve distanza dove abbiamo dovuto arrivare compiendo un bel po' di km di asfalto ma....no abbiamo fatto bene ! Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno.
Continuiamo a percorrere il lungo costa su sabbia ma con fondo duro. C'e' un forte vento che disturba la visibilità; certo non stiamo parlando di una tempesta di sabbia ma, quando Davide apre la portiera del truck per far scendere quel "gnoloso" di Hogan ...una folata porta nell'abitacolo un bel po' di sabbia color ocra...Questa sera Davide dovrà' fare le pulizieeeee!
Giungiamo nella località' di Massa dove , non molto lontano dal mare, c'e' il secondo ingresso al parco naturalistico (ieri eravamo andati dentro il primo ingresso).
Ci fanno entrare ma subito ci dicono che, a causa del fortissimo vento, ora ( sono le 17 ) ci sono scarse possibilità' di vedere animali. Il consiglio e' di venire domani mattina alle 8 .
Tornati quindi sui nostri passi, ci dirigiamo nuovamente sulla costa e, nonostante il vento che fa ondulare il truck, ci fermiamo qui, così' da avere il tempo di dedicarci alle nostre attività' "social" (sembra ci sia internet!)
Luoghi di interesse: Parco naturale Souss Massa
Percorso in sintesi: seguire tracce del gps: quasi tutto sterrato fino ad arrivare al punto sabbia lungo la costa. Sabbia dura senza troppi dislivelli fino al punto dune, percorribili in macchina ma non so con il truck. E' possibile effettuare tutto il lungo costa molto panoramico ma ventoso
Condizione delle strade: sterrati agibili , abbastanza larghi e sabbia compatta dura . Presenza di alte dune lungo la costa prima di arrivare a Tifnit . Esiste asfalto parallelo al lungo costa verso interno.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): nei centri abitati e sulla strada asfaltata
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): ottima
Indirizzi utili:
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domenica 9 febbraio 2014
Aghrou-Agadir-parco souss massa
Data: 9 febbraio 2014
Luogo di partenza: Aghroud (vedi wp)
Luoghi intermedi: Agadir
Luogo di arrivo: (area parco nat. Souss Massa) wp N30 16,247 W 9 33,951
Km percorsi: km 104
Way points: camping: N 30 33,294 W 9 44,351
camping: N 30 32,419 W 9 41,917
camping: N 30 30,685 W 9 40,887
camping agadir: N 30 25,371 W 9 36,488
centro comm: N 30 23,628 W 9 34,916
ingresso parco oued souss: N 30 21,804 W 9 35,130
sosta x la notte: N 30 16,247 W 9 33,951
Resoconto
Percorriamo la strada costiera che dopo aver superato, ieri, Cap Rhir, e' un susseguirsi di spiagge grandissime. La zona e' estremamente turistica soprattutto nell'area del paese Tarhazoute, famosa per il surf. C'e' un forte turismo europeo anche nei mesi invernali e una grandissima presenza di pensionati con "yogurt" ( per chi non avesse letto i giorni precedenti, significa camper normali, notoriamente bianchi), che vengono qui a svernare. Scappiamo da questo che non sembra neppure il Marocco e giungiamo ad Agadir e, come si suol dire, cadiamo dalla padella alla brace! La meta turistica piu' rinomata e importante di tutto il paese ! Come rinunciare ad un giro al ...centro commerciale ? La scusa e' stato l'acquisto degli alcolici che non si trovano ovunque ma, a dir il vero, abbiamo approfittato per fare un giretto anche negli altri shops. Ci sono tutte le marche piu' famose, sia per abbigliamento che per oggettistica e profumeria e il supermercato del cibo ha le massime schifezze, come definisco io i biscotti, le patatine, i cioccolatini, e le leccornie in generale, che abbiamo noi , nei nostri supermercati italiani. Le marche sono internazionali oltre che locali ed i prezzi delle merci estere, rispecchiano i nostri italiani. Curiosa la presenza di alcune categorie merceologiche vendute sfuse, come alcuni tipi di pasta (penne, capelli d'angelo) oltre alla frutta fresca e secca, alle verdure, alla farina o alle spezie.
Il vino costa molto: la bottiglia piu' economica si aggira sui 45 Dh per salire a bottiglie da 220 dh e oltre e ..non stiamo parlando di "brunello di moltalcino".
Per la birra parliamo di un costo minimo di 11 Dh per una lattina nazionale da 33 ml a salire per quelle estere. Ad ogni modo, c'e' tutto ! Quantomeno qui, al grande supermercato di Agadir.
Dopo aver soddisfatto la nostra astinenza da "giretto a fare spese al centro commerciale" come ogni buon italiano la domenica pomeriggio, ci rimettiamo in marcia per andare a visitare il parco naturalistico Souss Massa. Ci sono due entrate: la prima si trova subito usciti dal centro di Agadir, in localita' Inezgane, seguendo un cartello in una rotonda sulla strada principale direzione Tizinit, che indica " Embarcadero oued souss" , a 800 mt superato il golf dune. Il secondo ingresso si trova nel paese di Massa, piu' a sud e ci andremo domani. Non esiste collegamento fra le due entrate in auto e quindi, compiuta la prima visita che ci permette di osservare, con il cannocchiale, stormi di fenicotteri rosa ed altre specie di volatili a noi sconosciute, riprendiamo la strada principale verso il sud fino a una svolta, senza segnalazione, in direzione Sidi-Toual (questo e' un nome che vedo sulla mappa) per andare a raggiungere uno sterrato che costeggia il mare. Purtroppo e' tardi e ormai le tenebre hanno preso il posto della luce; non e' prudente percorrere sterrati sconosciuti e stretti nel bel mezzo del nulla, senza luce, anche se sei dotato di fanaleria di tutto rispetto. Ci fermiamo davanti a un sentiero invaso da piante spinose: non voglio rigarmi tutto il truck. Rimandiamo a domani, con la luce, la direzione da prendere.
Bello avere la propria casa viaggiante e fermarsi dove capita e, poi questa sera, abbiamo pure la birra !
Luoghi di interesse: lungomare di Agadir, porta di Agadir, parco naturale Souss Massa.
Percorso in sintesi: N1 costiera lungomare, con spiagge grandissime fino ad Agadir. Tarhazoute estremamente turistica
Condizione delle strade: asfalto una corsia senso di marcia buone.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): in centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): ottima lungo la strada
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: Aghroud (vedi wp)
Luoghi intermedi: Agadir
Luogo di arrivo: (area parco nat. Souss Massa) wp N30 16,247 W 9 33,951
Km percorsi: km 104
Way points: camping: N 30 33,294 W 9 44,351
camping: N 30 32,419 W 9 41,917
camping: N 30 30,685 W 9 40,887
camping agadir: N 30 25,371 W 9 36,488
centro comm: N 30 23,628 W 9 34,916
ingresso parco oued souss: N 30 21,804 W 9 35,130
sosta x la notte: N 30 16,247 W 9 33,951
Resoconto
Percorriamo la strada costiera che dopo aver superato, ieri, Cap Rhir, e' un susseguirsi di spiagge grandissime. La zona e' estremamente turistica soprattutto nell'area del paese Tarhazoute, famosa per il surf. C'e' un forte turismo europeo anche nei mesi invernali e una grandissima presenza di pensionati con "yogurt" ( per chi non avesse letto i giorni precedenti, significa camper normali, notoriamente bianchi), che vengono qui a svernare. Scappiamo da questo che non sembra neppure il Marocco e giungiamo ad Agadir e, come si suol dire, cadiamo dalla padella alla brace! La meta turistica piu' rinomata e importante di tutto il paese ! Come rinunciare ad un giro al ...centro commerciale ? La scusa e' stato l'acquisto degli alcolici che non si trovano ovunque ma, a dir il vero, abbiamo approfittato per fare un giretto anche negli altri shops. Ci sono tutte le marche piu' famose, sia per abbigliamento che per oggettistica e profumeria e il supermercato del cibo ha le massime schifezze, come definisco io i biscotti, le patatine, i cioccolatini, e le leccornie in generale, che abbiamo noi , nei nostri supermercati italiani. Le marche sono internazionali oltre che locali ed i prezzi delle merci estere, rispecchiano i nostri italiani. Curiosa la presenza di alcune categorie merceologiche vendute sfuse, come alcuni tipi di pasta (penne, capelli d'angelo) oltre alla frutta fresca e secca, alle verdure, alla farina o alle spezie.
Il vino costa molto: la bottiglia piu' economica si aggira sui 45 Dh per salire a bottiglie da 220 dh e oltre e ..non stiamo parlando di "brunello di moltalcino".
Per la birra parliamo di un costo minimo di 11 Dh per una lattina nazionale da 33 ml a salire per quelle estere. Ad ogni modo, c'e' tutto ! Quantomeno qui, al grande supermercato di Agadir.
Dopo aver soddisfatto la nostra astinenza da "giretto a fare spese al centro commerciale" come ogni buon italiano la domenica pomeriggio, ci rimettiamo in marcia per andare a visitare il parco naturalistico Souss Massa. Ci sono due entrate: la prima si trova subito usciti dal centro di Agadir, in localita' Inezgane, seguendo un cartello in una rotonda sulla strada principale direzione Tizinit, che indica " Embarcadero oued souss" , a 800 mt superato il golf dune. Il secondo ingresso si trova nel paese di Massa, piu' a sud e ci andremo domani. Non esiste collegamento fra le due entrate in auto e quindi, compiuta la prima visita che ci permette di osservare, con il cannocchiale, stormi di fenicotteri rosa ed altre specie di volatili a noi sconosciute, riprendiamo la strada principale verso il sud fino a una svolta, senza segnalazione, in direzione Sidi-Toual (questo e' un nome che vedo sulla mappa) per andare a raggiungere uno sterrato che costeggia il mare. Purtroppo e' tardi e ormai le tenebre hanno preso il posto della luce; non e' prudente percorrere sterrati sconosciuti e stretti nel bel mezzo del nulla, senza luce, anche se sei dotato di fanaleria di tutto rispetto. Ci fermiamo davanti a un sentiero invaso da piante spinose: non voglio rigarmi tutto il truck. Rimandiamo a domani, con la luce, la direzione da prendere.
Bello avere la propria casa viaggiante e fermarsi dove capita e, poi questa sera, abbiamo pure la birra !
Luoghi di interesse: lungomare di Agadir, porta di Agadir, parco naturale Souss Massa.
Percorso in sintesi: N1 costiera lungomare, con spiagge grandissime fino ad Agadir. Tarhazoute estremamente turistica
Condizione delle strade: asfalto una corsia senso di marcia buone.
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): in centri abitati
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): ottima lungo la strada
Indirizzi utili:
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sabato 8 febbraio 2014
Tafedna - Ghroud
Data: 8 febbraio 2014
Luogo di partenza: Tafedna (cap tafelney)
Luoghi intermedi: Imessouane,
Luogo di arrivo: Ghroud (spiaggia)
Km percorsi: Km 106
Way points: acqua: N 31 04,695 W 9 48,508
Imessouane: N 30 50,518 W 9 49,261
panorama: N 30 46,308 W 9 48,281
spiaggia: N 30 42,490 W 9 51,350
banane: N 30 41,769 W 9 49,546
area di sosta Ghroud: N 30 36,476 W 9 46,927
Resoconto
E' giunto il giorno di ripartire! Non perche' abbiamo impegni o appuntamenti ma perche' abbiamo lo spirito dei gitani e, dopo un periodo stanziale, sentiamo il bisogno di andare, di visitare altri luoghi e, piu' a sud, dopo Agadir, ci aspetta una zona inesplorata. Nei nostri viaggi precedenti in Marocco, non abbiamo mai avuto modo di conoscere l'area sotto questa citta', il Medio Atlante e la zona del west sahara marocchino. Salutato Rahid, il ragazzo proprietario del campeggio e la coppia di anziani tedeschi con la quale, nei giorni passati, abbiamo fatto amicizia, facciamo le ultime foto su questa bellissima spiaggia, alle casette in fila e alle barche poste a spina di pesce e, finalmente, partiamo.
Prendiamo la strada sterrata che corre lungo la costa, verso sud, e dopo alcuni chilometri ci fermiamo ad Imessouane, un paese un po' turistico conosciuto per il surf, anche se al momento la gente che ospita, non e' molta. Prima di arrivare qui, abbiamo dato un passaggio ad un marocchino, un pescatore che parla inglese e che abita a 6 km di distanza e , tutti i giorni, si reca per lavorare al porto del paesino, a piedi o scroccando un passaggio a qualche auto o camion che passa lungo la strada.
Ci fermiamo per il pranzo, compriamo del pane arabo e lo farciamo con dell'ottimo prosciutto e formaggio, per non sentirvi troppo lontani ; poi facciamo un giro fino al porto dove assistiamo ad un'interessante asta per il pesce. In una costruzione in riva al mare, una trentina di persone, tutte intorno ad una bilancia, si urlavano parole in arabo per aggiudicarsi la partita di pesce ancora vivo. Per la maggior parte, erano pesci tipo murene o siluro ma non mancavano orate o san pietro. Il tutto si e' concluso in pochi minuti e, assegnate le cassette con il pesce, gli acquirenti sono usciti ed alcuni di loro si sono messi a pulire quanto acquistato, su banchi posti appena fuori dell'edificio. Hanno una tecnica particolare: i pesci piu' grossi, li tagliano a meta' lungo la lisca, dalla parte del dorso e, tolte le interiora, mettono le due parti simmetriche sulla griglia dopo averle cosparse di spezie ( misto fra sale, cumino, paprika e non so che altro). I pesci di dimensione inferiore invece, non vengono aperti a meta' ma gli vengono praticati dei taglietti sui lati e posti sulla griglia interi. I pesci tipo murena vengono aperti a meta' anche loro, puliti da interiora , eliminata testa e coda e tagliati a tocchi. I lettori che sono piu' pratici di me di pesca forse troveranno quanto sopra ovvio ma io, che sono abituata a comperare il pesce bello pulito e filettato al supermercato, ho trovato tutto cio' , molto interessante.
Proseguiamo il nostro viaggio ancora per un po' di chilometri ma dopo Cap Rhid cominciamo ad avvistare alcune belle spiagge e ci fermiamo a Ghroud. Sono gia' le 17,30 e sarebbe stupido arrivare ad Agadir al buio. Ci godiamo il tramonto qui, al calduccio della nostra casa viaggiante, cullati dal forte vento che fa muovere anche il truck !
Luoghi di interesse: Imessouane per surf;
Percorso in sintesi:strada sterrata grande per il primo tratto seguita da una con asfalto su fondo sterrato ma stretta, con panorami su oceano.Da Imessouane strada asfaltata un po' piu' larga, fino alla N1 verso Agadir interna. Bei panorami e alberi banane a Tamri. Dopo Cap Rhir spiagge.
Condizione delle strade: asfalto su sterrato ad una corsia stretto ma in buone condizioni, seguitoda tratti piu' larghi fino all'incrocio N1 verso Cap Rhir, asfalto a 1 corsia per senso di mancia , in salia vs sud nel primo tratto e poi in discesa verso il mare nella zona di Tamri
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): poche
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati
Indirizzi utili:
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Luogo di partenza: Tafedna (cap tafelney)
Luoghi intermedi: Imessouane,
Luogo di arrivo: Ghroud (spiaggia)
Km percorsi: Km 106
Way points: acqua: N 31 04,695 W 9 48,508
Imessouane: N 30 50,518 W 9 49,261
panorama: N 30 46,308 W 9 48,281
spiaggia: N 30 42,490 W 9 51,350
banane: N 30 41,769 W 9 49,546
area di sosta Ghroud: N 30 36,476 W 9 46,927
Resoconto
E' giunto il giorno di ripartire! Non perche' abbiamo impegni o appuntamenti ma perche' abbiamo lo spirito dei gitani e, dopo un periodo stanziale, sentiamo il bisogno di andare, di visitare altri luoghi e, piu' a sud, dopo Agadir, ci aspetta una zona inesplorata. Nei nostri viaggi precedenti in Marocco, non abbiamo mai avuto modo di conoscere l'area sotto questa citta', il Medio Atlante e la zona del west sahara marocchino. Salutato Rahid, il ragazzo proprietario del campeggio e la coppia di anziani tedeschi con la quale, nei giorni passati, abbiamo fatto amicizia, facciamo le ultime foto su questa bellissima spiaggia, alle casette in fila e alle barche poste a spina di pesce e, finalmente, partiamo.
Prendiamo la strada sterrata che corre lungo la costa, verso sud, e dopo alcuni chilometri ci fermiamo ad Imessouane, un paese un po' turistico conosciuto per il surf, anche se al momento la gente che ospita, non e' molta. Prima di arrivare qui, abbiamo dato un passaggio ad un marocchino, un pescatore che parla inglese e che abita a 6 km di distanza e , tutti i giorni, si reca per lavorare al porto del paesino, a piedi o scroccando un passaggio a qualche auto o camion che passa lungo la strada.
Ci fermiamo per il pranzo, compriamo del pane arabo e lo farciamo con dell'ottimo prosciutto e formaggio, per non sentirvi troppo lontani ; poi facciamo un giro fino al porto dove assistiamo ad un'interessante asta per il pesce. In una costruzione in riva al mare, una trentina di persone, tutte intorno ad una bilancia, si urlavano parole in arabo per aggiudicarsi la partita di pesce ancora vivo. Per la maggior parte, erano pesci tipo murene o siluro ma non mancavano orate o san pietro. Il tutto si e' concluso in pochi minuti e, assegnate le cassette con il pesce, gli acquirenti sono usciti ed alcuni di loro si sono messi a pulire quanto acquistato, su banchi posti appena fuori dell'edificio. Hanno una tecnica particolare: i pesci piu' grossi, li tagliano a meta' lungo la lisca, dalla parte del dorso e, tolte le interiora, mettono le due parti simmetriche sulla griglia dopo averle cosparse di spezie ( misto fra sale, cumino, paprika e non so che altro). I pesci di dimensione inferiore invece, non vengono aperti a meta' ma gli vengono praticati dei taglietti sui lati e posti sulla griglia interi. I pesci tipo murena vengono aperti a meta' anche loro, puliti da interiora , eliminata testa e coda e tagliati a tocchi. I lettori che sono piu' pratici di me di pesca forse troveranno quanto sopra ovvio ma io, che sono abituata a comperare il pesce bello pulito e filettato al supermercato, ho trovato tutto cio' , molto interessante.
Proseguiamo il nostro viaggio ancora per un po' di chilometri ma dopo Cap Rhid cominciamo ad avvistare alcune belle spiagge e ci fermiamo a Ghroud. Sono gia' le 17,30 e sarebbe stupido arrivare ad Agadir al buio. Ci godiamo il tramonto qui, al calduccio della nostra casa viaggiante, cullati dal forte vento che fa muovere anche il truck !
Luoghi di interesse: Imessouane per surf;
Percorso in sintesi:strada sterrata grande per il primo tratto seguita da una con asfalto su fondo sterrato ma stretta, con panorami su oceano.Da Imessouane strada asfaltata un po' piu' larga, fino alla N1 verso Agadir interna. Bei panorami e alberi banane a Tamri. Dopo Cap Rhir spiagge.
Condizione delle strade: asfalto su sterrato ad una corsia stretto ma in buone condizioni, seguitoda tratti piu' larghi fino all'incrocio N1 verso Cap Rhir, asfalto a 1 corsia per senso di mancia , in salia vs sud nel primo tratto e poi in discesa verso il mare nella zona di Tamri
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas): poche
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping): nei centri abitati
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Tafadna 2
Data: 7 febbraio 2014
Luogo di partenza: Tafadna
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 0
Way points: -
Resoconto
Che dire? Si sta cosi' bene qui che decidiamo di fermarci ancora un giorno ad oziare ! Oggi, devo proprio ammettere che, a parte una passeggiata sul lungo mare con i cani, siamo stati tutto il giorno a prendere il sole, a leggere e a studiare l'itinerario dei prossimi giorni perche' domani ci muoveremo da qui in direzione Agadir.
Questa sera, siamo talmente impigriti che mangiamo sul truck ! D'altra parte, prendere il sole, affatica ! Domani speriamo di riuscire a pubblicare i diari degli ultimi giorni, quindi oggi mi limito, perche' avrete gia' letto a sufficienza dei giorni precedenti !
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
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Luogo di partenza: Tafadna
Luoghi intermedi: -
Luogo di arrivo: -
Km percorsi: 0
Way points: -
Resoconto
Che dire? Si sta cosi' bene qui che decidiamo di fermarci ancora un giorno ad oziare ! Oggi, devo proprio ammettere che, a parte una passeggiata sul lungo mare con i cani, siamo stati tutto il giorno a prendere il sole, a leggere e a studiare l'itinerario dei prossimi giorni perche' domani ci muoveremo da qui in direzione Agadir.
Questa sera, siamo talmente impigriti che mangiamo sul truck ! D'altra parte, prendere il sole, affatica ! Domani speriamo di riuscire a pubblicare i diari degli ultimi giorni, quindi oggi mi limito, perche' avrete gia' letto a sufficienza dei giorni precedenti !
Luoghi di interesse:
Percorso in sintesi:
Condizione delle strade:
Stazioni di servizio (carburante, acqua, gas):
Reperibilita' servizi (bar, ristoranti, camping):
Indirizzi utili:
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